Omicidio a Trani, Angelo Guarriello: «Non possiamo aspettare altre tragedie»
Il consigliere comunale chiede un confronto immediato con Prefettura, Questura, Carabinieri e Polizia Locale
giovedì 13 agosto 2026
15.15
La morte di un ragazzo di appena 18 anni, accoltellato nella notte durante una rissa in piazza Papa Giovanni XXIII, è una tragedia che scuote profondamente la nostra comunità. Ma è anche un campanello d'allarme che non possiamo ignorare.
Al di là delle responsabilità individuali, che dovranno essere accertate dagli investigatori, non possiamo non interrogarci sul tema della sicurezza in città che, da tempo, viene affrontato troppo spesso soltanto dopo che accade qualcosa di grave. Non è questa la strada. Servono maggiore presenza e controllo del territorio, soprattutto nelle ore serali e nei luoghi maggiormente frequentati e un'attenzione costante alle situazioni di degrado e alle aggregazioni che possono trasformarsi in episodi di violenza.
Non si tratta di criminalizzare i giovani né di trasformare Trani in una città militarizzata. Si tratta di garantire a tutti il diritto di vivere gli spazi pubblici con serenità e sicurezza. Una città turistica e vivace come Trani deve poter offrire ai residenti e ai visitatori piazze sicure, soprattutto nelle ore della notte.
Sento il dovere di rivolgere un ringraziamento alle forze dell'ordine, che ogni giorno svolgono sul nostro territorio un lavoro encomiabile, spesso in condizioni non semplici e con risorse limitate. A loro va tutta la nostra fiducia e il nostro sostegno. Proprio per questo è necessario che possano contare su tutti gli strumenti e gli uomini necessari per garantire un presidio ancora più efficace del territorio.
Ma la sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli. Si costruisce anche attraverso l'educazione. Abbiamo il dovere di investire sulle nuove generazioni, educando al rispetto dell'altro, alla legalità, alla gestione dei conflitti e al valore della vita. Famiglia, scuola, istituzioni e associazioni devono lavorare insieme per trasmettere ai nostri ragazzi l'idea che la violenza non può mai essere la risposta e che il rispetto delle regole è alla base della convivenza civile.
Come Movimento, chiediamo di aprire immediatamente un confronto sul tema della sicurezza urbana, coinvolgendo Prefettura, Questura, Carabinieri, Polizia Locale e tutte le istituzioni competenti. Le telecamere, quando presenti e funzionanti, possono essere uno strumento importante, ma serve soprattutto una strategia complessiva di prevenzione.
Oggi il nostro pensiero va innanzitutto alla famiglia di questo ragazzo. Ma proprio nel rispetto di quella vita spezzata abbiamo il dovere di chiederci cosa possiamo fare, come istituzioni, per evitare che accada di nuovo