Osservatorio De Feudis | PNRR Trani, il report shock : «Pagato solo un quarto dei fondi, pesano revoche e rinunce per quasi 20 milioni»
Analizzati i dati ufficiali al 30 giugno 2026: su 65,7 milioni di euro di progetti, le liquidazioni reali sono crollate al 26,68%. A rischio 5 opere strategiche
venerdì 7 agosto 2026
7.34
L'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione, la struttura tecnica e civica indipendente fondata dall'Avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis, ha rilasciato un report contabile analitico basato sui documenti ufficiali del Comune di Trani e allegati alla deliberazione di salvaguardia degli equilibri di bilancio approvati al 30 giugno 2026. Il quadro delineato dall'organismo indipendente scuote la narrazione sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza perchè a fronte di annunci e impegni formali, l'effettiva capacità di spesa e messa a terra delle opere si rivela drammaticamente contenuta. L'analisi dell'Osservatorio punta a distinguere l'attività burocratica (l'impegno delle somme) dalla realizzazione fisica e dai pagamenti reali (le liquidazioni), offrendo ai cittadini dati certi sullo stato di avanzamento delle opere pubbliche.
Dalla lettura del report dell'Osservatorio De Feudis emergono:
Dalla lettura del report dell'Osservatorio De Feudis emergono:
- L'incapacità di spesa effettiva: a fronte di 65,79 milioni di euro di valore complessivo per 46 progetti, le liquidazioni reali si fermano a 17,55 milioni di euro (pari ad appena il 26,68% del totale e al 30,72% degli impegni contabili presi).
- Ben 39,6 milioni solo "sulla carta": quasi 40 milioni di euro già impegnati non sono ancora stati trasformati in pagamenti e cantieri completati.
- L'incubo del PINQUA (18,25 milioni a rischio): cinque interventi strategici (tra cui gli alloggi ERS di via Parini, il sottopasso di via Andria e la riqualificazione del verde in via San Giovanni Bosco) sono stati colpiti dalla revoca del finanziamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Comune ha promosso ricorso al TAR, ma su questi lotti non risulta erogato un solo euro. Il rischio concreto è che eventuali costi o impegni assunti rimangano a carico del bilancio comunale con l'obbligo di restituire le anticipazioni.
- Per quanto riguarda rifiuti e digitale c'è la resa: i progetti abbandonati, sommano a ben quattro rinunce espresse dell'Ente (per oltre 1,55 milioni di euro), tra cui figurano la piattaforma IoT per la tariffazione puntuale della TARI (TARIP), il Centro comunale di raccolta e il Centro del riuso, smentendo nei fatti la modernizzazione dei servizi ambientali.
- Ritardi su opere chiave: opere come la riqualificazione della retrostazione RFI (5,5 milioni) e la scuola Papa Giovanni XXIII (5,4 milioni) mostrano un avanzamento finanziario intorno al 24-31%. Inoltre, 12 interventi per circa 18,3 milioni di euro (inclusi i lotti di Costa Nord, velostazioni e la pedonalizzazione di piazza Re Manfredi) figurano a metà 2026 ancora bloccati nella fase della progettazione esecutiva, con un elevato rischio di sforare le rigide scadenze del PNRR.
- Anomalie contabili: rilevato il rischio di una duplicazione materiale di un medesimo CUP per oltre 200mila euro, oltre a progetti digitali dichiarati "conclusi" con liquidazioni a zero.