
Eventi e cultura
Il gran finale dei Dialoghi di Trani: la romanza da salotto chiude la kermesse a Palazzo Beltrani
Il concerto di chiusura dei Dialoghi affidato alle voci di Myriam Marcone, Giiulia Diomede, Marco Podda e al piano di Elisabetta Diomede a cura dell'associazione "L'Opificio delle Muse"
Trani - lunedì 21 settembre 2026
09.05
È stata la musica a mettere il sigillo sul gran finale dei Dialoghi di Trani. Ieri sera, nella suggestiva cornice di Palazzo delle Arti Beltrani, la kermesse si è conclusa con un concerto dedicato alla romanza da salotto, un genere capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità, conservando intatta la sua forza espressiva.
A curare l'appuntamento è stata l'associazione "L'Opificio delle Muse", che ha affidato il concerto alle voci del soprano Myriam Marcone e del mezzosoprano Giulia Diomede, accompagnate al pianoforte da Elisabetta Diomede. Un intreccio di voci e musica che ha condotto il pubblico dentro un repertorio raffinato, fatto di lirismo, intimità e intensa partecipazione emotiva.
Ad accompagnare gli spettatori nell'ascolto è stato il giovanissimo Marco Podda, protagonista della guida all'ascolto. Con un linguaggio accessibile e insieme attento alle peculiarità musicali dei brani, Podda ha offerto al pubblico gli strumenti per comprendere e apprezzare le diverse sfumature delle composizioni proposte, trasformando il concerto in un vero e proprio percorso attraverso la storia della musica.
Un viaggio che ha toccato autori e stagioni differenti: da Giuseppe Verdi a Franz Liszt, da Ildebrando Pizzetti a Ottorino Respighi, mostrando come la romanza da salotto abbia saputo rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità.
Nata come forma musicale destinata soprattutto agli ambienti domestici e ai salotti della società ottocentesca, la romanza ha rappresentato per lungo tempo uno spazio privilegiato per l'espressione dei sentimenti, dell'amore, della nostalgia e dell'introspezione. Una musica apparentemente raccolta, ma capace di racchiudere un universo emotivo complesso.
Ed è proprio questa capacità di parlare attraverso le epoche ad aver caratterizzato l'ultimo appuntamento musicale dei Dialoghi di Trani: un concerto che non ha rappresentato soltanto la conclusione della manifestazione, ma anche un invito ad ascoltare la storia attraverso la musica, riconoscendo nelle parole e nelle melodie di compositori lontani nel tempo emozioni ancora profondamente contemporanee.
Così, tra le atmosfere di Palazzo Beltrani, le voci di Myriam Marco e Giulia Diomede, il pianoforte di Elisabetta Diomede e la guida all'ascolto di Marco Podda hanno accompagnato il pubblico verso l'ultimo sipario della kermesse.
Un gran finale nel segno della musica, dunque, per chiudere un'edizione dei Dialoghi di Trani che ancora una volta ha intrecciato parole, pensiero, cultura e arti, lasciando che fosse una melodia a pronunciare l'ultimo, suggestivo dialogo.
A curare l'appuntamento è stata l'associazione "L'Opificio delle Muse", che ha affidato il concerto alle voci del soprano Myriam Marcone e del mezzosoprano Giulia Diomede, accompagnate al pianoforte da Elisabetta Diomede. Un intreccio di voci e musica che ha condotto il pubblico dentro un repertorio raffinato, fatto di lirismo, intimità e intensa partecipazione emotiva.
Ad accompagnare gli spettatori nell'ascolto è stato il giovanissimo Marco Podda, protagonista della guida all'ascolto. Con un linguaggio accessibile e insieme attento alle peculiarità musicali dei brani, Podda ha offerto al pubblico gli strumenti per comprendere e apprezzare le diverse sfumature delle composizioni proposte, trasformando il concerto in un vero e proprio percorso attraverso la storia della musica.
Un viaggio che ha toccato autori e stagioni differenti: da Giuseppe Verdi a Franz Liszt, da Ildebrando Pizzetti a Ottorino Respighi, mostrando come la romanza da salotto abbia saputo rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità.
Nata come forma musicale destinata soprattutto agli ambienti domestici e ai salotti della società ottocentesca, la romanza ha rappresentato per lungo tempo uno spazio privilegiato per l'espressione dei sentimenti, dell'amore, della nostalgia e dell'introspezione. Una musica apparentemente raccolta, ma capace di racchiudere un universo emotivo complesso.
Ed è proprio questa capacità di parlare attraverso le epoche ad aver caratterizzato l'ultimo appuntamento musicale dei Dialoghi di Trani: un concerto che non ha rappresentato soltanto la conclusione della manifestazione, ma anche un invito ad ascoltare la storia attraverso la musica, riconoscendo nelle parole e nelle melodie di compositori lontani nel tempo emozioni ancora profondamente contemporanee.
Così, tra le atmosfere di Palazzo Beltrani, le voci di Myriam Marco e Giulia Diomede, il pianoforte di Elisabetta Diomede e la guida all'ascolto di Marco Podda hanno accompagnato il pubblico verso l'ultimo sipario della kermesse.
Un gran finale nel segno della musica, dunque, per chiudere un'edizione dei Dialoghi di Trani che ancora una volta ha intrecciato parole, pensiero, cultura e arti, lasciando che fosse una melodia a pronunciare l'ultimo, suggestivo dialogo.







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