Via Statuti Marittimi e la cabina elettrica
Via Statuti Marittimi e la cabina elettrica
Cronaca

Uno scempio dietro l'altro: l'armadio elettrico alle spalle di San Nicola il Pellegrino è vilipendio alla storia di Trani

Il Comitato Sant’Agostino: «Dopo i milioni sprecati in Piazza Gradenigo e le prescrizioni della Soprintendenza ignorate, ecco l’ennesimo oltraggio al nostro Santo Patrono nel silenzio totale dell’amministrazione comunale»

L'indignazione a Trani ha superato il livello di guardia. L'ultima istantanea del degrado e della sconsideratezza amministrativa svetta in cima alla scalinata di via Statuti Marittimi, affacciata sul porto: un ingombrante armadio metallico bianco della pubblica illuminazione piazzato esattamente a ridosso delle spalle della statua del Santo Patrono, San Nicola il Pellegrino. Un pugno nell'occhio, documentato da fotografie impietose, che il Comitato Sant'Agostino definisce senza mezzi termini come un vero e proprio «vilipendio alla statua del Santo Patrono della Città di Trani.
A firmare la denuncia, accompagnata da esposti e trasmessa agli organi di stampa, è il presidente del comitato, dott. Giuseppe Lorusso, che traccia il bilancio fallimentare di una gestione dell'arredo urbano e dei lavori pubblici segnata da improvvisazione, silenzi istituzionali e presunte violazioni dei vincoli monumentali.

La galleria degli orrori: da Piazza Gradenigo a Piazza Plebiscito

L'installazione della cabina elettrica dietro il Santo Patrono è soltanto la punta dell'iceberg di una catena di interventi finiti nel mirino del comitato civico:
  • Piazza Gradenigo (Sant'Agostino). il comitato denuncia il «pessimo rifacimento di una piazza che possedeva indubbie caratteristiche storiche, costata circa il triplo rispetto alle originarie previsioni» e per la quale, nonostante reiterate istanze di accesso agli atti ed esposti, il Comune non avrebbe ancora consegnato la documentazione contabile e progettuale integrale.
  • La rimozione dei pali storici: la sparizione ingiustificata da Piazza Sant'Agostino di due storici pali artistici della pubblica illuminazione, sottratti al contesto originario tra le proteste inascoltate dei residenti
  • Verniciature «selvagge» e cartelli abusivi: interventi di tinteggiatura a spruzzo sui lampioni pubblici eseguiti senza alcuna protezione, con vernice finita sui passanti e sul basamento in pietra viva circostante, accompagnati da fogli di divieto di sosta approssimativi e ritenuti abusivi nastrati sui fusti in ghisa.
  • Il precedente di Piazza Plebiscito: la collocazione abusiva di un analogo armadio dell'illuminazione in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico e monumentale, «ripristinato alla velocità della luce» solo dopo il tempestivo esposto presentato dal comitato.

«Incentivi pagati ai tecnici, ma la Soprintendenza viene ignorata»

L'atto d'accusa del Comitato Sant'Agostino chiama in causa direttamente i vertici tecnici e politici di Palazzo di Città. Nel documento si evidenzia come i cittadini continuino a finanziare con le proprie tasse «migliaia di euro di stipendi e migliaia di euro per incentivi tecnici ai responsabili della mancata vigilanza che avrebbero dovuto controllare rigorosamente quanto si stava per concretizzare». La denuncia sottolinea inoltre un dato allarmante: diversi interventi sarebbero stati portati a compimento disattendendo «i più elementari criteri e le puntuali e inequivocabili prescrizioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di BAT e Foggia, rimaste incredibilmente disapplicate».

Il muro di gomma del Comune: «Silenzio assordante»

Di fronte agli esposti formali, il comitato lamenta una totale chiusura: una diffida per silenzio-inadempimento ha ricevuto riscontro dopo circa 50 giorni (a metà ottobre), giustificando il ritardo con generiche difficoltà feriali. «Forse nella convinzione che i 35 gradi di agosto si fossero protratti sino a ottobre», ironizza amaramente Lorusso. «L'amministrazione comunale è totalmente assente, impassibile, sorda e indifferente ai nostri esposti: un ingiustificato disinteresse ai beni, all'incolumità e alla storia della nostra città», incalza il comunicato, che punta il dito anche contro l'assuefazione e l'omertà di parte del tessuto cittadino. Il comitato assicura che la mobilitazione non si fermerà: gli atti sono stati trasmessi alle autorità competenti per chiedere la rimozione immediata dell'armadio scempio e l'accertamento di tutte le responsabilità amministrative e contabili.
All Statuti MarittimiFotoallegato fotoDivieto di sosta abusivo
Il comunicato stampaIl comunicato stampa
  • piazza Gradenico
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