Sergio Luciano, Baldo Sansò e Anna Maria Giordano, “Missione Impossibile, il Venezuela e la sua parabola” ai Dialoghi di Trani
Dai giacimenti del Venezuela alle dinamiche dei mercati: a Trani la "Complessità" del potere economico
sabato 19 settembre 2026
9.11
La 25ª edizione dei Dialoghi di Trani, dedicata quest'anno al tema della Complessità, ha fatto tappa sulle dinamiche geopolitiche ed economiche della storia recente attraverso la presentazione del libro Missione impossibile. Il Venezuela e la sua parabola, scritto dal giornalista Sergio Luciano con la testimonianza diretta di Baldo Sansò. A condurre l'incontro è stata la giornalista RAI Anna Maria Giordano, che ha guidato il pubblico in un viaggio tra sovranità energetica, mercati finanziari globali e retroscena storici.
L'autore Sergio Luciano, analizza come il Venezuela in possesso delle più grandi riserve di petrolio al mondo sia passato da un'era di straordinaria ricchezza a una crisi sociale ed economica devastante.
L'avvocato Baldo Sansò, super consulente strategico dell'industria petrolifera statale e del governo, ha cercato di modernizzare e salvare il settore energetico nazionale, promuovendo partnership internazionali e cercando di evitare il tracollo finanziario prima che la spirale politica ed economica diventasse irreversibile.
Il cuore dell'intervento di Sansò – imprenditore italo-venezuelano e consulente del Ministero del Petrolio sotto il governo Chávez – si è focalizzato sul cambio di paradigma avvenuto nei primi anni Duemila nella gestione delle imponenti risorse petrolifere venezuelane.
Sansò ha ricordato la sudditanza storica nei confronti dei colossi petroliferi internazionali (ExxonMobil, Chevron, Shell, Total):
«Quando siamo arrivati negli anni 2004-2005 e abbiamo preso in mano la politica della sovranità petrolifera, lo Stato venezuelano incassava appena 12-13 centesimi per ogni 100 centesimi (un dollaro) di barile, mentre le società private si prendevano oltre l'80-85%. Quando abbiamo lasciato, avevamo rovesciato la situazione: lo Stato tratteneva il 90% e le società private il 10%».
Un ribaltamento radicale che nasce da una precisa presa di coscienza sulla reale natura del potere economico:
«Le società petrolifere hanno il know-how, la tecnologia e i capitali, ma senza petrolio non estrai nulla. Nel business petrolifero ciò che vale davvero è la riserva. Se sei il proprietario della riserva, sei tu a comandare, e devi capire che puoi farlo».
Un passaggio particolarmente emblematico del dibattito si è concentrato sul rapporto critico tra la forza della regolamentazione statale e gli equilibri dei mercati internazionali.
«Di solito, quando si dice che i mercati sono contenti, significa che lo Stato è debole», ha sottolineato Sansò durante il dialogo. «Con noi il mercato non era molto contento, ma attraverso trattative dure siamo riusciti a fare l'interesse del Paese, dimostrando che per i privati era comunque un business favorevole».
L'incontro si è concluso con l'intervento di Maria Giordano che ha sottolineato come la lettura del testo offra al lettore l'opportunità di "toccare con mano l'evoluzione di un modello", evidenziando l'azzardo e la sfida lanciata a certi dogma del liberismo economico più estremo, prima di spostare il dibattito verso i paralleli del presente e i rimandi storici ad altre figure chiave dell'economia globale e nazionale.
Il libro Missione impossibile e il dibattito emerso ai Dialoghi di Trani incarnano perfettamente il filo conduttore di questa 25ª edizione: comprendere la complessità significa superare le narrazioni semplificate. Il caso venezuelano mostra come la gestione delle risorse primarie, l'indipendenza economica e i rapporti con le multinazionali siano un terreno di scontro dove politica, tecnocrazia ed etica si intrecciano inevitabilmente.
L'autore Sergio Luciano, analizza come il Venezuela in possesso delle più grandi riserve di petrolio al mondo sia passato da un'era di straordinaria ricchezza a una crisi sociale ed economica devastante.
L'avvocato Baldo Sansò, super consulente strategico dell'industria petrolifera statale e del governo, ha cercato di modernizzare e salvare il settore energetico nazionale, promuovendo partnership internazionali e cercando di evitare il tracollo finanziario prima che la spirale politica ed economica diventasse irreversibile.
Il cuore dell'intervento di Sansò – imprenditore italo-venezuelano e consulente del Ministero del Petrolio sotto il governo Chávez – si è focalizzato sul cambio di paradigma avvenuto nei primi anni Duemila nella gestione delle imponenti risorse petrolifere venezuelane.
Sansò ha ricordato la sudditanza storica nei confronti dei colossi petroliferi internazionali (ExxonMobil, Chevron, Shell, Total):
«Quando siamo arrivati negli anni 2004-2005 e abbiamo preso in mano la politica della sovranità petrolifera, lo Stato venezuelano incassava appena 12-13 centesimi per ogni 100 centesimi (un dollaro) di barile, mentre le società private si prendevano oltre l'80-85%. Quando abbiamo lasciato, avevamo rovesciato la situazione: lo Stato tratteneva il 90% e le società private il 10%».
Un ribaltamento radicale che nasce da una precisa presa di coscienza sulla reale natura del potere economico:
«Le società petrolifere hanno il know-how, la tecnologia e i capitali, ma senza petrolio non estrai nulla. Nel business petrolifero ciò che vale davvero è la riserva. Se sei il proprietario della riserva, sei tu a comandare, e devi capire che puoi farlo».
Un passaggio particolarmente emblematico del dibattito si è concentrato sul rapporto critico tra la forza della regolamentazione statale e gli equilibri dei mercati internazionali.
«Di solito, quando si dice che i mercati sono contenti, significa che lo Stato è debole», ha sottolineato Sansò durante il dialogo. «Con noi il mercato non era molto contento, ma attraverso trattative dure siamo riusciti a fare l'interesse del Paese, dimostrando che per i privati era comunque un business favorevole».
L'incontro si è concluso con l'intervento di Maria Giordano che ha sottolineato come la lettura del testo offra al lettore l'opportunità di "toccare con mano l'evoluzione di un modello", evidenziando l'azzardo e la sfida lanciata a certi dogma del liberismo economico più estremo, prima di spostare il dibattito verso i paralleli del presente e i rimandi storici ad altre figure chiave dell'economia globale e nazionale.
Il libro Missione impossibile e il dibattito emerso ai Dialoghi di Trani incarnano perfettamente il filo conduttore di questa 25ª edizione: comprendere la complessità significa superare le narrazioni semplificate. Il caso venezuelano mostra come la gestione delle risorse primarie, l'indipendenza economica e i rapporti con le multinazionali siano un terreno di scontro dove politica, tecnocrazia ed etica si intrecciano inevitabilmente.