Trani | «Pressioni esterne e troppi errori»: Galiano rompe il silenzio prima dell'aula. Blinda la Giunta e punta il dito sulle Municipalizzate

A pochi minuti dal Consiglio comunale, il sindaco risponde alle domande scomode sul "Galiano bis": «Non arretro sui nove assessori, la crisi non serviva a spartire poltrone. Con Ciliento lite tra amici, ma il Pd regionale è con me». E annuncia lo stop ai cda nelle partecipate.

giovedì 29 ottobre 2026 0.14
A cura di Tonino Lacalamita
Sul sagrato di Palazzo Palmieri, pochi minuti prima di varcare la soglia dell'aula per la prima vera assise del "Galiano bis", il sindaco Marco Galiano decide di fermarsi davanti ai microfoni per rispondere senza filtri al fuoco incrociato delle domande più spinose. Una presa di parola attesa, carica di tensione politica, che arriva all'indomani del decreto n. 115 con cui ha rimesso in sella gli stessi nove assessori nominati a luglio a Villa Bini.

«Le pressioni non venivano dalla Giunta: ho fermato il mercato delle poltrone»

Incalzato sull'incoerenza tra le denunce di fine settembre — quando parlò di pressioni intollerabili e logiche da manuale Cencelli — e la riconferma in blocco della stessa squadra di governo, Galiano respinge l'etichetta di «ritorno al punto di partenza»: «Non è un punto di partenza. Le pressioni di cui ho parlato non provenivano dall'interno della Giunta. Ho voluto cambiare completamente strategia: se qualcuno pensava che una crisi potesse servire a redistribuire le poltrone nell'esecutivo o ad aprire ad avvicendamenti, su questo non siamo d'accordo. Io ho dato una parola: questa Giunta arriverà al termine del quinquennio, con questa squadra arriverò in fondo». Una rivendicazione di fermezza che ribalta la narrazione delle opposizioni: per il sindaco, la conferma della Giunta originaria non è debolezza o restaurazione, ma uno sbarramento eretto contro gli appetiti dei partiti che miravano a un rimpasto.

Il mea culpa e l'affondo sulle partecipate: «Basta drenare risorse»

Galiano ammette apertamente le fibrillazioni vissute e non risparmia un'autocritica: «Abbiamo avuto dei problemi che si sono riverberati anche in Giunta. Abbiamo commesso tutti degli errori, io per primo. Ma ammettere i propri sbagli è un atto di maturità e umiltà istituzionale che finora ho fatto solo io». Dalle scorie della crisi politica, il sindaco sposta poi bruscamente il mirino su quello che definisce il vero banco di prova immediato: la gestione delle società partecipate comunali, a partire da Amet. Galiano annuncia una linea dura contro le spese improprie e gli sprechi di bilancio:
  1. Amministratore unico subito: stop a consigli d'amministrazione allargati, puntando sulla figura di un amministratore unico affiancato da un direttore tecnico e, in prospettiva, da un direttore generale;
  2. Basta esborsi per le emergenze: il sindaco contesta duramente i costi scaricati sulle casse comunali per servizi straordinari (come le navette per il quartiere Stadio o per la scuola Cezza), pretendendo che le municipalizzate, godendo di utili, restituiscano efficienza e servizi alla città senza salassi per il bilancio municipale.

Lo strappo con Ciliento: «Lite tra amici». E il messaggio al Pd

Inevitabile il passaggio sui rapporti con Debora Ciliento e i vertici regionali dopo lo scatto di gruppo all'Assemblea dem di Roma e l'approvazione del dimensionamento scolastico: «Con Debora ci stiamo riavvicinando piano piano. Siamo due persone perbene, due amici che hanno avuto una discussione che ha assunto toni superiori a quelli che avremmo voluto. Gli amici litigano, discutono e quando è possibile fanno pace. Io lavoro per Trani, lei per la Regione». Poi, una stoccata pesante diretta a chi ventilava un suo isolamento all'interno del Partito Democratico: «In questo Consiglio comunale sono entrato accompagnato dal segretario regionale del Pd. I rapporti col partito non sono affatto da ripristinare. Io sto assumendo un ruolo nuovo e questo farà bene a tutta la coalizione».

La consapevolezza del percorso e la resa dei conti tra un anno

Galiano sa bene che la strada da percorrere è ancora lunga, tortuosa e piena di insidie sia dentro che fuori dall'aula consiliare. Proprio per questo, il primo cittadino non evita di chiarire che il vero esame per la sua squadra non è affatto cancellato, ma solo rinviato al momento opportuno. Il «tagliando» alla sua amministrazione — ha scandito con determinazione — lo farà tra un anno esatto: sarà allora che, numeri e risultati alla mano, verranno tratte le dovute considerazioni politiche per verificare senza sconti chi ha lavorato bene e chi, al contrario, ha lavorato meno. Un avvertimento recapitato a tutta la Giunta prima ancora di sedersi tra gli scranni dell'aula consiliare.
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