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Trani | «Pressioni esterne e troppi errori»: Galiano rompe il silenzio prima dell'aula. Blinda la Giunta e punta il dito sulle Municipalizzate
A pochi minuti dal Consiglio comunale, il sindaco risponde alle domande scomode sul "Galiano bis": «Non arretro sui nove assessori, la crisi non serviva a spartire poltrone. Con Ciliento lite tra amici, ma il Pd regionale è con me». E annuncia lo stop ai cda nelle partecipate.
Incalzato sull'incoerenza tra le denunce di fine settembre — quando parlò di pressioni intollerabili e logiche da manuale Cencelli — e la riconferma in blocco della stessa squadra di governo, Galiano respinge l'etichetta di «ritorno al punto di partenza»: «Non è un punto di partenza. Le pressioni di cui ho parlato non provenivano dall'interno della Giunta. Ho voluto cambiare completamente strategia: se qualcuno pensava che una crisi potesse servire a redistribuire le poltrone nell'esecutivo o ad aprire ad avvicendamenti, su questo non siamo d'accordo. Io ho dato una parola: questa Giunta arriverà al termine del quinquennio, con questa squadra arriverò in fondo». Una rivendicazione di fermezza che ribalta la narrazione delle opposizioni: per il sindaco, la conferma della Giunta originaria non è debolezza o restaurazione, ma uno sbarramento eretto contro gli appetiti dei partiti che miravano a un rimpasto.«Le pressioni non venivano dalla Giunta: ho fermato il mercato delle poltrone»
Galiano ammette apertamente le fibrillazioni vissute e non risparmia un'autocritica: «Abbiamo avuto dei problemi che si sono riverberati anche in Giunta. Abbiamo commesso tutti degli errori, io per primo. Ma ammettere i propri sbagli è un atto di maturità e umiltà istituzionale che finora ho fatto solo io». Dalle scorie della crisi politica, il sindaco sposta poi bruscamente il mirino su quello che definisce il vero banco di prova immediato: la gestione delle società partecipate comunali, a partire da Amet. Galiano annuncia una linea dura contro le spese improprie e gli sprechi di bilancio:Il mea culpa e l'affondo sulle partecipate: «Basta drenare risorse»
- Amministratore unico subito: stop a consigli d'amministrazione allargati, puntando sulla figura di un amministratore unico affiancato da un direttore tecnico e, in prospettiva, da un direttore generale;
- Basta esborsi per le emergenze: il sindaco contesta duramente i costi scaricati sulle casse comunali per servizi straordinari (come le navette per il quartiere Stadio o per la scuola Cezza), pretendendo che le municipalizzate, godendo di utili, restituiscano efficienza e servizi alla città senza salassi per il bilancio municipale.
Inevitabile il passaggio sui rapporti con Debora Ciliento e i vertici regionali dopo lo scatto di gruppo all'Assemblea dem di Roma e l'approvazione del dimensionamento scolastico: «Con Debora ci stiamo riavvicinando piano piano. Siamo due persone perbene, due amici che hanno avuto una discussione che ha assunto toni superiori a quelli che avremmo voluto. Gli amici litigano, discutono e quando è possibile fanno pace. Io lavoro per Trani, lei per la Regione». Poi, una stoccata pesante diretta a chi ventilava un suo isolamento all'interno del Partito Democratico: «In questo Consiglio comunale sono entrato accompagnato dal segretario regionale del Pd. I rapporti col partito non sono affatto da ripristinare. Io sto assumendo un ruolo nuovo e questo farà bene a tutta la coalizione».Lo strappo con Ciliento: «Lite tra amici». E il messaggio al Pd
Galiano sa bene che la strada da percorrere è ancora lunga, tortuosa e piena di insidie sia dentro che fuori dall'aula consiliare. Proprio per questo, il primo cittadino non evita di chiarire che il vero esame per la sua squadra non è affatto cancellato, ma solo rinviato al momento opportuno. Il «tagliando» alla sua amministrazione — ha scandito con determinazione — lo farà tra un anno esatto: sarà allora che, numeri e risultati alla mano, verranno tratte le dovute considerazioni politiche per verificare senza sconti chi ha lavorato bene e chi, al contrario, ha lavorato meno. Un avvertimento recapitato a tutta la Giunta prima ancora di sedersi tra gli scranni dell'aula consiliare.La consapevolezza del percorso e la resa dei conti tra un anno
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