Verde pubblico a Trani, Centrone (Trani Libera): «Abbattimenti in Piazza Albanese frutto di 11 anni di incuria. Serve reale discontinuità»
Duro affondo dell'opposizione di centrodestra sulla gestione del patrimonio arboreo della città
giovedì 20 agosto 2026
Non si placano le polemiche sulla gestione del verde pubblico a Trani. A intervenire con decisione sull'ultimo episodio relativo al taglio degli alberi in Piazza Albanese è Michele Centrone, Capogruppo in Consiglio Comunale del movimento "Trani Libera" (area di centrodestra). Attraverso una nota social dai toni fermi, l'esponente di opposizione respinge l'idea che la rimozione delle piante possa essere liquidata o presentata come una semplice operazione di manutenzione ordinaria: «Si rischia di far passare per ordinaria manutenzione quello che in realtà è un disastro annunciato – incalza Centrone –. Chi ha permesso questo scempio?».
Pur scagionando da responsabilità dirette dell' avv. Nico Di Pinto, neo-nominato Assessore al ramo, «si trova oggi a dover gestire le macerie e l'eredità di un patrimonio verde devastato», il Capogruppo di Trani Libera sollecita una netta inversione di rotta rispetto alla precedente gestione politica dell'amministrazione. Secondo Centrone, il nodo centrale non risiede solo nei tempi previsti per le nuove ripiantumazioni autunnali, ma nelle cause primarie che hanno portato al disseccamento delle essenze arboree.
«La vera domanda da porsi è perché quelle piante siano seccate – spiega il consigliere comunali –. E il problema non riguarda esclusivamente Piazza Albanese: basti pensare alla sorte toccata alle palme di Piazza Quercia e Piazza Plebiscito, o alla progressiva scomparsa dei pini storici in città. Le piante non muoiono per sfortuna o per fatalità climatica, ma quando vengono abbandonate senza irrigazione, cura e prevenzione. È il risultato di 11 anni di totale assenza di programmazione». Un ciclo che, secondo l'analisi di Trani Libera, porta a un doppio danno per la cittadinanza, sia in termini di vivibilità e decoro urbano – con una città sempre più priva di ombra e soffocata dal caldo – sia sul piano economico e delle risorse pubbliche. «I cittadini pagano due volte: prima si acquistano le piante con denaro pubblico, poi si lasciano morire, si paga per abbatterle e infine si spende di nuovo per sostituirle. Un ciclo fallimentare di spesa pubblica che va interrotto subito».
In conclusione, la richiesta indirizzata al nuovo referente della giunta è quella di segnare una discontinuità netta con l'operato passato: «Auguriamo buon lavoro al nuovo Assessore, ma chiediamo un atto di svolta concreta. Non ci si limiti a fare la conta degli alberi morti: si fermi questa catena dell'incuria e si pretenda una vera programmazione sulla cura del verde a Trani».
Pur scagionando da responsabilità dirette dell' avv. Nico Di Pinto, neo-nominato Assessore al ramo, «si trova oggi a dover gestire le macerie e l'eredità di un patrimonio verde devastato», il Capogruppo di Trani Libera sollecita una netta inversione di rotta rispetto alla precedente gestione politica dell'amministrazione. Secondo Centrone, il nodo centrale non risiede solo nei tempi previsti per le nuove ripiantumazioni autunnali, ma nelle cause primarie che hanno portato al disseccamento delle essenze arboree.
«La vera domanda da porsi è perché quelle piante siano seccate – spiega il consigliere comunali –. E il problema non riguarda esclusivamente Piazza Albanese: basti pensare alla sorte toccata alle palme di Piazza Quercia e Piazza Plebiscito, o alla progressiva scomparsa dei pini storici in città. Le piante non muoiono per sfortuna o per fatalità climatica, ma quando vengono abbandonate senza irrigazione, cura e prevenzione. È il risultato di 11 anni di totale assenza di programmazione». Un ciclo che, secondo l'analisi di Trani Libera, porta a un doppio danno per la cittadinanza, sia in termini di vivibilità e decoro urbano – con una città sempre più priva di ombra e soffocata dal caldo – sia sul piano economico e delle risorse pubbliche. «I cittadini pagano due volte: prima si acquistano le piante con denaro pubblico, poi si lasciano morire, si paga per abbatterle e infine si spende di nuovo per sostituirle. Un ciclo fallimentare di spesa pubblica che va interrotto subito».
In conclusione, la richiesta indirizzata al nuovo referente della giunta è quella di segnare una discontinuità netta con l'operato passato: «Auguriamo buon lavoro al nuovo Assessore, ma chiediamo un atto di svolta concreta. Non ci si limiti a fare la conta degli alberi morti: si fermi questa catena dell'incuria e si pretenda una vera programmazione sulla cura del verde a Trani».