Agricoltura e caro vita nella BAT, la presa di posizione del Consigliere Regionale FDI Andrea Ferri sulle proteste di piazza
«I problemi sono reali ma le risposte passano da regole eque e interventi mirati: no a strumentalizzazioni sulla pelle dei lavoratori»
sabato 24 ottobre 2026
17.51
Le mobilitazioni di piazza del comparto agricolo e dell'autotrasporto, culminate nei cortei e nei presidi degli ultimi giorni a Trani e nella BAT, continuano ad alimentare il dibattito politico tra le forze istituzionali del territorio. Sul tema interviene l'esponente di centrodestra Andrea Ferri, che punta l'indice contro le responsabilità storiche dell'Unione Europea e chiama in causa la gestione amministrativa di Regione e Comuni, rivendicando al contempo le misure di sostegno varate dal Governo Meloni e mettendo in guardia dal rischio di passerelle elettorali sulla pelle dei lavoratori. Di seguito il testo integrale del comunicato:
E allora mi rivolgo a chi oggi governa la Regione Puglia, ai consiglieri regionali del centrosinistra, ai sindaci e agli amministratori locali di centrosinistra della BAT che stanno partecipando a queste proteste. Va benissimo stare accanto agli agricoltori. Ma prima di scendere in piazza contro il Governo, sarebbe utile spiegare anche ai cittadini quali responsabilità hanno le politiche europee che per anni avete sostenuto. E soprattutto sarebbe utile ricordare che ogni amministratore deve occuparsi anche delle responsabilità che gli competono. Perché ad esempio un sindaco o una Giunta Regionale non possono modificare le politiche agricole europee o i prezzi di mercato. Ma Regione e Comuni possono fare molto per ridurre il peso del costo della vita sui cittadini e sulle imprese.E qui arriviamo alla Puglia. Mentre oggi vediamo amministratori regionali protestare contro il Governo per il caro vita, i cittadini pugliesi si trovano a fare i conti con un aumento dell'addizionale regionale IRPEF legato al disavanzo della sanità o lo stesso settore agricolo con l'iniquo "Tributo 630". E nei Comuni dobbiamo parlare di TARI, di addizionale comunale IRPEF, di servizi e di tutti quegli strumenti che gli amministratori locali hanno concretamente a disposizione.
E veniamo al Governo. Perché mentre il centrosinistra protesta, il Governo Meloni ha scelto di intervenire. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri mette in campo risorse concrete per agricoltura, autotrasporto e pesca: 60 milioni di euro per sostenere gli agricoltori, oltre 100 milioni per l'autotrasporto e 10 milioni per la pesca. Non sono numeri che cancellano tutti i problemi, e nessuno vuole raccontare questa favola, ma sono risposte concrete. E questo è il compito di un Governo: ascoltare, intervenire e correggere, per quanto possibile, le conseguenze di una situazione economica e internazionale complessa. Proprio per questo credo che oggi serva ancora più responsabilità. La protesta non deve diventare una passerella politica e soprattutto non deve diventare uno strumento della prossima campagna elettorale. Fra un anno si tornerà a votare per le elezioni politiche e non vorrei che qualcuno pensasse, nella Sesta Provincia, di poter utilizzare le difficoltà degli agricoltori per costruirsi una campagna elettorale. Gli agricoltori non hanno bisogno di fotografie: hanno bisogno di interlocutori.
Io, per questo, avevo già dato la mia disponibilità in tempi non sospetti a costruire una delegazione di agricoltori e olivicoltori di Trani da portare direttamente al Ministero dell'Agricoltura o ad AGEA. Oggi, dopo l'approvazione delle nuove misure, quella proposta è ancora più attuale. Dobbiamo andare a verificare insieme agli agricoltori cosa funziona, cosa non funziona, quali sono le criticità nell'accesso alle misure e quali altri interventi servono. Perché la politica seria non si limita a dire "sono con voi": la politica seria porta le persone nei luoghi dove si prendono le decisioni. E io sono pronto a farlo. A chi oggi strumentalizza queste proteste dico una cosa molto semplice: prima di indicare un colpevole, abbiate il coraggio di guardare anche alle responsabilità delle politiche che avete sostenuto per anni. Perché il problema non si risolve cercando un capro espiatorio a Roma, a Bari e a Trani. Si risolve cambiando quelle regole che hanno messo in difficoltà chi produce, chi trasporta e chi lavora. Andrea Ferri - Consigliere Regionale Fratelli d'Italia
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Dobbiamo avere il coraggio di chiederci da dove arrivano questi problemi. Perché le leggi che regolano il mercato e il nostro sistema produttivo, l'agricoltura, i trasporti, l'energia e il commercio vengono decise a livello europeo. E per molti anni quelle istituzioni europee sono state guidate e condizionate politicamente proprio da quelle forze di centrosinistra che prima hanno votato in favore dell'importazione senza dazi sull'olio d'oliva tunisino e oggi vediamo scendere in piazza e puntare il dito, in maniera strumentale, contro il Governo italiano. Questa è la contraddizione che non possiamo far finta di non vedere. Per anni la sinistra ha costruito un'Europa che ha imposto vincoli sempre più pesanti alle nostre imprese, alle nostre aziende agricole e al nostro sistema produttivo. Lo vediamo nell'agricoltura, dove ai nostri produttori vengono chiesti standard, vincoli e costi sempre maggiori mentre sul mercato arrivano prodotti provenienti da Paesi che non sempre devono rispettare gli stessi standard. Non possiamo chiedere ai nostri agricoltori di produrre di più, meglio e in maniera più sostenibile e contemporaneamente metterli nelle condizioni di non riuscire più a guadagnare. Questo è il vero problema.L'EUROPA DECIDE, IL TERRITORIO SOFFRE: SI STA GUARDANDO NELLA DIREZIONE SBAGLIATA
Le proteste di questi ultimi giorni degli agricoltori, degli olivicoltori e degli autotrasportatori sono legittime. I problemi che denunciano sono reali e meritano risposte, solo che si sta guardando nella direzione sbagliata.
E allora mi rivolgo a chi oggi governa la Regione Puglia, ai consiglieri regionali del centrosinistra, ai sindaci e agli amministratori locali di centrosinistra della BAT che stanno partecipando a queste proteste. Va benissimo stare accanto agli agricoltori. Ma prima di scendere in piazza contro il Governo, sarebbe utile spiegare anche ai cittadini quali responsabilità hanno le politiche europee che per anni avete sostenuto. E soprattutto sarebbe utile ricordare che ogni amministratore deve occuparsi anche delle responsabilità che gli competono. Perché ad esempio un sindaco o una Giunta Regionale non possono modificare le politiche agricole europee o i prezzi di mercato. Ma Regione e Comuni possono fare molto per ridurre il peso del costo della vita sui cittadini e sulle imprese.E qui arriviamo alla Puglia. Mentre oggi vediamo amministratori regionali protestare contro il Governo per il caro vita, i cittadini pugliesi si trovano a fare i conti con un aumento dell'addizionale regionale IRPEF legato al disavanzo della sanità o lo stesso settore agricolo con l'iniquo "Tributo 630". E nei Comuni dobbiamo parlare di TARI, di addizionale comunale IRPEF, di servizi e di tutti quegli strumenti che gli amministratori locali hanno concretamente a disposizione.
E veniamo al Governo. Perché mentre il centrosinistra protesta, il Governo Meloni ha scelto di intervenire. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri mette in campo risorse concrete per agricoltura, autotrasporto e pesca: 60 milioni di euro per sostenere gli agricoltori, oltre 100 milioni per l'autotrasporto e 10 milioni per la pesca. Non sono numeri che cancellano tutti i problemi, e nessuno vuole raccontare questa favola, ma sono risposte concrete. E questo è il compito di un Governo: ascoltare, intervenire e correggere, per quanto possibile, le conseguenze di una situazione economica e internazionale complessa. Proprio per questo credo che oggi serva ancora più responsabilità. La protesta non deve diventare una passerella politica e soprattutto non deve diventare uno strumento della prossima campagna elettorale. Fra un anno si tornerà a votare per le elezioni politiche e non vorrei che qualcuno pensasse, nella Sesta Provincia, di poter utilizzare le difficoltà degli agricoltori per costruirsi una campagna elettorale. Gli agricoltori non hanno bisogno di fotografie: hanno bisogno di interlocutori.
Io, per questo, avevo già dato la mia disponibilità in tempi non sospetti a costruire una delegazione di agricoltori e olivicoltori di Trani da portare direttamente al Ministero dell'Agricoltura o ad AGEA. Oggi, dopo l'approvazione delle nuove misure, quella proposta è ancora più attuale. Dobbiamo andare a verificare insieme agli agricoltori cosa funziona, cosa non funziona, quali sono le criticità nell'accesso alle misure e quali altri interventi servono. Perché la politica seria non si limita a dire "sono con voi": la politica seria porta le persone nei luoghi dove si prendono le decisioni. E io sono pronto a farlo. A chi oggi strumentalizza queste proteste dico una cosa molto semplice: prima di indicare un colpevole, abbiate il coraggio di guardare anche alle responsabilità delle politiche che avete sostenuto per anni. Perché il problema non si risolve cercando un capro espiatorio a Roma, a Bari e a Trani. Si risolve cambiando quelle regole che hanno messo in difficoltà chi produce, chi trasporta e chi lavora. Andrea Ferri - Consigliere Regionale Fratelli d'Italia
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