Armadio elettrico dietro la statua del Patrono: bufera a Trani, il consigliere Briguglio sferza il Comune

L'esponente di maggioranza interviene dopo l'esposto del Comitato Sant'Agostino: «Ubicazione errata, montato un sarcofago senza vigilanza. Non taccio solo perché sto al governo della città»

mercoledì 4 novembre 2026 20.03
A cura di Tonino Lacalamita
L'indignazione per l'armadio metallico bianco della pubblica illuminazione installato in cima alla scalinata di via Statuti Marittimi, piazzato esattamente alle spalle della statua del Santo Patrono San Nicola il Pellegrino, non resta confinata alla protesta civica ed esplode all'interno della stessa maggioranza a Palazzo di Città. A scagliarsi con parole durissime contro la catena di mancata vigilanza e superficialità amministrativa è il consigliere comunale dott. Domenico Briguglio, eletto nella lista di maggioranza di Puglia Popolare e recentemente passato, sempre in maggioranza, nelle file del gruppo "Per Trani". L'esponente politico ha preso posizione in maniera netta e senza sconti subito dopo la denuncia pubblica sollevata dal Comitato Sant'Agostino presieduto dal dott. Giuseppe Lorusso.

«Grazie a Giuseppe Lorusso. Trani è diventata terra di nessuno»

Briguglio non usa mezze misure e apre il suo intervento ringraziando apertamente il presidio civico: «Un ringraziamento vero a Giuseppe Lorusso e al Comitato Sant'Agostino. La verità è che Trani è terra di nessuno! Così come lo era prima, quando facevo l'assessore ed ero sempre presente e attentissimo sul territorio, oggi c'è il disinteresse di tutti quanti. Questa è la fotografia reale e amara della situazione che riscontriamo ogni giorno». Un riconoscimento esplicito al ruolo delle sentinelle civiche che hanno documentato quello che la cittadinanza considera un vero e proprio affronto al patrimonio storico, monumentale e devozionale della città.

Il blitz con il dirigente: «Installazione palesemente errata, un sarcofago montato nel silenzio»

Di fronte allo scempio, il consigliere Briguglio si è immediatamente attivato in prima persona, interpellando i vertici tecnici comunali: «Mi sono mosso in assoluta autonomia. Ho contattato direttamente il dirigente competente, l'ingegnere Puzziferri, che mi ha confermato e rassicurato sul fatto che c'è stato un evidente errore di installazione. Quella cabina ha un'ubicazione completamente sbagliata, non deve stare lì, aveva ben altra collocazione prevista». Ma la constatazione dell'errore non basta a placare la rabbia per il mancato controllo preventivo: «Il problema di fondo è che a nessuno gliene frega niente di niente! Non ci sono gli uffici comunali a controllare e a vigilare sui lavori. Non stiamo parlando di una pietruzza fuori posto: hanno piazzato un autentico sarcofago di quelle dimensioni e nessuno ha visto niente? Com'è possibile una cosa del genere? Non deve mica arrivare la segnalazione dei cittadini o dei comitati per far intervenire chi è pagato per vigilare: dovevano esserci i preposti a controllare prima che l'opera venisse compiuta!»

«Pesante? Non faccio finta di niente perché sono di maggioranza»

Al giornalista che gli fa notare la durezza inusuale dell'attacco per un consigliere che sostiene l'amministrazione Galiano, Briguglio replica con fermezza assoluta rivendicando la propria totale libertà di giudizio: «Vado pesante, pesantissimo, e me ne assumo tutta la responsabilità. Non è che solo perché faccio parte della maggioranza devo fare finta di niente o chiudere gli occhi davanti a questi scempi! Assolutamente no. Non serve solo "maggiore attenzione", serve attenzione e basta, perché qui nessuno fa niente e non ci sono controlli. Io sono uno spirito libero e difendo la mia città». Le dichiarazioni di Domenico Briguglio accendono i riflettori sulle responsabilità dell' Ufficio Tecnico comunale, dopo l'indignazione popolare e l'esposto del Comitato Sant'Agostino, la rimozione immediata dell'armadio alle spalle del Santo Patrono diventa ora, oltre che un nodo amministrativo, anche politico ineludibile per l'intera compagine di governo cittadino.