Bilancio AMET | Francesco Corallo chiede chiarezza: «Voglio sapere chi è responsabile»
Il consigliere di Puglia Popolare, professionista contabile e da sempre voce critica sulla partecipata, chiarisce la sua posizione: «Attento ai conti della città, esercito un dovere d'indirizzo e controllo»
Va detto, a rispetto della verità, che ancor prima di accedere alle aule consiliari con le amministrative del 2026, il Dott. Francesco Corallo aveva fatto della trasparenza e della correttezza gestionale di AMET , partecipata al 100% del Comune di Trani, una vera e propria battaglia personale e politica, ampiamente documentata dalle sue posizioni pubbliche e dai suoi interventi social pre-elettorali. La sua doppia veste — rappresentante politico di maggioranza e professionista del settore (ragioniere commercialista, mediatore civile/societario e revisore dei conti) — meritano attenzione sia perchè trasformano le sue contestazioni in un'analisi lucida e tecnica di rigore contabile che formalizza, in sede istituzionale e sia perchè le stesse istanze di chiarezza sostenute in campagna elettorale.
Le verifiche sui bilanci e il nodo AMET. Riprendendo la questione di AMET sollevata da Corallo, lo stesso nel suo video riferisce di aver richiesto i bilanci depositati dal Comune di Trani e dalle società partecipate, spiegando di aver ricevuto la documentazione relativa agli altri enti, mentre, alla data del 7 agosto, non sarebbe ancora disponibile il bilancio di AMET. È proprio su questo punto che il consigliere concentra la propria attenzione, chiedendo di conoscere le ragioni del mancato deposito e le eventuali responsabilità: «Mi chiedo che motivi ostativi ci sono perché AMET il giorno 7 agosto non abbia ancora depositato il bilancio che per legge andava depositato entro il 30 aprile. Perché non l'ha fatto? È colpa sua? È colpa di qualcun altro? Chi è responsabile per cui non è stato depositato ancora il bilancio?» riferendosi in particolare al ruolo del Collegio Sindacale al quale sono attribuite, in questo periodo in assenza di un CdA da nominare, poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
L'attenzione sui locali della sede e le norme ARERA. Nel corso del suo intervento, inoltre, Corallo sposta poi l'attenzione su un'altra questione che, a suo dire, merita di essere approfondita: l'utilizzo di alcuni locali della sede di AMET. Il consigliere di Puglia Popolare, afferma di voler conoscere «chi ha sottoscritto e firmato» l'assegnazione o l'utilizzo di alcuni locali di categoria C1, sono esattamente quelli che venivano utilizzati a suo tempo da AMET per la riscossione delle bollette e stipula dei contratti, sostenendo che nella stessa sede della società sarebbe presente un'attività riconducibile alla commercializzazione dell'energia.
Corallo richiama, a questo proposito, le disposizioni dell'ARERA, sostenendo di aver già segnalato la questione attraverso numerose comunicazioni: «Io ho mandato 37 PEC in quattro anni - afferma - per dire che ARERA vietava espressamente che ci potesse essere la presenza di altre società che vendono energia nella sede di una società che ha il passaggio dell'energia.» Si tratta di una questione che, per la sua natura tecnica e regolatoria, dovrà naturalmente essere verificata attraverso gli atti, i contratti e la normativa applicabile, così da accertare la correttezza delle procedure e degli utilizzi contestati.
Il richiamo al FOIA e il ruolo degli organi di controllo. Nel suo intervento video da fiume in piena, Corallo fa inoltre riferimento alle richieste di accesso agli atti presentate attraverso il FOIA, lamentando il mancato riscontro da parte degli organi interessati. Il consigliere annuncia quindi l'intenzione di proseguire nell'esame della documentazione economica e finanziaria del Comune e delle sue partecipate, facendo leva anche sulla propria esperienza professionale: «Voglio dirvi - conclude il suo intervento social Corallo - che adesso basta fare il buffone dei social, ma sarò il commercialista, il revisore dei conti molto attento ai bilanci del Comune di Trani, delle municipalizzate e tutto ciò che riguarda tutti gli aspetti economici della nostra città.»
Una riflessione finale. Questa presa di posizione di Francesco (Chicco) Corallo assume un significato particolare proprio alla luce delle premesse politiche e personali che guidano la sua azione, personalmente non ritengo sia un attacco alla sua stessa maggioranza , ma, al contrario, una legittima e trasversale richiesta di trasparenza che giunge dall'interno della stessa coalizione di governo, coerente prosecuzione della battaglia che il consigliere ha condotto pubblicamente già prima della tornata elettorale del 2026 in tempi non sospetti.
Pertanto dopo le prese di posizione pubbliche sul web e la pubblicazione del video sulla propria pagina social lo scorso 7 agosto, con l'ingresso in Consiglio Comunale e la messa a disposizione della sua competenza di revisore dei conti, il confronto si sposta definitivamente dai social network agli atti ufficiali e formali dell'amministrazione: il bilancio di AMET, le motivazioni dell'eventuale ritardo, il ruolo degli organi societari, la documentazione relativa ai locali e le risposte dovute alle richieste di accesso agli atti. Vedremo come andrà a finire.
PS: C'è un aspetto che tuttavia non mi convince nelle parole di Francesco (Chicco) Corallo quando afferma che ora "basta fare il buffone dei social" , non gli crediamo, a Trani si dice che: "Chi nasce tondo non può morire quadro" . Sarà forse per il mestiere che esercita o il rigore dei bilanci da quadrare o le complesse norme della professione, sta di fatto che come 'Giano bifronte' anche Corallo non potrà fare a meno di certe "colorite fughe lessicali" che tanto piacciono ai suoi followers e poco invece alla sua parte politica non ancora abituata al personaggio. A Francesco Corallo, infine, mi permetto sommessamente di suggerire una prassi consolidata sui social: metta un bollino rosso ad ogni video post nel quale si scivola in un "colorito linguaggio grillo di prima maniera" lo faccia per le ragioni che lui stesso può intuire, per esempio uno dei motivi potrebbe essere perchè i social sono frequentati da minori : è bene che, in autotutela, coloro che si apprestato a visionare i suoi "vaffa... post" ne abbiamo piena consapevolezza e non abbiano poi a lagnarsi. .