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Politica
Dimensionamento Scolastico a Trani: l'impasse è politica, la conferma del Sindaco Galiano dopo il rinvio della Giunta
Raggiunto telefonicamente, il primo cittadino conferma che il freno non arriva dal dialogo con le famiglie, ma dagli equilibri interni alla maggioranza: «Sul merito la quadra c’è, ora però serve responsabilità: questo nodo si trascina da 11 anni».
Trani - giovedì 24 settembre 2026
17.52
Le indiscrezioni secondo cui il dimensionamento scolastico a Trani fosse finito in un vicolo cieco per motivi di stretta natura politica trovano piena e diretta conferma. Raggiunto telefonicamente dopo la mattinata interlocutoria a Palazzo di Città e il rinvio dell'esecutivo, il sindaco Marco Galiano ha chiarito lo stato dell'arte : non sono le proteste di piazza o i rilievi tecnici a impedire il varo della delibera, bensì le questioni interne alla sua stessa maggioranza di governo. «Ci sono problemi di due ordini differenti — spiega il primo cittadino analizzando la situazione —. Sulla riorganizzazione del sistema scolastico, quando ci si siede attorno a un tavolo e si parla, la questione viene risolta sempre con grande facilità. Infatti anche ieri, durante la dimostrazione dinanzi al Comune, con la delegazione in poco tempo abbiamo trovato una mediazione che non ha comportato particolari problemi. I genitori sono disposti ad ascoltare, io pure sono disposto ad ascoltare, e ho accolto le loro problematiche».
Il vero nodo, dunque, non risiede nel confronto con l'I.C. «Bovio Rocca Palumbo D'Annunzio», ma nelle frizioni interne alla coalizione che sostiene l'amministrazione: «Ci sono invece problemi di altro ordine, di ordine politico, di equilibrio all'interno della maggioranza, e credo che questo sia più complicato da discutere. Ci siamo riaggiornati a domani: credo e spero che le questioni di merito siano superate e superabili. Quelle politiche sono un po' più complesse, e mi auguro che domani questo scoglio possa essere finalmente superato». Entrando nel merito del compromesso sul tavolo, Galiano delinea i contorni della trattativa e della mediazione raggiunta: «Al momento il problema sostanziale è il "quando". C'è una posizione che dice di attuarla il prima possibile, sin dal prossimo anno scolastico, che è anche la mia, tutto sommato. Un'altra posizione chiede invece di rimandare di un anno, ed è un po' la mediazione che stiamo cercando di portare avanti. Anch'io sto rinunciando a qualcosa, perché da uomo di scuola credo che la riorganizzazione del tessuto scolastico locale sia necessaria per riequilibrarlo».
Il sindaco intende comunque evitare formule interlocutorie o meri manifesti d'intenti, puntando a fissare la rotta formale direttamente nell'atto amministrativo di Giunta: «Dal mio punto di vista farò in modo che in delibera già di Giunta appaiano quelle che sono le decisioni prese: non un piano per il diritto allo studio o documenti politici generici, ma scelte chiare già in delibera, chiedendo alla Regione di accettare e adottare le nostre decisioni». In chiusura, il capo dell'amministrazione rivolge un appello chiaro al senso di maturità istituzionale della propria maggioranza: «È un richiamo alla responsabilità di tutti a prendere un impegno e a portarlo a termine. Questo tema viene procrastinato di anno in anno da almeno 11 anni. Per la prima volta nella nostra città, invece, questo nodo è messo sul tavolo ed è posto come scelta reale. Quello che poteva fare il sindaco era fare in modo che se ne discutesse e che entrasse finalmente all'ordine del giorno di Trani. Ci sono dossier probabilmente anche più rilevanti, ma questo rappresenta un primo passaggio indispensabile». La palla passa adesso alla seduta di Giunta aggiornata a domani pomeriggio, dove la coalizione di governo sarà chiamata a sciogliere le riserve politiche e a dimostrare se intende recepire la mediazione del posticipo al 2027 o restare intrappolata nei veti incrociati.
Il vero nodo, dunque, non risiede nel confronto con l'I.C. «Bovio Rocca Palumbo D'Annunzio», ma nelle frizioni interne alla coalizione che sostiene l'amministrazione: «Ci sono invece problemi di altro ordine, di ordine politico, di equilibrio all'interno della maggioranza, e credo che questo sia più complicato da discutere. Ci siamo riaggiornati a domani: credo e spero che le questioni di merito siano superate e superabili. Quelle politiche sono un po' più complesse, e mi auguro che domani questo scoglio possa essere finalmente superato». Entrando nel merito del compromesso sul tavolo, Galiano delinea i contorni della trattativa e della mediazione raggiunta: «Al momento il problema sostanziale è il "quando". C'è una posizione che dice di attuarla il prima possibile, sin dal prossimo anno scolastico, che è anche la mia, tutto sommato. Un'altra posizione chiede invece di rimandare di un anno, ed è un po' la mediazione che stiamo cercando di portare avanti. Anch'io sto rinunciando a qualcosa, perché da uomo di scuola credo che la riorganizzazione del tessuto scolastico locale sia necessaria per riequilibrarlo».
Il sindaco intende comunque evitare formule interlocutorie o meri manifesti d'intenti, puntando a fissare la rotta formale direttamente nell'atto amministrativo di Giunta: «Dal mio punto di vista farò in modo che in delibera già di Giunta appaiano quelle che sono le decisioni prese: non un piano per il diritto allo studio o documenti politici generici, ma scelte chiare già in delibera, chiedendo alla Regione di accettare e adottare le nostre decisioni». In chiusura, il capo dell'amministrazione rivolge un appello chiaro al senso di maturità istituzionale della propria maggioranza: «È un richiamo alla responsabilità di tutti a prendere un impegno e a portarlo a termine. Questo tema viene procrastinato di anno in anno da almeno 11 anni. Per la prima volta nella nostra città, invece, questo nodo è messo sul tavolo ed è posto come scelta reale. Quello che poteva fare il sindaco era fare in modo che se ne discutesse e che entrasse finalmente all'ordine del giorno di Trani. Ci sono dossier probabilmente anche più rilevanti, ma questo rappresenta un primo passaggio indispensabile». La palla passa adesso alla seduta di Giunta aggiornata a domani pomeriggio, dove la coalizione di governo sarà chiamata a sciogliere le riserve politiche e a dimostrare se intende recepire la mediazione del posticipo al 2027 o restare intrappolata nei veti incrociati.

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