Dai 17mila della “Complessità” al “Rispetto” del 2027: trionfo d’argento per i Dialoghi di Trani
La XXV edizione chiude con un successo da record (98 eventi e 155 ospiti). Annunciato il tema del prossimo anno e la data: appuntamento dal 17 al 26 settembre 2027.
martedì 22 settembre 2026
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Va in archivio il compleanno d'argento dei Dialoghi di Trani. La venticinquesima edizione della prestigiosa kermesse pugliese ha tagliato il traguardo registrando circa 17.000 presenze, confermandosi uno dei presidi culturali di maggior rilievo e vitalità del panorama nazionale ed europeo. A dare sostanza a una ricorrenza tanto attesa è stato un cartellone imponente: 98 appuntamenti distribuiti sul territorio e animati da 155 ospiti del mondo intellettuale, letterario, scientifico e giornalistico, tutti chiamati a misurarsi con la sfida più urgente della contemporaneità: "Complessità". Una parola d'ordine che il pubblico ha premiato riempiendo ogni incontro, a riprova di quanto la sete di approfondimento sappia battere la tentazione delle scorciatoie e degli slogan.
Verso il 2027: dopo la sfida della complessità, la rotta sarà il "Rispetto"
Forte di questo consenso unanime, la macchina organizzativa guarda già oltre l'orizzonte. È stato infatti ufficializzato il tema della ventiseiesima edizione: nel 2027 il filo conduttore sarà "Rispetto". Un approdo naturale dopo aver scandagliato i nodi del presente: imparare ad abitare la complessità richiede, inevitabilmente, l'etica e la cura del rispetto verso l'altro, verso il pianeta, verso la memoria e le regole della convivenza civile. L'appuntamento con la nuova edizione è già fissato in calendario: dal 17 al 26 settembre 2027, per inaugurare il cammino verso un nuovo decennio di pensiero critico.
La rete delle sinergie: una comunità che fa cultura
Dietro l'eccellente riuscita della manifestazione – promossa dall'Associazione culturale La Maria del Porto in stretta sinergia con il Comune di Trani, la Regione Puglia e il Consiglio regionale – c'è un articolato lavoro di squadra. Un plauso unanime va a Rosanna Gaeta, direttrice artistica del Festival, mente e coordinatrice instancabile di questa XXV edizione, affiancata dal direttivo de La Maria del Porto. Fondamentale l'apporto delle sorelle Annarita e Marina Lalli per la concessione gratuita dello storico Palazzo San Giorgio e l'intesa istituzionale con il Comune di San Ferdinando di Puglia. A dare respiro al festival ha contribuito una vasta compagine di partner culturali e sociali affiancati da un robusto comparto di sponsor privati ed economici. Il festival ha contagiato anche il tessuto urbano con "Dialoghi in città" che ha visto le vetrine e i negozi di Trani vestirsi d'arte ispirandosi alla "Complessità". L'edizione è stata impreziosita dai patrocini del Ministero della Cultura, ENIT, Università e Politecnico, Federturismo Confindustria Bari-BAT, Millennium e dalla copertura dei media partner Rai (Puglia, Cultura, Radio 3), Avvenire, la Repubblica e Radio Radicale. Novità di rilievo, in collaborazione con Pugliapromozione, il press tour con 13 inviati della carta stampata e della tv nazionale che ha unito Trani a Bitonto, Altamura, Canosa e Castel del Monte in una strategica narrazione turistico-culturale.
Una riflessione finale.... la lezione di Trani: abitare il mondo senza semplificarlo
Chiudere un quarto di secolo con diciassettemila presenze attorno a una parola esigente come "Complessità" non è solo un successo statistico: è un atto di resistenza civile e culturale. In un'epoca dominata dall'algoritmo della fretta, dalla polarizzazione urlata e dall'illusione che a problemi enormi – dal disordine climatico alle disuguaglianze, dall'impatto dell'intelligenza artificiale alle nuove fratture geopolitiche – si possa rispondere con la brevità di uno slogan, i Dialoghi di Trani hanno dimostrato l'esatto contrario. Hanno provato che la piazza reale è ancora affamata di pensiero lungo, di dubbi fecondi e di sfumature. Il merito più autentico di questo festival – nato dall'intuizione di Giuseppe Laterza e fatto crescere con caparbietà e rigore da Rosanna Gaeta, dall'associazione La Maria del Porto e da un'intera comunità – è stato non cedere mai alla tentazione di compiacere il pubblico, bensì di rispettarlo. Parlare quest'anno di "complessità" ha significato ricordare a tutti noi che capire il mondo richiede fatica, ma è l'unico prezzo da pagare per restare cittadini liberi.
Ora la bussola punta già al 2027, verso quel "Rispetto" che della complessità è il completamento etico indispensabile: non c'è rispetto reale se prima non si riconosce la complessità dell'altro e della realtà in cui viviamo. Da Caen ad Atene, da Francoforte a Bruxelles, Trani dimostra che la provincia del Sud non è periferia d'Europa, ma un crocevia vivo dove le idee continuano ad avere il potere di forgiare il futuro.
Post scriptum... non finisce qui. La chiusura delle giornate clou di settembre non segna la fine delle attività:
Verso il 2027: dopo la sfida della complessità, la rotta sarà il "Rispetto"
Forte di questo consenso unanime, la macchina organizzativa guarda già oltre l'orizzonte. È stato infatti ufficializzato il tema della ventiseiesima edizione: nel 2027 il filo conduttore sarà "Rispetto". Un approdo naturale dopo aver scandagliato i nodi del presente: imparare ad abitare la complessità richiede, inevitabilmente, l'etica e la cura del rispetto verso l'altro, verso il pianeta, verso la memoria e le regole della convivenza civile. L'appuntamento con la nuova edizione è già fissato in calendario: dal 17 al 26 settembre 2027, per inaugurare il cammino verso un nuovo decennio di pensiero critico.
La rete delle sinergie: una comunità che fa cultura
Dietro l'eccellente riuscita della manifestazione – promossa dall'Associazione culturale La Maria del Porto in stretta sinergia con il Comune di Trani, la Regione Puglia e il Consiglio regionale – c'è un articolato lavoro di squadra. Un plauso unanime va a Rosanna Gaeta, direttrice artistica del Festival, mente e coordinatrice instancabile di questa XXV edizione, affiancata dal direttivo de La Maria del Porto. Fondamentale l'apporto delle sorelle Annarita e Marina Lalli per la concessione gratuita dello storico Palazzo San Giorgio e l'intesa istituzionale con il Comune di San Ferdinando di Puglia. A dare respiro al festival ha contribuito una vasta compagine di partner culturali e sociali affiancati da un robusto comparto di sponsor privati ed economici. Il festival ha contagiato anche il tessuto urbano con "Dialoghi in città" che ha visto le vetrine e i negozi di Trani vestirsi d'arte ispirandosi alla "Complessità". L'edizione è stata impreziosita dai patrocini del Ministero della Cultura, ENIT, Università e Politecnico, Federturismo Confindustria Bari-BAT, Millennium e dalla copertura dei media partner Rai (Puglia, Cultura, Radio 3), Avvenire, la Repubblica e Radio Radicale. Novità di rilievo, in collaborazione con Pugliapromozione, il press tour con 13 inviati della carta stampata e della tv nazionale che ha unito Trani a Bitonto, Altamura, Canosa e Castel del Monte in una strategica narrazione turistico-culturale.
Una riflessione finale.... la lezione di Trani: abitare il mondo senza semplificarlo
Chiudere un quarto di secolo con diciassettemila presenze attorno a una parola esigente come "Complessità" non è solo un successo statistico: è un atto di resistenza civile e culturale. In un'epoca dominata dall'algoritmo della fretta, dalla polarizzazione urlata e dall'illusione che a problemi enormi – dal disordine climatico alle disuguaglianze, dall'impatto dell'intelligenza artificiale alle nuove fratture geopolitiche – si possa rispondere con la brevità di uno slogan, i Dialoghi di Trani hanno dimostrato l'esatto contrario. Hanno provato che la piazza reale è ancora affamata di pensiero lungo, di dubbi fecondi e di sfumature. Il merito più autentico di questo festival – nato dall'intuizione di Giuseppe Laterza e fatto crescere con caparbietà e rigore da Rosanna Gaeta, dall'associazione La Maria del Porto e da un'intera comunità – è stato non cedere mai alla tentazione di compiacere il pubblico, bensì di rispettarlo. Parlare quest'anno di "complessità" ha significato ricordare a tutti noi che capire il mondo richiede fatica, ma è l'unico prezzo da pagare per restare cittadini liberi.
Ora la bussola punta già al 2027, verso quel "Rispetto" che della complessità è il completamento etico indispensabile: non c'è rispetto reale se prima non si riconosce la complessità dell'altro e della realtà in cui viviamo. Da Caen ad Atene, da Francoforte a Bruxelles, Trani dimostra che la provincia del Sud non è periferia d'Europa, ma un crocevia vivo dove le idee continuano ad avere il potere di forgiare il futuro.
Post scriptum... non finisce qui. La chiusura delle giornate clou di settembre non segna la fine delle attività:
- Sabato 26 settembre: Trani sarà tra le tre uniche città italiane (con Torino e Thiene) a ospitare e votare i cortometraggi finalisti del celebre Manhattan Short Film Festival da New York, grazie alla cura di Sanmarco Informatica S.p.A.
- Ottobre e Novembre: spazio ai più giovani con I Dialoghi di Jukebooks (fascia 0-15 anni), un viaggio dedicato all'infanzia e all'adolescenza per dare voce alla loro complessità.
- Le tappe europee: a ottobre il festival varcherà i confini con tre appuntamenti istituzionali di primo piano: l'8 ottobre ad Atene (all'Istituto Italiano di Cultura con Maurizio Bettini, Aglaia McClintock e Haris Vlavianos); il 9 ottobre alla Fiera del Libro di Francoforte con Constanze Reuscher e il Consiglio Regionale; infine il 13 ottobre a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, per un dibattito su mercato interno e tutela dei consumatori con Brando Benifei, Georgia Tramacere e Antonio Decaro.