Discarica di 'Puro Vecchio' a Trani, l'allarme di Oikos: «Finché il terzo lotto non sarà chiuso definitivamente, il problema non è risolto»
I referenti Teresa De Vito e Nicola Ulisse all'attacco: «I tre lotti comunicano tra loro, il rischio di una riapertura mascherata c'è. No agli inceneritori, si convochi la Consulta»
mercoledì 4 novembre 2026
Sulla complessa e annosa vicenda della discarica comunale di contrada Puro Vecchio, la voce dell'ambientalismo cittadino torna a farsi sentire con fermezza e senza sconti. In una dettagliata intervista rilasciata alla nostra testata, Teresa De Vito per l'associazione ambientalista Oikos e l'avvocato Nicola Ulisse (responsabile Codacons ed esponente di Oikos) hanno tracciato un quadro netto e preoccupato sullo stato dell'impianto, replicando punto su punto alle recenti posizioni della politica e della municipalizzata AMIU.
L'attenzione di Oikos sul sito risale a tempi non sospetti, ben prima del blocco delle attività avvenuto nel 2014 a seguito della rottura della barriera di impermeabilizzazione. Da allora, sebbene i lotti I e II siano stati chiusi con un lungo iter di messa in sicurezza, il nodo strutturale resta intatto: «La nostra posizione è rimasta sempre la stessa: avevamo già inquadrato le criticità del sito prima della chiusura del 2014. Oggi i primi due lotti sono stati chiusi definitivamente, ma non dobbiamo pensare ai tre lotti come a tre vasche separate: lì è tutt'uno. Se chiudo due terzi di una vasca e lascio un terzo aperto, non risolvo definitivamente il problema, spendendo peraltro una quantità di denaro non indifferente. Finché non avverrà la chiusura definitiva del terzo lotto, il problema non è risolto». Una tesi ribadita con forza anche sul piano idrogeologico sotterraneo: i margini tra le vasche non sono a tenuta stagna e il passaggio di fluidi e percolato tra i corpi di discarica rende vano qualsiasi isolamento parziale.La memoria storica e la continuità dei lotti: «Tre vasche comunicanti»
Di fronte alla recente nota tecnica di AMIU – che imputava il picco di nichel registrato nel piezometro a monte (P2M) a possibili sorgenti esterne alla discarica –, Oikos oppone una lettura rigorosa basata sul principio di precauzione: «Anche alcuni pozzi a valle sono inquinati, e pesantemente, non soltanto quelli a monte. Pozzi a monte e a valle sono comunque vicini e noi non possiamo sapere con certezza assoluta cosa accada nel sottosuolo. La rottura c'è stata, la lacerazione c'è stata, l'inquinamento delle falde c'è stato: che oggi ci sia un microgrammo in più o in meno non cambia il quadro generale. La politica, con il supporto dei tecnici, deve prendere una decisione chiara e univoca». A rafforzare questo punto è l'avvocato Ulisse, che sottolinea come i recenti monitoraggi impongano prudenza assoluta dinanzi a una situazione che non può protrarsi indefinitamente, anche alla luce delle preoccupazioni sanitarie e dell'incertezza sulla reale capienza e ricostituzione dei fondi per la post-gestione dell'impianto.Monitoraggi e precauzione: «La rottura c'è stata, la falda è inquinata»
Uno dei passaggi più critici dell'intervista riguarda la discrepanza tra le dichiarazioni della maggioranza politica (che da Bottaro a Ventura hanno dichiarato che esiste una fessurazione sulla parete laterale del III lotto e la nota di AMIU, in cui l'Amministratore Unico Gaetano Nacci sostiene che la copertura non presenti lacerazioni: «È la dimostrazione evidente che non c'è una regia unica e che non si comprende quale sia la reale direzione. Forse AMIU fa riferimento alla copertura provvisoria superiore, mentre la politica parla della lacerazione strutturale della parete. In ogni caso, serve chiarezza». Netta, inoltre, la contrarietà all'ipotesi prospettata dal consigliere Nicola Ventura (PD) di utilizzare «inerti stabilizzati» (ovvero rifiuto indifferenziato biotrattato) per colmare il dislivello del terzo lotto prima del capping: «Il rischio di una riapertura c'è, eccome. Nel piano regionale dei rifiuti la discarica di Trani è ancora considerata tra quelle potenzialmente utili alla Regione per smaltire i rifiuti. È ovvio che per legge debbano essere biostabilizzati, ma l'auspicio è che lì dentro non entri più nulla: se cominciamo a conferire rifiuti per colmare la vasca, non la smettiamo più».Il cortocircuito sul III lotto e l'ipotesi inerti: «Rischio riapertura reale»
Sul futuro decisionale dell'area, Oikos e Codacons bocciano l'idea di scelte calate dall'alto da maggioranze temporanee. Ulisse richiama gli strumenti di partecipazione già esistenti nello statuto cittadino: «A Trani esiste la Consulta Ambientale, che andrebbe immediatamente convocata. Le decisioni devono essere tecnicamente e legalmente sostenibili, con una visione etica fondata sulla tutela della persona e dell'ambiente». La chiusura dell'intervista è un fermo no all'apertura verso i termovalorizzatori avanzata dalle forze dem: «Continuiamo a chiamarli inceneritori: sono impianti industriali di una complessità e difficoltà gestionale tale che non rappresentano affatto la soluzione migliore. Richiedono tempi lunghissimi e non abbattono al 100% le emissioni di diossine, le cui ricadute sulla salute sono gravissime. La nostra posizione è assolutamente contraria: la strada maestra resta la raccolta differenziata spinta, il recupero e il riuso della materia, non l'incenerimento».Democrazia, Consulta Ambientale e il no ai termovalorizzatori
Dall'acceso confronto consiliare del 28 ottobre ai chiarimenti tecnici dell'intervista a Nicola Ventura, passando per la replica ufficiale di AMIU a firma dell'Ing. Gaetano Nacci e la ferma presa di posizione dell'associazione Oikos, il dossier di contrada Puro Vecchio si delinea come un vero e proprio spartiacque per il futuro della città. Sul piatto non c'è una semplice contesa tra maggioranza e opposizione, ma un nodo strutturale che investe la salute pubblica, la sicurezza delle falde acquifere e la gestione dell'intero ciclo dei rifiuti. Se da un lato l'Amministrazione e il Partito Democratico pongono l'accento sulla necessità ingegneristica di riparare la fessurazione del terzo lotto prima di procedere a qualsiasi colmatura, dall'altro il mondo ambientalista, civico, ma anche politico, ricordiamo la mozione del Movimento Guarriello, supportata dal centrodestra, bocciata in Consiglio Comunale lo scorso 28 ottobre, fra tante polemiche, mette in guardia dal rischio di una riapertura surrettizia del sito, contestando le ipotesi di conferimento di biostabilizzato e respingendo senza appello la prospettiva dei termovalorizzatori.Nel mezzo, la gestione tecnica di AMIU rivendica la puntualità dei monitoraggi e la complessità idrogeologica dell'area, ribadendo però che la parola definitiva spetta alle scelte di indirizzo politico dell'ente comunale. È proprio su questo crinale che si gioca la partita decisiva: superare i cortocircuiti comunicativi e i tatticismi di parte per approdare a un percorso trasparente, partecipato e condiviso — passando per la Consulta Ambientale o per la democrazia diretta di un referendum cittadino — affinché il destino finale della discarica sia una decisione consapevole e irrevocabile dell'intera comunità di Trani.
Una riflessione finale sull'intervista