Emergenza abitativa a Trani | Raffaella Merra: "C'è una signora che dorme su una panchina e nessuno se ne occupa."
"Siamo nel 2026 e questo è devastante, inverosimile, ma è la verità."
lunedì 26 ottobre 2026
10.09
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Raffaella Merra, capogruppo in Consiglio Comunale del "Movimento Guarriello"
Non è un modo di dire. Parliamo di una signora e non è la sola, che da anni dorme su una panchina, in città, sotto gli occhi di tutti. Una donna sola, fragile, senza una casa. Segnalata, vista, fotografata. E nessuno se ne occupa davvero. Nessuno la prende in carico. Perché? Perché si è troppo presi a posizionarsi. Troppo impegnati a cercare sedie comode, poltrone, assessorati. Mentre si discute di chi deve sedersi dove, c'è chi una sedia non ce l'ha nemmeno per dormire.
È questa la vergogna più grande. Il bando per le case popolari è stato finalmente pubblicato con Determinazione Dirigenziale n. 1237 del 21 agosto 2026. Sulla carta ci sarebbe. Ma quanto è davvero accessibile? La realtà è che tantissimi cittadini non riescono a compilarlo. Persone anziane, persone sole, persone senza SPID, senza computer, senza dimestichezza con piattaforme e caricamento di documenti. Restano indietro. Il diritto alla casa non può dipendere da un click che non si sa dare. E l'Ufficio Casa del Comune, che dovrebbe essere il punto di riferimento, non aiuta nella compilazione. Le persone vengono rimbalzate e invitate ad andare online o a rivolgersi altrove. Ma chi non ha i soldi per pagare l'affitto, come può pagare per farsi compilare una pratica? Serve chiarezza e serve un presidio vero. Non un link su un sito, ma persone, con una sedia e una scrivania davanti, che prendano in carico le domande. A partire da quella signora sulla panchina.
C'è poi una seconda verità, ancora più scomoda: quante famiglie rischiano di uscire di casa dopo questo bando? Dove andranno? Un bed & breakfast pagato per qualche giorno dal Comune non è una soluzione abitativa. È un parcheggio per poveri. Mentre le case di ARCA Puglia e quelle comunali, restano vuote o in attesa di ristrutturazione, la povertà aumenta e i nostri giovani se ne vanno perché qui mancano lavoro e casa. Nessuno ha la bacchetta magica, ma l'emergenza non si risolve pagando una singola bolletta di luce o acqua. Va affrontata alla radice. Per queste ragioni, la sottoscritta Consigliera Comunale interroga l'Amministrazione e chiede:
Non è un modo di dire. Parliamo di una signora e non è la sola, che da anni dorme su una panchina, in città, sotto gli occhi di tutti. Una donna sola, fragile, senza una casa. Segnalata, vista, fotografata. E nessuno se ne occupa davvero. Nessuno la prende in carico. Perché? Perché si è troppo presi a posizionarsi. Troppo impegnati a cercare sedie comode, poltrone, assessorati. Mentre si discute di chi deve sedersi dove, c'è chi una sedia non ce l'ha nemmeno per dormire.
È questa la vergogna più grande. Il bando per le case popolari è stato finalmente pubblicato con Determinazione Dirigenziale n. 1237 del 21 agosto 2026. Sulla carta ci sarebbe. Ma quanto è davvero accessibile? La realtà è che tantissimi cittadini non riescono a compilarlo. Persone anziane, persone sole, persone senza SPID, senza computer, senza dimestichezza con piattaforme e caricamento di documenti. Restano indietro. Il diritto alla casa non può dipendere da un click che non si sa dare. E l'Ufficio Casa del Comune, che dovrebbe essere il punto di riferimento, non aiuta nella compilazione. Le persone vengono rimbalzate e invitate ad andare online o a rivolgersi altrove. Ma chi non ha i soldi per pagare l'affitto, come può pagare per farsi compilare una pratica? Serve chiarezza e serve un presidio vero. Non un link su un sito, ma persone, con una sedia e una scrivania davanti, che prendano in carico le domande. A partire da quella signora sulla panchina.
C'è poi una seconda verità, ancora più scomoda: quante famiglie rischiano di uscire di casa dopo questo bando? Dove andranno? Un bed & breakfast pagato per qualche giorno dal Comune non è una soluzione abitativa. È un parcheggio per poveri. Mentre le case di ARCA Puglia e quelle comunali, restano vuote o in attesa di ristrutturazione, la povertà aumenta e i nostri giovani se ne vanno perché qui mancano lavoro e casa. Nessuno ha la bacchetta magica, ma l'emergenza non si risolve pagando una singola bolletta di luce o acqua. Va affrontata alla radice. Per queste ragioni, la sottoscritta Consigliera Comunale interroga l'Amministrazione e chiede:
- Di conoscere il numero di procedure di rilascio/sfratto per alloggi ERP ARCA Puglia Centrale attualmente in corso nel Comune di Trani e dove l'Amministrazione intende ricollocare i nuclei interessati, a partire dai casi di estrema marginalità già presenti in strada.
- L'attivazione immediata dello Sportello Casa e del Tavolo Permanente sull'emergenza abitativa, come previsto dalla Mozione n. 90/2026, con personale dedicato al supporto alla compilazione, accessibile senza appuntamento e con aperture decentrate nei quartieri.
- La stipula di un protocollo urgente con CAF e Patronati del territorio per garantire assistenza gratuita alla compilazione delle domande del bandoe un report pubblico sullo stato del patrimonio ARCA e Comune di Trani ,quanti alloggi sono vuoti, quanti necessitano di ristrutturazione e quali sono i tempi di reimmissione nel circuito di assegnazione.