L'Eredità di Paolo Borsellino: a Lauria la Puglia presente con Domenico Briguglio e Gianna Binetti, nel segno di un impegno che unisce le istituzioni
La presenza dei due neo-collaboratori pugliesi testimonia un percorso già avviato i cui frutti si vedranno presto sul territorio, grazie alla sinergica interazione con prefetti, questori e sindaci
giovedì 23 luglio 2026
È stato un pomeriggio di profonda commozione, di testimonianza viva, toccante e di forte impegno civile quello vissuto lo scorso 21 luglio 2026, a Lauria (Potenza), dove nella suggestiva cornice della Scalinata di Largo Plebiscito ha preso vita l'incontro dal titolo "L'Eredità di Paolo Borsellino", allargato al ricordo di quanti hanno dato la vita per amore della verità. Un appuntamento capace di coinvolgere ed emozionare il pubblico presente, offrendo uno sguardo autentico, profondo e per nulla retorico sul valore imperituro della memoria storica e dell'educazione alla legalità.
A rappresentare la Puglia in questo autorevole palcoscenico nazionale è stata la presenza del dott. Domenico Briguglio e della dott.ssa Gianna Binetti, nelle loro rispettive qualità di Collaboratori del Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale per la Puglia, delegati il primo per la provincia BAT e la seconda per la provincia di Bari. La loro partecipazione attiva a Lauria testimonia concretamente come i semi della legalità sul territorio pugliese siano un impegno già avviato e strutturato, un percorso i cui frutti si vedranno presto, forte della prerogativa insita nella loro funzione di poter interagire e dialogare direttamente con le istituzioni e i rappresentanti più alti delle stesse, come i prefetti, i questori e i sindaci del territorio. L'evento ha visto la collaborazione sinergica del Comune di Lauria, del Parlamento della Legalità Internazionale ETS, del Movimento Laicale Don Orione e della BPW Sezione Lagonegrese.
La penna verde, l'incontro del 1989 e il vuoto affettivo dei giovani: il racconto di Nicolò Mannino
A toccare profondamente le corde del cuore della piazza è stato l'intervento del Prof. Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale. Con una straordinaria capacità comunicativa e un tono di voce calibrato al punto giusto, Mannino ha rapito l'attenzione dei presenti raccontando aneddoti personali e inediti legati alla sua storica collaborazione con il giudice Paolo Borsellino. Tra i momenti più intensi, spicca il ricordo di alcuni scritti autografi che il magistrato palermitano gli affidò e che Mannino custodisce ancora oggi gelosamente. Si tratta di fogli redatti rigorosamente in penna verde: un espediente utilizzato da Borsellino affinché il tratto dell'inchiostro non rimanesse impresso in caso di fotocopie non autorizzate. Mannino ha inoltre rievocato il suo primo incontro con il giudice, avvenuto nel 1989 davanti a una platea di studenti: «Paolo venne solo, alla guida della sua macchina blindata. Quel giorno mi ricordò quanto nella vita sia importante essere credibili, restare umani, non nascondendo le nostre fragilità, e affrontare ogni cosa con un ottimismo di fondo.»
Nel corso del suo intervento, il Presidente si è poi soffermato a lungo sul mondo delle nuove generazioni, evidenziando come la devianza o l'attrazione verso i facili guadagni e la criminalità nascano spesso da un profondo vuoto affettivo. La sua ricetta, da docente, punta tutto sul futuro: «se educhi i giovani al rispetto delle regole, saranno cittadini liberi», portando avanti l'impegno per "sostituire al puzzo del compromesso il fresco profumo della libertà".
Dallo shock del 1992 alla scelta di vita: la testimonianza del Procuratore Falvo
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso il Procuratore Capo della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, che ha rimarcato come la cultura della legalità non debba rimanere perimetrata all'interno delle aule di tribunale. Egli ha spiegato come la lotta alle mafie e al malaffare debba diventare una pratica quotidiana in ogni ambiente di vita e di lavoro, partendo in primis dalle aule scolastiche e dalle famiglie, dove si formano le coscienze dei cittadini di domani.
Concludendo l'incontro, il Procuratore Falvo ha condiviso un ricordo intimo e potente legato a trentaquattro anni fa, quando le stragi di Capaci e Via D'Amelio uccidevano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino proprio nelle settimane in cui lui, giovane studente, si laureava in Giurisprudenza: «Me lo ricordo il 23 maggio 1992. Vivevo ancora nella Casa dello Studente, quel pomeriggio sulle scale in cortile eravamo tutti insieme e c'era chi ci allietava suonando la chitarra. Pensavamo fosse finita, che avessero vinto loro. Poi invece c'è stata la controffensiva dello Stato. Io stesso credo di aver voluto fare il magistrato proprio in risposta a quello che è accaduto.»
I rischi del presente: l'allarme di Anna Ida Capone tra media e Intelligenza Artificiale
Se l'esempio di Falcone e Borsellino generò una reazione coraggiosa, oggi quella tensione e quell'impegno quotidiano sembrano vacillare. A lanciare un severo monito alla platea è stata la dottoressa Anna Ida Capone, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. «Sono molto preoccupata – ha ammesso senza mezzi termini la dottoressa Capone – sia per la sempre più invadente mediaticità dei processi, che non è animata da un desiderio di giustizia ma solo dalla brama di trovare personaggi da sbattere in prima pagina, togliendo di fatto serenità alle indagini, sia per la pervasività prepotente dell'AI. Che civiltà sarà quella che mortifica la propria intelligenza e si dimentica dell'umanità?»
Un intervento che ha arricchito il dibattito insieme ai saluti istituzionali del Sindaco di Lauria, Antonio Rossino, a quelli di Lucia Carlomagno (Coordinamento nazionale Movimento Laicale Don Orione) e al contributo di Angelo Casorelli (Segretario Generale Filca CISL Basilicata).
Un puzzle di responsabilità per onorare l'eredità
Dalla giustizia alle istituzioni, dal mondo della cultura a quello della comunicazione, l'eredità di Paolo Borsellino resta un debito e un impegno collettivo da onorare. Il finale dell'incontro di Lauria si è tinto delle speranze e delle prospettive future per l'intero territorio pugliese. La partecipazione attiva e sentita del dott. Domenico Briguglio e della dott.ssa Gianna Binetti non è stata solo una presenza di rappresentanza, ma costituisce il vero trampolino di lancio per il prosieguo del loro delicato incarico istituzionale.
Le forti emozioni condivise sulla scalinata di Largo Plebiscito, unite alle storiche testimonianze del prof. Nicolò Mannino e ai lucidi moniti dei magistrati presenti, fungono da preziosa linfa vitale e da rinnovato stimolo per l'azione che i due Collaboratori di Presidenza si apprestano a intensificare nelle province di Bari e della BAT. Questo incontro, denso di contenuti e di alto valore etico, traccia di fatto una linea guida fondamentale: la sinergia e il dialogo costante con i prefetti, i questori e i sindaci diventeranno gli strumenti operativi per calare quotidianamente quella "legalità del cuore" all'interno delle scuole e del tessuto sociale.
Forti dell'insegnamento immortale di Paolo Borsellino, Briguglio e Binetti ripartono da Lauria con la consapevolezza che il puzzle della legalità si costruisce insieme, pezzo dopo pezzo, pronti a trasformare l'eredità ricevuta in frutti concreti per le comunità pugliesi.
A rappresentare la Puglia in questo autorevole palcoscenico nazionale è stata la presenza del dott. Domenico Briguglio e della dott.ssa Gianna Binetti, nelle loro rispettive qualità di Collaboratori del Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale per la Puglia, delegati il primo per la provincia BAT e la seconda per la provincia di Bari. La loro partecipazione attiva a Lauria testimonia concretamente come i semi della legalità sul territorio pugliese siano un impegno già avviato e strutturato, un percorso i cui frutti si vedranno presto, forte della prerogativa insita nella loro funzione di poter interagire e dialogare direttamente con le istituzioni e i rappresentanti più alti delle stesse, come i prefetti, i questori e i sindaci del territorio. L'evento ha visto la collaborazione sinergica del Comune di Lauria, del Parlamento della Legalità Internazionale ETS, del Movimento Laicale Don Orione e della BPW Sezione Lagonegrese.
La penna verde, l'incontro del 1989 e il vuoto affettivo dei giovani: il racconto di Nicolò Mannino
A toccare profondamente le corde del cuore della piazza è stato l'intervento del Prof. Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale. Con una straordinaria capacità comunicativa e un tono di voce calibrato al punto giusto, Mannino ha rapito l'attenzione dei presenti raccontando aneddoti personali e inediti legati alla sua storica collaborazione con il giudice Paolo Borsellino. Tra i momenti più intensi, spicca il ricordo di alcuni scritti autografi che il magistrato palermitano gli affidò e che Mannino custodisce ancora oggi gelosamente. Si tratta di fogli redatti rigorosamente in penna verde: un espediente utilizzato da Borsellino affinché il tratto dell'inchiostro non rimanesse impresso in caso di fotocopie non autorizzate. Mannino ha inoltre rievocato il suo primo incontro con il giudice, avvenuto nel 1989 davanti a una platea di studenti: «Paolo venne solo, alla guida della sua macchina blindata. Quel giorno mi ricordò quanto nella vita sia importante essere credibili, restare umani, non nascondendo le nostre fragilità, e affrontare ogni cosa con un ottimismo di fondo.»
Nel corso del suo intervento, il Presidente si è poi soffermato a lungo sul mondo delle nuove generazioni, evidenziando come la devianza o l'attrazione verso i facili guadagni e la criminalità nascano spesso da un profondo vuoto affettivo. La sua ricetta, da docente, punta tutto sul futuro: «se educhi i giovani al rispetto delle regole, saranno cittadini liberi», portando avanti l'impegno per "sostituire al puzzo del compromesso il fresco profumo della libertà".
Dallo shock del 1992 alla scelta di vita: la testimonianza del Procuratore Falvo
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso il Procuratore Capo della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, che ha rimarcato come la cultura della legalità non debba rimanere perimetrata all'interno delle aule di tribunale. Egli ha spiegato come la lotta alle mafie e al malaffare debba diventare una pratica quotidiana in ogni ambiente di vita e di lavoro, partendo in primis dalle aule scolastiche e dalle famiglie, dove si formano le coscienze dei cittadini di domani.
Concludendo l'incontro, il Procuratore Falvo ha condiviso un ricordo intimo e potente legato a trentaquattro anni fa, quando le stragi di Capaci e Via D'Amelio uccidevano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino proprio nelle settimane in cui lui, giovane studente, si laureava in Giurisprudenza: «Me lo ricordo il 23 maggio 1992. Vivevo ancora nella Casa dello Studente, quel pomeriggio sulle scale in cortile eravamo tutti insieme e c'era chi ci allietava suonando la chitarra. Pensavamo fosse finita, che avessero vinto loro. Poi invece c'è stata la controffensiva dello Stato. Io stesso credo di aver voluto fare il magistrato proprio in risposta a quello che è accaduto.»
I rischi del presente: l'allarme di Anna Ida Capone tra media e Intelligenza Artificiale
Se l'esempio di Falcone e Borsellino generò una reazione coraggiosa, oggi quella tensione e quell'impegno quotidiano sembrano vacillare. A lanciare un severo monito alla platea è stata la dottoressa Anna Ida Capone, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. «Sono molto preoccupata – ha ammesso senza mezzi termini la dottoressa Capone – sia per la sempre più invadente mediaticità dei processi, che non è animata da un desiderio di giustizia ma solo dalla brama di trovare personaggi da sbattere in prima pagina, togliendo di fatto serenità alle indagini, sia per la pervasività prepotente dell'AI. Che civiltà sarà quella che mortifica la propria intelligenza e si dimentica dell'umanità?»
Un intervento che ha arricchito il dibattito insieme ai saluti istituzionali del Sindaco di Lauria, Antonio Rossino, a quelli di Lucia Carlomagno (Coordinamento nazionale Movimento Laicale Don Orione) e al contributo di Angelo Casorelli (Segretario Generale Filca CISL Basilicata).
Un puzzle di responsabilità per onorare l'eredità
Dalla giustizia alle istituzioni, dal mondo della cultura a quello della comunicazione, l'eredità di Paolo Borsellino resta un debito e un impegno collettivo da onorare. Il finale dell'incontro di Lauria si è tinto delle speranze e delle prospettive future per l'intero territorio pugliese. La partecipazione attiva e sentita del dott. Domenico Briguglio e della dott.ssa Gianna Binetti non è stata solo una presenza di rappresentanza, ma costituisce il vero trampolino di lancio per il prosieguo del loro delicato incarico istituzionale.
Le forti emozioni condivise sulla scalinata di Largo Plebiscito, unite alle storiche testimonianze del prof. Nicolò Mannino e ai lucidi moniti dei magistrati presenti, fungono da preziosa linfa vitale e da rinnovato stimolo per l'azione che i due Collaboratori di Presidenza si apprestano a intensificare nelle province di Bari e della BAT. Questo incontro, denso di contenuti e di alto valore etico, traccia di fatto una linea guida fondamentale: la sinergia e il dialogo costante con i prefetti, i questori e i sindaci diventeranno gli strumenti operativi per calare quotidianamente quella "legalità del cuore" all'interno delle scuole e del tessuto sociale.
Forti dell'insegnamento immortale di Paolo Borsellino, Briguglio e Binetti ripartono da Lauria con la consapevolezza che il puzzle della legalità si costruisce insieme, pezzo dopo pezzo, pronti a trasformare l'eredità ricevuta in frutti concreti per le comunità pugliesi.