Marco Travaglio e la sua lezione “Si vis bellum, spara balle” ai Dialoghi di Trani

L’Europa della difesa e il tradimento dell’Articolo 11: l’analisi del direttore de Il Fatto Quotidiano

martedì 22 settembre 2026
A cura di Carla Anna Penza
Domenica 20 settembre in Piazza Quercia a Trani, si è tenuta la lezione del giornalista e direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, inserita all'interno del ricco programma dei Dialoghi di Trani. Il titolo dell'incontro, emblematicamente provocatorio, è stato "Si vis bellum, spara balle". In apertura dell'incontro Travaglio ha evidenziato come i leader odierni stiano preparando la guerra con la convinzione di ottenere la pace, ignorando il dato storico secondo cui il riarmo sfocia inevitabilmente nel conflitto. Proseguendo nella sua analisi, il giornalista ha ricostruito l'ipotesi di un'invasione russa dell'Europa, mettendo in luce il netto contrasto tra gli allarmi sollevati dalla politica e le valutazioni espresse dai vertici militari. A questo proposito, ha citato le dichiarazioni del ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, secondo cui in caso di scontro la Russia verrebbe annientata in brevissimo tempo, cosa improbabile visto che il Paese
possiede migliaia di ordigni nucleari pronti all'uso. «Sfidare con questa leggerezza un tabù che durava da ottant'anni è un pericolo mortale per noi», ha avvertito il giornalista, ribadendo come la corsa agli armamenti sia da sempre la causa primaria delle grandi guerre europee.
Marco Travaglio © Carla Anna Penza
Marco Travaglio © Carla Anna Penza
Marco Travaglio © Carla Anna Penza
Marco Travaglio © Carla Anna Penza
Nel corso della lezione è stato affrontato anche l'impatto economico della guerra e il ruolo dell'Ucraina, evidenziando il paradosso di un'Europa che si indebita per acquistare armi e finanziare Kiev. Travaglio ha espresso forti dubbi sulla gestione dei fondi inviati, richiamando le denunce di corruzione che hanno coinvolto diversi oligarchi ucraini e sottolineando come spesso tali risorse svaniscano nel nulla senza favorire reali passi verso la negoziazione. Confrontando il clima politico attuale con quello di cinque anni fa, il direttore ha rimarcato come si sia progressivamente sdoganata l'idea dello scontro armato. Il rifiuto categorico della guerra nato dalle tragedie del Novecento, dalla Shoah alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, aveva spinto i padri fondatori dell'Unione Europea a costruire un modello di integrazione basato sul commercio e sulla cooperazione reciproca, proprio per scongiurare una Terza Guerra Mondiale.

In questo scenario, il riferimento fondamentale per l'Italia resta l'Articolo 11 della Costituzione. Travaglio ne ha ripercorso il senso profondo: «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Il verbo "ripudia", ha ricordato, non è stato scelto per caso, ma per sancire che l'opzione bellica deve rimanere del tutto esclusa Analizzando le origini del conflitto esploso nel 2022, il giornalista ha definito l'invasione russa dell'Ucraina un atto «illegale, illegittimo e criminale». Ha tuttavia evidenziato uno snodo decisivo nel decreto firmato da Zelensky il 4 ottobre 2022, con cui si vietava qualsiasi trattativa con la Russia; da quel momento, l'invio continuativo di armi da parte dell'Italia è diventato, secondo la sua visione, apertamente contrario allo spirito dell'Articolo 11.
Volgendo lo sguardo alla storia recente dell'Unione Europea, Travaglio ha sottolineato il solco tra l'attuale classe dirigente e i leader del passato: «Angela Merkel è stata l'ultima reale statista europea. Aveva compreso, insieme a Schröder e Brandt, la necessità della Ostpolitik, la politica del dialogo e del commercio con la Russia». L'interruzione delle forniture energetiche e la rottura dei rapporti con Mosca hanno finito per danneggiare principalmente l'economia europea, a tutto vantaggio degli interessi statunitensi.
La lezione si è chiusa con un monito sull'assuefazione graduale della popolazione all'escalation militare. Si è passati infatti dall'invio di dispositivi di protezione e aiuti umanitari alla fornitura di armi pesanti e missili a lungo raggio impiegati per colpire il territorio russo. Travaglio ha quindi invitato il pubblico a recuperare la consapevolezza e la complessità della storia per evitare un disastro irreparabile.