Pestaggio in piazza della Repubblica, la vittima è il cugino del vicesindaco Laurora: «Rabbia e dolore, la sicurezza è un diritto»
Davide Bruno lotta in terapia intensiva ad Andria. Lo sfogo commosso e fermo del vicesindaco di Trani: un messaggio che unisce l'affetto familiare al dovere civico di pretendere legalità e controlli
Al dolore privato, tuttavia, si affianca senza esitazione la responsabilità pubblica:«Ci sono momenti in cui le parole fanno fatica a venir fuori, l'equilibrio vacilla, soprattutto quando la violenza colpisce qualcuno a cui vuoi profondamente bene. Questa mattina, alle 5:30, a Trani, in piazza della Repubblica, mio cugino, un imprenditore, un padre di famiglia e soprattutto una persona a me molto cara, è stato vittima di una brutale aggressione. Da familiare, oggi provo rabbia, dolore e tanta preoccupazione. Il mio pensiero è rivolto a lui ed alla sua famiglia, con la speranza che possa superare questa terribile prova. Vorrei soltanto poterlo riabbracciare presto».
«Da uomo delle Istituzioni e da cittadino però sento anche il dovere di dire che quanto accaduto non può lasciarci indifferenti. È inaccettabile che la nostra Città sia ancora teatro di episodi di tale gravità sociale. La sicurezza non è una concessione, ma un diritto. Servono controlli, prevenzione e una presenza operativa delle Istituzioni. Qualche giorno fa ho avuto il piacere di incontrare il Questore della BAT, che ringrazio per la disponibilità e con il quale auspico ci siano costanti interlocuzioni per garantire più sicurezza nelle nostre strade. Mi auguro che le Forze dell'Ordine facciano piena luce sull'accaduto e che tutti i responsabili vengano individuati e che rispondano delle loro gravissime azioni. Forza, cugino mio. Ti aspettiamo. Ti vogliamo bene».
Quello del vicesindaco Laurora si configura come un gesto nobile, trasparente e di rara dignità, al quale non ci si può non associare. In un frangente in cui la tentazione del silenzio o della cautela politica avrebbe potuto prendere il sopravvento, Laurora ha scelto la via della limpidezza e della vicinanza umana, mostrandosi prima di tutto come familiare ferito — un cugino addolorato per un padre di famiglia ridotto in fin di vita — e al contempo come amministratore che non si nasconde dietro formule di circostanza. La presa di posizione del vicesindaco colpisce anzitutto per la totale assenza di alibi o formule di rito: nessuna minimizzazione di fronte a un episodio definito senza mezzi termini «inaccettabile», con il richiamo perentorio a considerare la sicurezza non come un benevolo favore concesso dall'alto, ma come un diritto inalienabile di ogni singolo cittadino. A questo rigore verbale si affianca una richiesta costruttiva di legalità, lontana dalle sterili polemiche di parte e tutta orientata all'azione concreta, con l'appello a intensificare i controlli, rafforzare la prevenzione sul campo e stringere un raccordo operativo sempre più fitto con le Forze dell'Ordine e con la Questura della BAT, incontrata solo pochi giorni prima.La forza di un gesto autentico: tra affetto e coraggio istituzionale
Ma a dare forza autentica alle sue parole è soprattutto la dimensione umana del legame: Laurora sceglie di anteporre il valore sacro della vita e un affetto familiare viscerale a qualsiasi calcolo mediatico o di convenienza politica, trasformando il proprio strazio privato nella voce sincera dello smarrimento e dell'indignazione che oggi attraversa l'intera comunità tranese. Mentre le indagini coordinate dalla Procura proseguono e i due aggressori costituitisi sono al vaglio dell'autorità giudiziaria, Trani fa proprio l'abbraccio rivolto a Davide Bruno. Una città intera attende il risveglio di un suo concittadino, con la speranza che possa presto riabbracciare la propria famiglia e che la giustizia compia fino in fondo il suo corso.