Boccadoro - Trani
Boccadoro - Trani

«Tutelate sulla carta ma lasciate agli incivili»: il grido d'allarme sulle coste di Trani

L'attivista Margherita Magnifico accende i riflettori su Boccadoro, Baia del Gruccione e Conche: tre oasi di biodiversità soffocate tra abusivismo, degrado e vincoli inapplicati

«Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare», esordisce con questa amara metafora la dettagliata denuncia social diffusa dall'attivista e naturalista Margherita Magnifico, da anni in prima linea nella salvaguardia del patrimonio litoraneo tranese. Nel mirino c'è la profonda discrepanza tra le tutele formali sancite da leggi e regolamenti e l'effettivo abbandono sul campo dei tre tratti costieri della città: Boccadoro a nord, la Baia del Gruccione a sud-est e l'area delle Conche verso l'estremo litorale meridionale. Tre paesaggi differenti per conformazione e fragilità geologica, ma accomunati dal medesimo paradosso: la vulnerabilità a fronte dell'incuria e della pressione antropica.

Le tre anime del litorale a rischio

La disamina mette in luce il pregio naturalistico e le criticità specifiche dei tre ambiti, a nord della città si apre il paesaggio selvaggio di Boccadoro: una distesa sabbiosa costantemente accarezzata dai venti, dove la macchia mediterranea fa da cornice a un corridoio ecologico di inestimabile valore, rifugio strategico e crocevia di sosta per le rotte dell'avifauna migratoria. Spostandosi lungo la costa sud-est, lo scenario muta nella suggestione della Baia del Gruccione — formalmente istituita nel 2020 con delibera n. 139 —, un autentico scrigno di biodiversità dominato da ripide falesie dove trova riparo e nidifica la variopinta specie protetta del gruccione, circondata da rare presenze botaniche e faunistiche.
Proseguendo ancora più a sud, il profilo costiero si frantuma infine nelle insenature delle Conche: un litorale scolpito da scogliere e bassi fondali rocciosi, impreziosito da una pineta a ridosso dell'acqua che agisce come un cerniera naturale e corridoio vitale per l'intero equilibrio tra ecosistema marino e terrestre.

Vincoli violati e pressione edilizia

Nonostante la presenza di tutele normative stringenti — dal vincolo paesaggistico che impone autorizzazioni preventive per ogni intervento, al divieto di caccia, fino all'interdizione delle attività nei periodi riproduttivi delle specie e alla salvaguardia dell'assetto geomorfologico (PG3) —, la realtà sul territorio racconta uno scenario opposto. Secondo la segnalazione, sia la Baia del Gruccione sia le Conche risultano pesantemente condizionate dall'impatto di costruzioni e ville a strapiombo sul mare che ne hanno alterato la fisionomia originaria, mentre l'assenza di vigilanza e controlli costanti lascia campo libero a comportamenti incivili e degrado diffuso. Un appello che chiama direttamente in causa l'amministrazione comunale e gli organi di vigilanza ambientale affinché la difesa della costa non resti confinata alle ordinanze e alle carte bollate, ma diventi tutela attiva di habitat irripetibili.
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