
Cronaca: Trani, sparisce defibrillatore in stazione "Gesto vergognoso che può costare una vita"
Teca spalancata e vuota accanto al bar dello scalo ferroviario: riesplode la protesta dei cittadini dopo i precedenti furti alle colonnine salvavita del progetto "Trani Cardioprotetta"
sabato 12 settembre 2026
7.55
iReport
Una teca spalancata e il vano d'alloggiamento completamente vuoto. È l'amara sorpresa che continua a presentarsi davanti agli occhi di pendolari e viaggiatori all'interno della stazione ferroviaria di Trani, a pochi passi dal bar dello scalo. Il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), strumento decisivo per soccorrere chi viene colpito da arresto cardiaco improvviso, è svanito nel nulla.
La denuncia arriva corredata da documentazione fotografica inviata dai cittadini, confermando come la situazione non sia affatto mutata rispetto alla prima segnalazione di fine agosto. Allora lo sdegno dei residenti era esploso senza mezzi termini: «Non si tratta di una bravata o di una leggerezza, ma di vandalismo puro contro un dispositivo che traccia il confine tra la vita e la morte: privare una comunità di un presidio salvavita è un atto vergognoso e disumano». A distanza di settimane, tuttavia, lo scalo ferroviario resta privo di questa fondamentale protezione.
Il nodo della sicurezza e i precedenti in città
L'apparecchio fa parte della mappa salvavita attivata nell'ambito del programma «Cuore Nostro – Trani Cardioprotetta», ideato d'intesa tra Amministrazione comunale e Asl BT per coprire undici snodi nevralgici del centro urbano con colonnine geolocalizzate e personale formato al primo soccorso. Un presidio di pubblica utilità che, purtroppo, continua a finire nel mirino di incursioni incivili: già in passato la postazione allestita nella centralissima piazza della Repubblica era stata asportata furtivamente, rendendo necessario l'intervento congiunto del volontariato cittadino e di Trani Soccorso per il ripristino.
L'ammanco alla stazione riaccende l'allarme sulla tutela dei beni sanitari comuni: sottrarre un DAE non è un furto ordinario, bensì un colpo inferto alla sicurezza di migliaia di passeggeri in transito. L'auspicio condiviso da utenti e residenti è duplice: l'acquisizione tempestiva dei filmati della videosorveglianza per risalire ai colpevoli e, soprattutto, l'immediata reinstallazione dell'apparecchiatura. In caso di arresto cardiaco, infatti, ogni minuto trascorso senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza.
La denuncia arriva corredata da documentazione fotografica inviata dai cittadini, confermando come la situazione non sia affatto mutata rispetto alla prima segnalazione di fine agosto. Allora lo sdegno dei residenti era esploso senza mezzi termini: «Non si tratta di una bravata o di una leggerezza, ma di vandalismo puro contro un dispositivo che traccia il confine tra la vita e la morte: privare una comunità di un presidio salvavita è un atto vergognoso e disumano». A distanza di settimane, tuttavia, lo scalo ferroviario resta privo di questa fondamentale protezione.
Il nodo della sicurezza e i precedenti in città
L'apparecchio fa parte della mappa salvavita attivata nell'ambito del programma «Cuore Nostro – Trani Cardioprotetta», ideato d'intesa tra Amministrazione comunale e Asl BT per coprire undici snodi nevralgici del centro urbano con colonnine geolocalizzate e personale formato al primo soccorso. Un presidio di pubblica utilità che, purtroppo, continua a finire nel mirino di incursioni incivili: già in passato la postazione allestita nella centralissima piazza della Repubblica era stata asportata furtivamente, rendendo necessario l'intervento congiunto del volontariato cittadino e di Trani Soccorso per il ripristino.
L'ammanco alla stazione riaccende l'allarme sulla tutela dei beni sanitari comuni: sottrarre un DAE non è un furto ordinario, bensì un colpo inferto alla sicurezza di migliaia di passeggeri in transito. L'auspicio condiviso da utenti e residenti è duplice: l'acquisizione tempestiva dei filmati della videosorveglianza per risalire ai colpevoli e, soprattutto, l'immediata reinstallazione dell'apparecchiatura. In caso di arresto cardiaco, infatti, ogni minuto trascorso senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza.

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