
Attualità
Rispettiamo Trani | Sul dimensionamento scolastico: “Servono dati e programmazione, non interventi tampone”
Il movimento chiede proiezioni pluriennali e risposte ufficiali per famiglie e docenti
Trani - venerdì 11 settembre 2026
15.25 Comunicato Stampa
Nel dibattito sul dimensionamento scolastico a Trani entra nel merito il movimento "Rispettiamo Trani": «I genitori ci fanno domande. L'utenza chiede informazioni. E noi docenti dobbiamo essere messi nelle condizioni di rispondere attraverso informazioni ufficiali, precise e tempestive. Non possiamo sostituire la comunicazione istituzionale con supposizioni», dichiara la docente Angela Mercorio, leader del movimento, ponendo l'accento anche sul silenzio che ancora avvolge la situazione della scuola Pertini.
Di seguito il comunicato stampa
DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO E SCUOLA PERTINI.
Sul dimensionamento della rete scolastica di Trani credo sia necessario affrontare la questione con un approccio rigorosamente tecnico.Il dimensionamento non è una semplice operazione amministrativa e non può essere ridotto allo spostamento di un certo numero di alunni da un'istituzione scolastica a un'altra.
Significa intervenire sulla struttura della rete scolastica cittadina, sulle autonomie, sulla continuità didattica, sull'organizzazione dei plessi, sulla distribuzione territoriale dell'offerta formativa e sulla sua sostenibilità nel medio e lungo periodo. La verticalizzazione attraverso gli istituti comprensivi è un obiettivo condivisibile. Io sono favorevole. Mettere in relazione infanzia, primaria e secondaria di primo grado può favorire continuità curricolare, progettazione comune e maggiore coerenza del percorso educativo.
Ma proprio perché l'obiettivo è corretto, deve essere tecnicamente solida anche la modalità con cui viene realizzato. La proposta che riguarda lo scorporo della Rocca e il suo accorpamento al De Amicis deve quindi essere valutata attraverso dati oggettivi.
Secondo i numeri attualmente emersi nel dibattito, il trasferimento di circa 287 alunni determinerebbe un istituto con circa 1.269 iscritti, mentre l'altro scenderebbe a circa 883.
Questo dato merita attenzione anche alla luce degli indirizzi regionali, che pongono l'accento sulla necessità di evitare istituzioni del primo ciclo eccessivamente sovradimensionate.
Ma c'è un altro elemento che riteniamo fondamentale e sul quale vogliamo richiamare l'attenzione. L'accorpamento Bovio-Rocca è stato realizzato appena tre anni fa. Se dopo un periodo così breve si ritiene necessario intervenire nuovamente sull'assetto della Rocca, credo sia tecnicamente doveroso spiegare quali condizioni siano cambiate rispetto alla programmazione effettuata allora.
Quali erano le proiezioni demografiche utilizzate tre anni fa? Quali erano le previsioni sugli iscritti? Quali elementi nuovi rendono oggi necessario modificare nuovamente quell'assetto?
E soprattutto: la configurazione che stiamo costruendo oggi quanto è destinata a durare? Per questo riteniamo indispensabile che qualsiasi proposta venga accompagnata da una proiezione almeno triennale, preferibilmente quinquennale, degli iscritti di tutte le istituzioni scolastiche interessate.
Non basta analizzare Rocca e De Amicis. Bisogna valutare gli effetti sull'intera rete del primo ciclo di Trani.
Occorre conoscere, per ogni autonomia, almeno: consistenza attuale degli iscritti, andamento degli ultimi anni, previsione delle iscrizioni, numero e distribuzione dei plessi, capacità degli edifici, composizione degli eventuali nuovi istituti comprensivi e sostenibilità organizzativa.
Solo mettendo questi dati sullo stesso tavolo possiamo stabilire se la soluzione proposta sia effettivamente quella più equilibrata.
Perché altrimenti rischiamo un paradosso: aver modificato la rete scolastica tre anni fa, modificarla nuovamente oggi e trovarci fra qualche anno costretti a intervenire ancora.
Questo non significherebbe necessariamente che ogni singola decisione sia sbagliata. Significherebbe però che manca una programmazione sufficientemente stabile della rete nel suo complesso.
Per questo la nostra posizione non è ideologicamente contraria al dimensionamento. Al contrario.
Siamo favorevole a una riorganizzazione quando è supportata da dati, proiezioni e da una visione complessiva della città.
Ed è proprio per questo che crediamo sia necessario rendere pubblica una relazione tecnica sul dimensionamento scolastico di Trani, dalla quale emergano chiaramente i dati utilizzati, le proiezioni demografiche, gli effetti sulle singole autonomie e, soprattutto, le ragioni per cui la soluzione individuata sarebbe preferibile rispetto alle possibili alternative.
C'è poi un'altra questione che non può essere assorbita dal dibattito sul dimensionamento.
La scuola Pertini.
Mentre discutiamo della rete scolastica dei prossimi anni, sulla Pertini continuiamo ad aspettare risposte chiare.
E qui interviene direttamente Angela Mercorio nella funzione di docente.
"I genitori ci fanno domande. L'utenza chiede informazioni. E noi docenti dobbiamo essere messi nelle condizioni di rispondere attraverso informazioni ufficiali, precise e tempestive. Non possiamo sostituire la comunicazione istituzionale con supposizioni."
Per questo le due richieste sono diverse ma ugualmente precise: sulla Pertini servono risposte immediate; sul dimensionamento servono dati e programmazione pluriennale.
Perché se un assetto costruito appena tre anni fa viene nuovamente modificato, abbiamo il diritto di conoscere i dati che giustificano il cambiamento e quelli che dimostrano che il nuovo assetto sarà sostenibile negli anni a venire.
E su questioni che riguardano centinaia di bambini, famiglie e lavoratori, prima di modificare gli equilibri della rete scolastica cittadina, quei dati devono essere messi a disposizione di tutti.
Di seguito il comunicato stampa
DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO E SCUOLA PERTINI.
Sul dimensionamento della rete scolastica di Trani credo sia necessario affrontare la questione con un approccio rigorosamente tecnico.Il dimensionamento non è una semplice operazione amministrativa e non può essere ridotto allo spostamento di un certo numero di alunni da un'istituzione scolastica a un'altra.
Significa intervenire sulla struttura della rete scolastica cittadina, sulle autonomie, sulla continuità didattica, sull'organizzazione dei plessi, sulla distribuzione territoriale dell'offerta formativa e sulla sua sostenibilità nel medio e lungo periodo. La verticalizzazione attraverso gli istituti comprensivi è un obiettivo condivisibile. Io sono favorevole. Mettere in relazione infanzia, primaria e secondaria di primo grado può favorire continuità curricolare, progettazione comune e maggiore coerenza del percorso educativo.
Ma proprio perché l'obiettivo è corretto, deve essere tecnicamente solida anche la modalità con cui viene realizzato. La proposta che riguarda lo scorporo della Rocca e il suo accorpamento al De Amicis deve quindi essere valutata attraverso dati oggettivi.
Secondo i numeri attualmente emersi nel dibattito, il trasferimento di circa 287 alunni determinerebbe un istituto con circa 1.269 iscritti, mentre l'altro scenderebbe a circa 883.
Questo dato merita attenzione anche alla luce degli indirizzi regionali, che pongono l'accento sulla necessità di evitare istituzioni del primo ciclo eccessivamente sovradimensionate.
Ma c'è un altro elemento che riteniamo fondamentale e sul quale vogliamo richiamare l'attenzione. L'accorpamento Bovio-Rocca è stato realizzato appena tre anni fa. Se dopo un periodo così breve si ritiene necessario intervenire nuovamente sull'assetto della Rocca, credo sia tecnicamente doveroso spiegare quali condizioni siano cambiate rispetto alla programmazione effettuata allora.
Quali erano le proiezioni demografiche utilizzate tre anni fa? Quali erano le previsioni sugli iscritti? Quali elementi nuovi rendono oggi necessario modificare nuovamente quell'assetto?
E soprattutto: la configurazione che stiamo costruendo oggi quanto è destinata a durare? Per questo riteniamo indispensabile che qualsiasi proposta venga accompagnata da una proiezione almeno triennale, preferibilmente quinquennale, degli iscritti di tutte le istituzioni scolastiche interessate.
Non basta analizzare Rocca e De Amicis. Bisogna valutare gli effetti sull'intera rete del primo ciclo di Trani.
Occorre conoscere, per ogni autonomia, almeno: consistenza attuale degli iscritti, andamento degli ultimi anni, previsione delle iscrizioni, numero e distribuzione dei plessi, capacità degli edifici, composizione degli eventuali nuovi istituti comprensivi e sostenibilità organizzativa.
Solo mettendo questi dati sullo stesso tavolo possiamo stabilire se la soluzione proposta sia effettivamente quella più equilibrata.
Perché altrimenti rischiamo un paradosso: aver modificato la rete scolastica tre anni fa, modificarla nuovamente oggi e trovarci fra qualche anno costretti a intervenire ancora.
Questo non significherebbe necessariamente che ogni singola decisione sia sbagliata. Significherebbe però che manca una programmazione sufficientemente stabile della rete nel suo complesso.
Per questo la nostra posizione non è ideologicamente contraria al dimensionamento. Al contrario.
Siamo favorevole a una riorganizzazione quando è supportata da dati, proiezioni e da una visione complessiva della città.
Ed è proprio per questo che crediamo sia necessario rendere pubblica una relazione tecnica sul dimensionamento scolastico di Trani, dalla quale emergano chiaramente i dati utilizzati, le proiezioni demografiche, gli effetti sulle singole autonomie e, soprattutto, le ragioni per cui la soluzione individuata sarebbe preferibile rispetto alle possibili alternative.
C'è poi un'altra questione che non può essere assorbita dal dibattito sul dimensionamento.
La scuola Pertini.
Mentre discutiamo della rete scolastica dei prossimi anni, sulla Pertini continuiamo ad aspettare risposte chiare.
E qui interviene direttamente Angela Mercorio nella funzione di docente.
"I genitori ci fanno domande. L'utenza chiede informazioni. E noi docenti dobbiamo essere messi nelle condizioni di rispondere attraverso informazioni ufficiali, precise e tempestive. Non possiamo sostituire la comunicazione istituzionale con supposizioni."
Per questo le due richieste sono diverse ma ugualmente precise: sulla Pertini servono risposte immediate; sul dimensionamento servono dati e programmazione pluriennale.
Perché se un assetto costruito appena tre anni fa viene nuovamente modificato, abbiamo il diritto di conoscere i dati che giustificano il cambiamento e quelli che dimostrano che il nuovo assetto sarà sostenibile negli anni a venire.
E su questioni che riguardano centinaia di bambini, famiglie e lavoratori, prima di modificare gli equilibri della rete scolastica cittadina, quei dati devono essere messi a disposizione di tutti.
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