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Scuola, a Trani e in Puglia niente rinvio a ottobre: la Regione conferma l'avvio delle lezioni il 17 settembre

Nonostante l'emergenza caldo e il dibattito sul cambiamento climatico, la Giunta regionale frena sulle modifiche al calendario scolastico: resta il nodo strutturale di 2.000 plessi da climatizzare

Non slitterà l'avvio delle lezioni in Puglia. nonostante l'ondata di caldo eccezionale e il fitto dibattito accesosi a livello nazionale sull'opportunità di ridisegnare i calendari per far fronte alla crisi climatica, la Regione Puglia ha confermato che non vi sarà alcun rinvio a ottobre: la prima campanella per l'anno scolastico suonerà regolarmente il 17 settembre. A confermarlo ufficialmente è l'assessore regionale all'Istruzione, Silvia Miglietta: «La Regione non è orientata a rinviare l'inizio dell'anno scolastico» pur riconoscendo le gravi criticità che le temperature elevate provocano all'interno delle classi pugliesi e tranesi.

La proposta: lezioni da ottobre a luglio e la tutela dei 200 giorni Nelle scorse settimane le sollecitazioni provenienti da sindacati scolastici, associazioni di docenti e comunità medica avevano riacceso la discussione: spostare la ripresa didattica ai primi di ottobre, prolungando le lezioni fino alle prime settimane di luglio. Un modello pensato per evitare ai più piccoli e al personale scolastico la morsa del caldo afoso di fine estate, garantendo al contempo il rispetto della soglia minima inderogabile dei 200 giorni di lezione previsti dalla normativa nazionale. Modificare ora una programmazione approvata oltre sei mesi fa, tuttavia, avrebbe innescato un pesante disallineamento organizzativo per le famiglie, i trasporti e l'intero apparato della scuola pubblica. L'Ufficio Scolastico Regionale (USR) e l'ANCI mantengono aperto il tavolo per valutare eventuali rimodulazioni esclusivamente per i prossimi anni, ma per la ripartenza imminente il quadro resta invariato.

Il nodo delle strutture e la situazione a Trani La vera emergenza emersa con forza in questi giorni non è tanto la data sul calendario, quanto l'inadeguatezza strutturale degli istituti scolastici di fronte al riscaldamento globale. La maggior parte dei plessi del territorio, Trani compresa, è concepita con standard edilizi obsoleti, priva di cappotti termici moderni e del tutto sprovvista di impianti di climatizzazione. I dati regionali quantificano la portata del problema: per dotare di aria condizionata e sistemi di areazione avanzati i circa 2.000 plessi scolastici presenti in Puglia servirebbe un piano straordinario di investimenti stimato in circa 2 miliardi di euro, senza contare l'impatto insostenibile dei consumi elettrici che graverebbe direttamente sulle casse dei Comuni, compreso quello di Trani. Nelle more di interventi strutturali di lungo periodo, la normativa concede comunque una valvola di sfogo emergenziale: in caso di temperature estreme e rischi concreti per la salute, i singoli dirigenti scolastici e i sindaci conservano il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per modulare gli orari d'ingresso o sospendere temporaneamente le attività didattiche. Ma a Trani, salvo clamorosi colpi di coda del meteo, gli studenti varcheranno i portoni delle loro scuole regolarmente a metà settembre.
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