Marco Galiano
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Politica

Sessismo e linguaggio nei social, la posizione di Galiano: «Chiedo scusa alla città, servono norme e sanzioni»

Il Sindaco interviene sui post di un consigliere comunale: condanna netta per volgarità e discriminazioni, appello all'esemplarità istituzionale e proposta per una discussione pubblica sul rispetto delle diversità

Il post pubblicato dal Sindaco Marco Galiano segna il passaggio fondamentale dalla gestione dell'emergenza mediatica alla definizione di una precisa linea politica e istituzionale. A differenza dei primi rumor, il primo cittadino sceglie di intervenire direttamente sui propri canali social per disinnescare la polemica relativa ai contenuti inappropriati e sessisti emersi nelle scorse ore, prendendo apertamente in mano la responsabilità della guida della comunità. Nel suo intervento, Galiano combina la fermezza della condanna linguistica con l'assunzione di una responsabilità diretta — arrivando a chiedere scusa a nome dell'intera amministrazione —, introducendo al contempo elementi di novità stringenti, come il richiamo a sanzioni formali e l'apertura di un dibattito pubblico sul rispetto delle diversità.
Ecco il testo integrale
  • A proposito di presa di distanze
Qualche giorno fa sono stato invitato, prima sui social e poi sulla stampa nazionale, a prendere le distanze da qualcosa a cui non mi sono mai avvicinato. E non amo essere tirato per la giacca o per la cravatta, costretto ad esprimermi su qualsiasi tema, più o meno rilevante. Ma qui non è a Marco Galiano che giunge la richiesta. Credo che a pochi, se non a nessuno, questo possa interessare. È il Sindaco della città di Trani che deve rispondere. Il Sindaco di una città che non sentiva il bisogno di aggiungere ulteriori problematiche a quelle che già tutte e tutti conosciamo e che stiamo cercando di affrontare con tutto l'impegno e le capacità di cui ognuna e ognuno di noi dispone. Sono convinto che le Istituzioni si esprimano attraverso la voce di chi le rappresenta. Ciò significa che ogni consigliere e ogni consigliera, così come il sindaco e i membri della giunta, non possano rinnegare il proprio stile e le proprie convinzioni. Questo non vuol dire che tutto sia concesso: un linguaggio volgare, infarcito di parolacce e imprecazioni, non può essere accostato a nessuna istituzione e in qualsiasi luogo, formale o informale, reale o virtuale, non fa differenza. Siamo in una fase storica in cui la rabbia sembra prevalere, in cui i pareri devono necessariamente essere urlati e offensivi. Invitare tutte e tutti a moderare i toni penso sia superfluo, se non inutile. Ma chi è nelle istituzioni ha il dovere di vivere il proprio mandato nello spirito di una esemplarità che si traduca in parole e comportamenti concreti e necessari, a cominciare dalle scuse. Mi scuso con la città, perché da Sindaco, anche di questo sono responsabile, pur non essendone l'autore. Allo stesso tempo è indispensabile che tutti i rappresentanti delle istituzioni comunali rispettino le norme vigenti di linguaggio e di comportamento, di decoro e, nel caso si ravvedano violazioni, ci siano le opportune sanzioni. Senza fraintendimenti. Nel dubbio, meglio tacere. Un percorso tortuoso come quello per il quale siamo stati votati esige il rispetto dei valori condivisi e delle persone, senza equivoci. Per questo il Sindaco della città di Trani non deve prendere le distanze da ciò che può essere definito "sessismo" perché la città di Trani è lontana da questi atteggiamenti, perché la città di Trani è una città che sa accogliere, perché la città di Trani è rispettosa delle differenti maturazioni delle identità di genere di tutte e di tutti e perché le politiche della nostra città da anni camminano in questa direzione. Se chi scrive queste parole vuole essere il sindaco di Trani non può accettare nessun malinteso: le parole che discriminano o che appaiano minacciose non fanno parte del percorso che questa città sta conducendo. Credo che sia maturo il tempo per una discussione pubblica su questi temi, sull'utilizzo di un linguaggio rispettoso delle diversità e che non appaia, neanche per ipotesi, foriero di qualsiasi forma di aggressività, violenza, discriminazione. Sono certo che nessuno voglia confondere la mia valutazione sulle parole, sui comportamenti, con un giudizio sulle persone. Non sono nessuno per poterlo fare, me ne sono sempre tenuto lontano. Per questo ribadisco il mio richiamo: possiamo avere idee differenti, possiamo anche scontrarci, ma siamo tutte e tutti chiamati a farlo con un linguaggio consono e rispettoso della propria e della altrui diversità.
Riteniamo che l'intento di questo intervento sia di mettere un punto fermo e chiudere il cerchio: Marco Galiano rifiuta le speculazioni politiche e le passerelle mediatiche, ma non si sottrae alle sue responsabilità istituzionali. Chiedendo scusa a nome della città, condannando senza appello ogni forma di linguaggio sessista o violento e richiamando tutti all'esemplarità dei comportamenti, il Sindaco traccia una linea d'ombra chiarissima: chi rappresenta Trani deve adeguarsi ai valori di rispetto e inclusione della comunità, oppure assumersene le conseguenze, anche sanzionatorie. La polemica spicciola lascia così il posto a una sfida culturale concreta e non più rinviabile. La domanda è: basterà? Domani il Consiglio Comunale si riunisce alle 16:00 e rumors attendibili anticipano decisi interventi in aula sul tema affrontato dal Sindaco: vedremo !

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