
Trani | Il centrodestra unito incontra il "Quartiere Stadio": «Un mese di proroga non risolve nulla, servono soluzioni reali»
Conferenza stampa di Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lista Guarriello e Trani Libera
Le dichiarazioni raccolte:
- Michele Scagliarini (Fratelli d'Italia): «No a soluzioni tampone. Lo stop solo dopo le opere provvisorie»
Ad aprire i lavori dell'assemblea pubblica è stato il Segretario cittadino di Fratelli d'Italia, Michele Scagliarini, che ha chiarito l'impostazione dell'opposizione senza mettere in discussione l'infrastruttura principale: «Non è assolutamente in discussione l'importanza della realizzazione di quest'opera e ribadiamo la nostra totale e incondizionata disponibilità a collaborare per trovare soluzioni. Però esprimiamo fortissima preoccupazione, soprattutto dopo la conferenza stampa tenuta in Villa Guastamacchia dal Sindaco e dalla sua Amministrazione, perché sono emerse alcune forti criticità rispetto alle quali il Sindaco o comunque i suoi Assessori non hanno saputo dare delle risposte. Oggi la notizia del giorno è chiaramente lo spostamento di 30 giorni della chiusura del passaggio a livello: il problema viene soltanto rinviato di 30 giorni, ma non risolto. Ieri sono emerse ad esempio criticità rispetto agli orari successivi alle ore 22:00, quando il servizio navetta si interrompe, ma non sono state date soluzioni; ma soprattutto non ci sono tempi certi né sulla sistemazione di via Verdi, né per quanto riguarda la sistemazione di via del Ponte Romano, e soprattutto è stata data una ipotetica scadenza per quanto riguarda il prolungamento del sottopasso della stazione. Oggi è fondamentale una cosa: qualsiasi iniziativa non può essere rinviata di un mese, o meglio la chiusura del passaggio a livello non può essere rinviata di un mese, ma può essere rinviata a data da destinarsi solo nel momento in cui saranno completate quelle opere necessarie ad evitare che il quartiere venga spaccato in due. Prima in assoluto il prolungamento del sottopasso pedonale della stazione; secondo, laddove ci sia la possibilità, la creazione di un sovrappasso pedonale temporaneo. Chiediamo in maniera congiunta che venga chiuso definitivamente il passaggio a livello solo e soltanto dopo che sono state completate queste opere».
- Maria Grazia Cinquepalmi (Movimento Guarriello): «Istituire un solo minibus da 20 posti per 12mila abitanti è assurdo»
Nel merito delle risorse economiche e dell'organizzazione del trasporto sostitutivo affondano le critiche di Maria Grazia Cinquepalmi, Segretaria della Lista Guarriello: «Il tema è essere concreti, dare delle soluzioni risolutive ai cittadini. Perché dico questo? Perché ho visto la determina di impegno spesa con AMET di 222.000 euro per un anno e 4 mesi di navetta, una navetta di 20 posti. Io immaginavo che ci fossero state almeno 5 o 6 navette da 50 posti: questa è una zona molto popolosa, ci sono almeno 10-12 mila abitanti. La mattina, intorno alle 8:00-9:00, si muovono almeno 1.000 persone: cittadini, piccoli, ragazzi, giovani, anziani. «E io mi chiedo: come pensano di affrontare questa emergenza con una navetta da 20 posti? Vorrei suggerire al Sindaco di dare delle soluzioni pratiche, e cioè stralciare dal mega-progetto di 5 milioni e mezzo di euro il prolungamento del sottopassaggio dalla stazione a via del Ponte Romano: è l'unica soluzione! Non è pensabile utilizzare soltanto il sottopasso di via Verdi che, tra l'altro, doveva essere già stato messo in sicurezza, potenziato con l'illuminazione, bisognava già aver pensato a creare gli scivoli per i disabili, per le biciclette... non è stato fatto nulla! E se RFI non avesse concesso la proroga, che cosa avremmo fatto?»
- Raffaella Merra (Movimento Guarriello): «L'area rischia di diventare un ghetto: priorità alla sicurezza»
Sulle ricadute sociali e sul degrado urbano si è concentrata la Capogruppo in Consiglio Comunale del Movimento Guarriello, Raffaella Merra: «Io principalmente mi vorrei focalizzare sulla sicurezza del quartiere. Perché un quartiere delineato e abbandonato rischia di diventare davvero un piccolo ghetto. Quindi è proprio là che dobbiamo concentrare, ma soprattutto l'Amministrazione deve concentrarsi, sulla sicurezza di questo quartiere».
- Pasquale De Toma (Forza Italia): «Nove mesi per un sottopasso pedonale? Il Ponte Morandi è stato fatto in un anno»
L'inadeguatezza delle misure provvisorie per l'accessibilità dei disabili e la provocazione sui tempi di esecuzione sono stati il cuore dell'intervento di Pasquale De Toma, Capogruppo di Forza Italia: «Noi riteniamo che il quartiere Stadio sia impreparato a livello logistico per affrontare una situazione del genere. Tutte le azioni che l'Amministrazione sta mettendo in campo, come il bus navetta che porterà dal quartiere Stadio al piazzale della stazione, è una cosa insufficiente. Pensiamo all'autunno o d'inverno: come farà la gente ad arrivare a piedi là per prendere il bus navetta? Pensiamo al sottopasso di via Verdi: una situazione a livello visivo non idonea, non dignitosa, con tutti questi graffiti all'interno che incutono forse anche paura: occorrerebbe una sabbiatura. E ancor di più, se andate a fare un sopralluogo, c'è un marciapiede continuo che non consentirebbe né ai passeggini, né ancor più alle carrozzine per disabili, di poter arrivare e passare sotto il passaggio di via Verdi. Su via Verdi hanno creato una zona con delle transenne per far passare le persone: l'ho appena calcolata ed è di un metro, quindi insufficiente al passaggio delle carrozzine. Ieri l'ingegner Puzziferri ha detto che l'impresa ci metterà 9 mesi per il sottopasso pedonale comunale. Faccio un esempio: il Ponte Morandi è stato ricostruito sotto un altro nome in un anno, e noi per fare un prolungamento di un passaggio pedonale sotto i binari abbiamo bisogno di 9 mesi? È una provocazione, ma non tanto: la cosa fondamentale è aprire il sottopasso ai binari 2 e 3 e fare il prolungamento verso via Togliatti. Aspettiamo di aprire quel sottopasso e poi chiudiamo il passaggio pedonale al passaggio a livello».
- Roberto Gargiuolo (Fratelli d'Italia): «Attività commerciali al collasso. E il sottovia di via Verdi è una vergogna»
Nel doppio ruolo di rappresentante politico e di operatore economico con sede in via Sant'Annibale Maria di Francia, il Consigliere Roberto Gargiuolo ha espresso l'angoscia della categoria: «Oltre che politico sono qui oggi in veste di imprenditore, qui in via Sant'Annibale. Ho un'attività di servizio, luce e gas: è su 50 negozi proprio qui che abbiamo la minor pedonabilità. Noi la cosa che dobbiamo chiedere al Sindaco è la realizzazione di tutto quello che sta accadendo qui: quando si dovrebbe realizzare? Per noi è importante saperlo anche perché abbiamo dipendenti, abbiamo spese, paghiamo IMU, paghiamo INPS; quindi noi vogliamo sapere dal Sindaco quando sarà tutto finito questo grande incubo Oggi io faccio parte della Prima Commissione e ho detto a tutti quanti di andare a vedere tutti quanti insieme il sottopasso di via Verdi: è una cosa veramente vergognosa! Vergognosa da come viene mantenuta, con gente che passa e trova escrementi e urine, ma la cosa più triste è che non è nemmeno illuminato! E quando sono uscito ho visto addirittura che sulla rampa che porta poi su via Falcone non ci sono nemmeno le strisce pedonali! Non ci vuole assolutamente nulla a capire che servono le strisce pedonali o dei dissuasori che rallentino le auto. Questa è una cosa veramente brutta che in 9 o 10 anni di Amministrazione Bottaro non è stata fatta».
- Ornella Gelso (Fratelli d'Italia): «Misure fiscali per i negozi: taglio TARI, risorse DUC e disco orario»
Tutele economiche dirette per evitare la desertificazione commerciale della via sono state sollecitate dalla Consigliera Ornella Gelso: «Voglio porre l'attenzione sulle attività commerciali, che inevitabilmente subiranno un condizionamento dai lavori. Pertanto noi del centrodestra abbiamo posto all'Amministrazione delle proposte per accompagnare e supportare le attività commerciali, quali la possibilità di verificare la riduzione di imposte comunali o ristori, la riduzione della TARI (di cui mi farò portavoce in Terza Commissione) e riservare dei progetti finanziati dal DUC per le attività in questione. E terzo, ma non meno importante, la proposta di istituire un disco orario su via Annibale Maria di Francia, nel tratto compreso tra via Togliatti e via Nenni, per permettere una rotazione dei posti auto e una maggiore accessibilità ai negozi. L'opera è importante, ma auspichiamo che le attività commerciali non vengano lasciate sole nel vivere questo disagio che sarà inevitabile».
- Michele D'Amore (Trani Libera): «Proroga di facciata: RFI installi un sovrappasso metallico provvisorio»
Sulla mancanza di visione strategica e sulle soluzioni adottate altrove da Ferrovie dello Stato ha picchiato duro Michele D'Amore, Segretario del Movimento Trani Libera: «La recente proroga della chiusura sostanzialmente non cambia nulla, è solamente un posticipare una problematica che i cittadini dovranno subire a breve. Il problema principale è la mancanza di programmazione che l'Amministrazione precedente, e sulla sua stessa scia questa Amministrazione, sta continuando. Nelle altre città dove hanno svolto questo tipo di opere, RFI ha installato dei sovrappassi pedonali temporanei, di facile costruzione, veloci sia nel montare che nello smontare, e quindi in questo modo si sarebbe dato al quartiere una possibilità di superare questo ostacolo senza grossi problemi, almeno per la maggioranza delle persone».
- Michele Centrone (Movimento Trani): «Si aspetti l'apertura del sottopasso pedonale prima di chiudere la strada»
L'affondo finale sulle responsabilità amministrative e sulla proposta operativa è giunto dal Capogruppo Michele Centrone: «Quello che è successo ieri dà un po' del ridicolo, a partire dal fatto che non si sono presentati alcuni amministratori di oggi che erano presenti nella vecchia Amministrazione: c'erano solo i nuovi perché volevano far ricadere le colpe sugli altri. Arrivare all'ultimo giorno e slittare di un mese è pari a zero, perché coinciderà con l'inizio delle scuole e i problemi si accentueranno ancora di più. Perché non si fa una cosa con urgenza? In tante altre città d'Italia quando RFI ha fatto questo tipo di interventi ha strutturato dei ponti in ferro provvisori sopra la ferrovia a costo di RFI. Perché a Trani non si è chiesto questo? Secondo me si potrebbe ancora fare in tempo a far uscire una passerella dal passaggio a livello a Villa Bini. Ci sono società che in 15 giorni le realizzano. La cosa fondamentale è aprire il sottopasso ai binari 2 e 3 su via Togliatti e poi chiudere il passaggio a livello: questo è determinante sui tempi. La mia vicinanza va ai commercianti della zona: senza queste opere sarà una vera strage economica».
Quello che è emerso dalla conferenza stampa è che le prospettive per il futuro sono chiare: i tempi che verranno saranno indubbiamente duri per tutti. Lo saranno per i residenti, chiamati a stravolgere radicalmente le proprie abitudini quotidiane di mobilità; lo saranno per gli esercenti, costretti a fare i conti con crolli dei flussi e bilanci da far quadrare per garantire la propria sopravvivenza economica. Saranno mesi complessi per l'Amministrazione Comunale, attesa alla prova dei fatti nella gestione flessibile dei servizi navetta e nel rispetto solenne degli impegni sul cantiere del sottopasso pedonale da via Togliatti a Piazza XX Settembre. Ma saranno tempi impegnativi anche per la minoranza a Palazzo Palmieri, sollecitata non solo a esercitare un rigido ruolo di vigilanza, ma a dimostrarsi proattiva nel suggerire soluzioni a criticità oggi ancora embrionali o imprevedibili. Se la tabella di marcia sarà rispettata, i lavori di RFI dureranno almeno due anni e la promessa solenne del Sindaco Galiano fissa la consegna del sottopasso comunale a maggio 2027: soltanto il tempo dirà se le parole cederanno finalmente il passo ai fatti

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