
Politica
Tutela - La città che protegge | La Visione Di Mino Di Lernia per Trani
Sicurezza urbana, rigenerazione e politiche giovanili: l’Assessore traccia la rotta della nuova Giunta Galiano. «Non rincorreremo le emergenze, la sicurezza si costruisce dal basso»
Trani - sabato 25 luglio 2026
7.59
Un assessorato che non vuole limitarsi a gestire le emergenze, ma che punta a ridefinire il tessuto sociale e urbano della città. Mino Di Lernia, assessore alla "Tutela – La città che protegge" per il Comune di Trani, traccia le linee guida del suo mandato in un momento in cui la sensibilità sul tema della sicurezza, complici i recenti furti in città, è ai massimi livelli. Una delega forte, voluta dal Sindaco Marco Galiano, che Di Lernia accoglie con forte senso di responsabilità.
Con questo colloquio a Mino Di Lernia prende ufficialmente il via un nuovo ciclo di interviste ideato dalla nostra redazione, finalizzato a far conoscere da vicino ai cittadini chi amministra la città di Trani. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di approfondire nel dettaglio le deleghe assegnate ai singoli assessori, rendendo comprensibili a tutti le linee d'azione, i progetti e le strategie della macchina amministrativa.
Nel fare da apripista a questo percorso, l'incontro con il titolare dell'Assessorato alla "TUTELA – La città che protegge" accende i riflettori su una netta inversione di tendenza metodologica rispetto al passato: il netto rifiuto di una gestione puramente emergenziale della sicurezza a favore di una programmazione strutturale e culturale. I temi cardine affrontati ruotano attorno a tre pilastri interconnessi: la sicurezza partecipata attraverso tavoli di lavoro permanenti, la rigenerazione urbana intesa come antidoto sociale al degrado (difendendo la scelta di separare questa delega dai Lavori Pubblici), e un approccio innovativo alle politiche giovanili, dove la legalità esce dalle scuole per presidiare i luoghi della movida attraverso la mediazione culturale.
La preoccupazione dei cittadini per i furti recenti è legittima e rappresenta una priorità, anche se l'Assessore allarga l'orizzonte: «La paura dei cittadini è chiaramente una priorità, la preoccupazione è anche legittima dato i furti recenti, per quanto sappiamo tutti quanti benissimo che non è un problema solo tranese. Azioni concrete immediate al momento non ne sono state pensate perché la cosa fondamentale è mettere a punto il metodo. Aggiungerei che la sicurezza, così come anche l'insicurezza, si costruiscono, non si impone, e quindi i cittadini in questo percorso sono i protagonisti. Il rispetto della legalità è fondamentale e questo attiene soprattutto a una questione culturale dei cittadini».
Il lavoro di squadra sarà esteso: «Il tavolo ci permetterebbe di fare lavoro di squadra non solo ed esclusivamente con le forze dell'ordine, ma con tanti altri protagonisti che in qualche modo poi incidono sul tema della sicurezza. Anche solo la comunicazione è fondamentale, potrebbe permettere di circoscrivere meglio gli interventi in base alla necessità dei vari quartieri». I contatti istituzionali, d'altronde, erano già previsti: «Oltre che presentarsi, avremmo anche potuto esporre quello che era il metodo di lavoro che vorremmo applicare, quindi diciamo che si è trovata la convergenza utile».
Polizia Locale: organico e il nodo della sede. Un passaggio centrale riguarda il corpo della Polizia Locale. Se sul fronte dell'organico i recenti concorsi stanno garantendo forze fresche, resta aperta la questione logistica. «Quello della sede del comando della polizia locale è un dato fin troppo evidente, la mancanza e il fatto che bisogna lavorarci è altrettanto evidente», ammette Di Lernia, rivolgendo «i miei saluti e i miei complimenti per il lavoro fatto precedentemente in special modo dall'avv.Cecilia Di Lernia e dal dottor Domenico Briguglio, che è sicuramente una base solida dalla quale ripartire».
Sulla futura dislocazione, l'Assessore ha le idee chiare: «Io credo che il territorio e il patrimonio comunale potrebbero risolvere anche in maniera egregia il problema della sede. In realtà credo non solo una sede per la polizia locale, ma forse anche molto altro in termini di sicurezza e protezione civile. Bisogna però capire bene i tempi e le risorse per poter attrezzare una delle soluzioni di cui il Comune dispone come patrimonio, per evitare di vendere fumo, di vendere palloni. Ci deve essere una sede che accolga tutta la squadra».
Sicurezza e Rigenerazione Urbana: un unico ecosistema. L'opposizione ha criticato la scelta del Sindaco Galiano di scorporare la rigenerazione urbana dai Lavori Pubblici per affidarla a Di Lernia. L'Assessore, tuttavia, difende con forza questa architettura amministrativa: «Con il sindaco condividiamo la linea politica e queste due deleghe sono messe insieme non a caso: noi crediamo che il degrado generi insicurezza, così come la sicurezza passa anche attraverso la cura dei luoghi». A supporto di questa tesi, Di Lernia cita casi concreti: «Piazza Sant'Agostino (Gradenìco) fino ad un anno fa era per eccellenza un luogo insicuro, buio, rotto, sporco, vuoto o abitato male; oggi è luminoso, bello e vissuto da centinaia di famiglie. Poi c'è Largo Berlinguer che è per eccellenza un intervento di messa in sicurezza prima era una fabbrica abbandonata». E riguardo alle recenti polemiche sul ritrovamento di una siringa sugli scogli, precisa: «Chi commenta con molto timore evidentemente non ricorda quello che era prima quel luogo, pieno di strumenti utilizzati per farsi male, dalle insuline alle bottiglie per fumare il crack o la cocaina. Oggi quel luogo è oggettivamente vissuto da tutte le generazioni e se ci sono dei piccoli incidenti, questi possono essere sicuramente superati in maniera molto più semplice».
Il legame tra i due settori diventa così operativo: «La polizia locale nei luoghi del degrado avrà sicuramente più cose su cui lavorare, ma saranno le sentinelle operative che quotidianamente possono oggettivamente influire sia sulla sicurezza del luogo, ma anche in termini di segnalazioni rispetto a che cosa andrebbe fatto poi attraverso la rigenerazione urbana, dalla luce al verde alla panchina rotta. Immagino questo tipo di collaborazione: da un lato c'è chi ha il compito di mappare le priorità, portare le istanze e magari trovare le risorse europee, e chi invece poi ha il compito bello di progettare, appaltare e realizzare l'opera».
Politiche giovanili: «Non strappiamo i ragazzi dalla strada, viviamola con loro» Infine, l'Assessore respinge l'idea che la frammentazione delle deleghe (con Sport e Associazionismo affidati ad altri colleghi) possa penalizzare le politiche giovanili: «Non la ritengo una frammentazione, la ritengo invece una sinergia. I macro temi come lo sport o le associazioni non ricadono solo sui giovani, così come la legalità non è solo per i giovani; sono macro temi che abbracciano tutta la cittadinanza». E lancia una provocazione culturale sul ruolo dei ragazzi nella società: «Spesso si dice di voler "strappare i giovani dalla strada". Io francamente i giovani non li strapperei dalla strada; proverei a vivere la strada con loro in maniera differente. Quello che strapperei forse sono i social dai giovani, ma questa è una battaglia molto più grande, epocale. Anche in questo ambito il tavolo di lavoro sulle politiche giovanili sarà fondamentale e do per scontato che ci sia la presenza di qualche giovane in qualità di peer educator o di mediatore culturale. Fare e occuparsi di politiche giovanili significa occuparsi del futuro delle persone». L'obiettivo finale è chiaro: «I luoghi notturni, quelli della movida e le varie piazze del centro storico movimentati da situazioni di criticità si possono frequentare con figure diverse che non siano solo ed esclusivamente le forze dell'ordine, ma con figure che provano a mediare tutte le situazioni che possono insorgere».
Sull'eredità del passato in tema di educazione alla legalità e sulla necessità di andare oltre la dimensiona scolastica, Di Lernia conclude: «A tutto quello che è stato fatto, e che personalmente ritengo sia stato fatto bene, credo che vada affiancato altro. Per una questione di deformazione professionale, credo che oltre ai luoghi chiusi come quello della scuola bisogni affiancare attività che accompagnino i ragazzi durante l'intero arco della giornata, sempre con attività di sensibilizzazione». L'Assessore Di Lernia ha ribadito come la delega alle politiche giovanili e alla legalità non debba più essere considerata una "voce di spesa minore" nel bilancio comunale, bensì l'investimento a lungo termine più strategico per la città. Nel congedarsi, ringraziando per lo spazio e il tempo dedicatogli pur nel mezzo dei pressanti impegni amministrativi, l' assessore Mino Di Lernia ha confermato quella disponibilità al dialogo e alla reperibilità costante che caratterizza, da sempre, il suo stile operativo e istituzionale sul territorio.
Con questo colloquio a Mino Di Lernia prende ufficialmente il via un nuovo ciclo di interviste ideato dalla nostra redazione, finalizzato a far conoscere da vicino ai cittadini chi amministra la città di Trani. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di approfondire nel dettaglio le deleghe assegnate ai singoli assessori, rendendo comprensibili a tutti le linee d'azione, i progetti e le strategie della macchina amministrativa.
Nel fare da apripista a questo percorso, l'incontro con il titolare dell'Assessorato alla "TUTELA – La città che protegge" accende i riflettori su una netta inversione di tendenza metodologica rispetto al passato: il netto rifiuto di una gestione puramente emergenziale della sicurezza a favore di una programmazione strutturale e culturale. I temi cardine affrontati ruotano attorno a tre pilastri interconnessi: la sicurezza partecipata attraverso tavoli di lavoro permanenti, la rigenerazione urbana intesa come antidoto sociale al degrado (difendendo la scelta di separare questa delega dai Lavori Pubblici), e un approccio innovativo alle politiche giovanili, dove la legalità esce dalle scuole per presidiare i luoghi della movida attraverso la mediazione culturale.
- L'intervista
La preoccupazione dei cittadini per i furti recenti è legittima e rappresenta una priorità, anche se l'Assessore allarga l'orizzonte: «La paura dei cittadini è chiaramente una priorità, la preoccupazione è anche legittima dato i furti recenti, per quanto sappiamo tutti quanti benissimo che non è un problema solo tranese. Azioni concrete immediate al momento non ne sono state pensate perché la cosa fondamentale è mettere a punto il metodo. Aggiungerei che la sicurezza, così come anche l'insicurezza, si costruiscono, non si impone, e quindi i cittadini in questo percorso sono i protagonisti. Il rispetto della legalità è fondamentale e questo attiene soprattutto a una questione culturale dei cittadini».
Il lavoro di squadra sarà esteso: «Il tavolo ci permetterebbe di fare lavoro di squadra non solo ed esclusivamente con le forze dell'ordine, ma con tanti altri protagonisti che in qualche modo poi incidono sul tema della sicurezza. Anche solo la comunicazione è fondamentale, potrebbe permettere di circoscrivere meglio gli interventi in base alla necessità dei vari quartieri». I contatti istituzionali, d'altronde, erano già previsti: «Oltre che presentarsi, avremmo anche potuto esporre quello che era il metodo di lavoro che vorremmo applicare, quindi diciamo che si è trovata la convergenza utile».
Polizia Locale: organico e il nodo della sede. Un passaggio centrale riguarda il corpo della Polizia Locale. Se sul fronte dell'organico i recenti concorsi stanno garantendo forze fresche, resta aperta la questione logistica. «Quello della sede del comando della polizia locale è un dato fin troppo evidente, la mancanza e il fatto che bisogna lavorarci è altrettanto evidente», ammette Di Lernia, rivolgendo «i miei saluti e i miei complimenti per il lavoro fatto precedentemente in special modo dall'avv.Cecilia Di Lernia e dal dottor Domenico Briguglio, che è sicuramente una base solida dalla quale ripartire».
Sulla futura dislocazione, l'Assessore ha le idee chiare: «Io credo che il territorio e il patrimonio comunale potrebbero risolvere anche in maniera egregia il problema della sede. In realtà credo non solo una sede per la polizia locale, ma forse anche molto altro in termini di sicurezza e protezione civile. Bisogna però capire bene i tempi e le risorse per poter attrezzare una delle soluzioni di cui il Comune dispone come patrimonio, per evitare di vendere fumo, di vendere palloni. Ci deve essere una sede che accolga tutta la squadra».
Sicurezza e Rigenerazione Urbana: un unico ecosistema. L'opposizione ha criticato la scelta del Sindaco Galiano di scorporare la rigenerazione urbana dai Lavori Pubblici per affidarla a Di Lernia. L'Assessore, tuttavia, difende con forza questa architettura amministrativa: «Con il sindaco condividiamo la linea politica e queste due deleghe sono messe insieme non a caso: noi crediamo che il degrado generi insicurezza, così come la sicurezza passa anche attraverso la cura dei luoghi». A supporto di questa tesi, Di Lernia cita casi concreti: «Piazza Sant'Agostino (Gradenìco) fino ad un anno fa era per eccellenza un luogo insicuro, buio, rotto, sporco, vuoto o abitato male; oggi è luminoso, bello e vissuto da centinaia di famiglie. Poi c'è Largo Berlinguer che è per eccellenza un intervento di messa in sicurezza prima era una fabbrica abbandonata». E riguardo alle recenti polemiche sul ritrovamento di una siringa sugli scogli, precisa: «Chi commenta con molto timore evidentemente non ricorda quello che era prima quel luogo, pieno di strumenti utilizzati per farsi male, dalle insuline alle bottiglie per fumare il crack o la cocaina. Oggi quel luogo è oggettivamente vissuto da tutte le generazioni e se ci sono dei piccoli incidenti, questi possono essere sicuramente superati in maniera molto più semplice».
Il legame tra i due settori diventa così operativo: «La polizia locale nei luoghi del degrado avrà sicuramente più cose su cui lavorare, ma saranno le sentinelle operative che quotidianamente possono oggettivamente influire sia sulla sicurezza del luogo, ma anche in termini di segnalazioni rispetto a che cosa andrebbe fatto poi attraverso la rigenerazione urbana, dalla luce al verde alla panchina rotta. Immagino questo tipo di collaborazione: da un lato c'è chi ha il compito di mappare le priorità, portare le istanze e magari trovare le risorse europee, e chi invece poi ha il compito bello di progettare, appaltare e realizzare l'opera».
Politiche giovanili: «Non strappiamo i ragazzi dalla strada, viviamola con loro» Infine, l'Assessore respinge l'idea che la frammentazione delle deleghe (con Sport e Associazionismo affidati ad altri colleghi) possa penalizzare le politiche giovanili: «Non la ritengo una frammentazione, la ritengo invece una sinergia. I macro temi come lo sport o le associazioni non ricadono solo sui giovani, così come la legalità non è solo per i giovani; sono macro temi che abbracciano tutta la cittadinanza». E lancia una provocazione culturale sul ruolo dei ragazzi nella società: «Spesso si dice di voler "strappare i giovani dalla strada". Io francamente i giovani non li strapperei dalla strada; proverei a vivere la strada con loro in maniera differente. Quello che strapperei forse sono i social dai giovani, ma questa è una battaglia molto più grande, epocale. Anche in questo ambito il tavolo di lavoro sulle politiche giovanili sarà fondamentale e do per scontato che ci sia la presenza di qualche giovane in qualità di peer educator o di mediatore culturale. Fare e occuparsi di politiche giovanili significa occuparsi del futuro delle persone». L'obiettivo finale è chiaro: «I luoghi notturni, quelli della movida e le varie piazze del centro storico movimentati da situazioni di criticità si possono frequentare con figure diverse che non siano solo ed esclusivamente le forze dell'ordine, ma con figure che provano a mediare tutte le situazioni che possono insorgere».
Sull'eredità del passato in tema di educazione alla legalità e sulla necessità di andare oltre la dimensiona scolastica, Di Lernia conclude: «A tutto quello che è stato fatto, e che personalmente ritengo sia stato fatto bene, credo che vada affiancato altro. Per una questione di deformazione professionale, credo che oltre ai luoghi chiusi come quello della scuola bisogni affiancare attività che accompagnino i ragazzi durante l'intero arco della giornata, sempre con attività di sensibilizzazione». L'Assessore Di Lernia ha ribadito come la delega alle politiche giovanili e alla legalità non debba più essere considerata una "voce di spesa minore" nel bilancio comunale, bensì l'investimento a lungo termine più strategico per la città. Nel congedarsi, ringraziando per lo spazio e il tempo dedicatogli pur nel mezzo dei pressanti impegni amministrativi, l' assessore Mino Di Lernia ha confermato quella disponibilità al dialogo e alla reperibilità costante che caratterizza, da sempre, il suo stile operativo e istituzionale sul territorio.

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