
Cronaca
Ultim'ora | Cinque arresti dopo l’omicidio Quagliarella: il gip teme una vendetta e dispone il carcere
Il gruppo andriese sarebbe arrivato a Trani per una spedizione punitiva armata. Tensioni, minacce e video sui social: così è esplosa la lite che ha portato alla morte del 18enne.
Trani - sabato 29 agosto 2026
23.37
L'ombra lunga dell'omicidio di Cosimo Quagliarella continua a pesare su Trani e Andria. A due settimane dalla notte in cui il 18enne è stato raggiunto da tre coltellate alla schiena nella pinetina di via Andria, la magistratura ha deciso di intervenire con decisione: in carcere anche gli altri cinque giovani andriesi coinvolti nella rissa. Il gip Marina Chiddo non ha avuto dubbi: esiste un rischio concreto di vendetta, un clima di tensione che potrebbe riaccendersi da un momento all'altro. Per questo, l'unica misura ritenuta idonea a garantire la sicurezza collettiva è la detenzione. I ragazzi, tutti appena maggiorenni – il più grande ha 21 anni – sono accusati di rissa in concorso.
A inchiodare i cinque sono stati i filmati delle telecamere installate nella pinetina, le immagini mostrano il gruppo arrivare da Andria a bordo di un'auto a noleggio, un dettaglio che per gli investigatori non lascia spazio a dubbi: quella notte non si trattò di un incontro casuale, ma di una spedizione punitiva. Dietro la violenza, una storia di gelosie e rivalità sentimentali. Al centro della contesa una ragazzina che aveva avuto una relazione prima con il 17enne tranese – oggi reo confesso e detenuto nel carcere minorile "Fornelli" di Bari – e poi con Cosimo Quagliarella. Una tensione che, giorno dopo giorno, si era trasformata in un'escalation incontrollabile.
Secondo gli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un confronto acceso su una spiaggia di Trani. Da lì, la lite si è spostata online: minacce sui social, messaggi provocatori, fino alla comparsa di video girati durante il funerale ad Andria del giovane, morto dopo il ricovero all'ospedale di Bisceglie. Il gruppo andriese, quella sera, non sarebbe arrivato a mani vuote. Oltre ai coltelli, gli inquirenti sospettano la presenza di una pistola, dalla quale – secondo alcune testimonianze – sarebbero stati esplosi dei colpi. Un dettaglio che rende il quadro ancora più inquietante.
Indagini ancora aperte. Se la posizione dei cinque andriesi è stata definita, resta invece non identificato il gruppo di giovani tranesi coinvolti nella colluttazione. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire ruoli, movimenti e responsabilità di ciascun partecipante. La vicenda, nata come una lite tra giovanissimi, si sta rivelando un caso complesso, fatto di rancori, armi, social e violenza improvvisa. Un intreccio che la Procura vuole sciogliere fino in fondo, per evitare che la tragedia di Cosimo Quagliarella possa generare nuove ferite nella comunità.
tl@
A inchiodare i cinque sono stati i filmati delle telecamere installate nella pinetina, le immagini mostrano il gruppo arrivare da Andria a bordo di un'auto a noleggio, un dettaglio che per gli investigatori non lascia spazio a dubbi: quella notte non si trattò di un incontro casuale, ma di una spedizione punitiva. Dietro la violenza, una storia di gelosie e rivalità sentimentali. Al centro della contesa una ragazzina che aveva avuto una relazione prima con il 17enne tranese – oggi reo confesso e detenuto nel carcere minorile "Fornelli" di Bari – e poi con Cosimo Quagliarella. Una tensione che, giorno dopo giorno, si era trasformata in un'escalation incontrollabile.
Secondo gli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un confronto acceso su una spiaggia di Trani. Da lì, la lite si è spostata online: minacce sui social, messaggi provocatori, fino alla comparsa di video girati durante il funerale ad Andria del giovane, morto dopo il ricovero all'ospedale di Bisceglie. Il gruppo andriese, quella sera, non sarebbe arrivato a mani vuote. Oltre ai coltelli, gli inquirenti sospettano la presenza di una pistola, dalla quale – secondo alcune testimonianze – sarebbero stati esplosi dei colpi. Un dettaglio che rende il quadro ancora più inquietante.
Indagini ancora aperte. Se la posizione dei cinque andriesi è stata definita, resta invece non identificato il gruppo di giovani tranesi coinvolti nella colluttazione. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire ruoli, movimenti e responsabilità di ciascun partecipante. La vicenda, nata come una lite tra giovanissimi, si sta rivelando un caso complesso, fatto di rancori, armi, social e violenza improvvisa. Un intreccio che la Procura vuole sciogliere fino in fondo, per evitare che la tragedia di Cosimo Quagliarella possa generare nuove ferite nella comunità.
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