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Cronaca
Ultim'ora | Aggiornamento su pestaggio avvenuto all'alba in piazza della Repubblica a Trani: si costituiscono i due aggressori
L'uomo aggredito si chiama Davide Bruno ed è ora in terapia intensiva ad Andria. Dietro l'assalto l'ombra della ritorsione per un servizio revocato nel locale notturno
Trani - domenica 8 novembre 2026
20.04
Si chiama Davide Bruno l'imprenditore tranese e gestore della discoteca «Aphelion» ridotto in fin di vita nel feroce pestaggio avvenuto intorno alle 5:30 di questa mattina in piazza della Repubblica, e ora ricoverato in gravissime condizioni nella terapia intensiva dell'ospedale «Bonomo» di Andria. Un'aggressione brutale consumata alle prime luci dell'alba nel cuore della città, le cui dinamiche hanno trovato una svolta investigativa nel giro di poche ore con la resa ai Carabinieri dei due presunti responsabili: dietro l'assalto si fa largo l'ombra di una ritorsione per un servizio precedentemente revocato all'interno del locale notturno.
L'agguato è scattato all'esterno di un bar della piazza, in un punto presidiato dagli impianti di videosorveglianza. Secondo le prime ricostruzioni, il 55enne sarebbe stato accerchiato e colpito con estrema violenza, finendo a terra con pesanti traumi concentrati in particolar modo al volto. Soccorso tempestivamente dai sanitari del 118, l'uomo è stato trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale «Bonomo» di Andria: attualmente si trova intubato e mantenuto in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva, con prognosi riservata, pur non versando fortunatamente in imminente pericolo di vita.
Determinanti per stringere il cerchio sono stati i rilievi immediati dei militari della Compagnia di Trani, che hanno tempestivamente acquisito i filmati delle telecamere dell'esercizio commerciale e raccolto le prime testimonianze sul posto, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Sentitisi ormai braccati dagli inquirenti, i due indagati hanno preferito presentarsi spontaneamente agli inquirenti. Sul fronte del movente, le indagini battono una pista precisa: l'ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella di una violenta ritorsione scaturita da rancori pregressi, legata all'interruzione di un incarico o di una fornitura di servizi che i due uomini avevano precedentemente svolto per conto della discoteca gestita da Bruno. L'episodio riaccende drammaticamente i riflettori sulla sicurezza urbana e sulla gestione della movida notturna.
Il nome dell'Aphelion di Trani era già finito agli onori delle cronache nel febbraio 2024, quando una rissa sfociata in una sparatoria portò al ferimento di una donna di 32 anni, di Trinitapoli, del tutto estranea ai fatti, colpita accidentalmente da un proiettile vagante. Per quell'episodio la Polizia di Stato eseguì quattro misure cautelari nei confronti dei presunti responsabili.
L'agguato è scattato all'esterno di un bar della piazza, in un punto presidiato dagli impianti di videosorveglianza. Secondo le prime ricostruzioni, il 55enne sarebbe stato accerchiato e colpito con estrema violenza, finendo a terra con pesanti traumi concentrati in particolar modo al volto. Soccorso tempestivamente dai sanitari del 118, l'uomo è stato trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale «Bonomo» di Andria: attualmente si trova intubato e mantenuto in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva, con prognosi riservata, pur non versando fortunatamente in imminente pericolo di vita.
Determinanti per stringere il cerchio sono stati i rilievi immediati dei militari della Compagnia di Trani, che hanno tempestivamente acquisito i filmati delle telecamere dell'esercizio commerciale e raccolto le prime testimonianze sul posto, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Sentitisi ormai braccati dagli inquirenti, i due indagati hanno preferito presentarsi spontaneamente agli inquirenti. Sul fronte del movente, le indagini battono una pista precisa: l'ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella di una violenta ritorsione scaturita da rancori pregressi, legata all'interruzione di un incarico o di una fornitura di servizi che i due uomini avevano precedentemente svolto per conto della discoteca gestita da Bruno. L'episodio riaccende drammaticamente i riflettori sulla sicurezza urbana e sulla gestione della movida notturna.
Il nome dell'Aphelion di Trani era già finito agli onori delle cronache nel febbraio 2024, quando una rissa sfociata in una sparatoria portò al ferimento di una donna di 32 anni, di Trinitapoli, del tutto estranea ai fatti, colpita accidentalmente da un proiettile vagante. Per quell'episodio la Polizia di Stato eseguì quattro misure cautelari nei confronti dei presunti responsabili.
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