Protesta studentesca a Trani, parla Nicola Valente, Preside del "De Sanctis": «Disagi reali, ma dalla Provincia troppi solleciti caduti nel vuoto»

Il dirigente scolastico interviene dopo il corteo del 23 ottobre: focus sulle criticità della sede storica di via Tasselgardo, i ritardi sulla succursale alla LUM e il nodo trasporti

domenica 25 ottobre 2026 07.12
A cura di Tonino Lacalamita
All'indomani della mobilitazione promossa dall'Unione degli Studenti che nella mattinata di venerdì 23 ottobre ha visto sfilare centinaia di giovani dalla Villa Comunale fino a piazza San Francesco, a fare il punto sulle rivendicazioni è il professor Nicola Valente, dirigente scolastico del Liceo "De Sanctis" di Trani. Un corteo pacifico e partecipato, nato per denunciare le carenze strutturali dell'edilizia scolastica, i disservizi nei collegamenti per i pendolari e il crescente peso economico del caro vita su libri e diritto allo studio.


«Il disagio delle famiglie è concreto, ma il posto degli studenti resta la scuola»

Accogliendo con favore la correttezza con cui si è svolta la manifestazione, il dirigente Valente ha ribadito la propria vicinanza alle difficoltà economiche che investono la comunità scolastica, senza tuttavia dimenticare la funzione prioritaria delle aule: «Già questo è importante. Ieri ho scritto una lettera aperta agli studenti e alle famiglie augurandomi che, nel caso in cui ci fosse stata una manifestazione, il rispetto dei luoghi, degli ambienti e anche dei diritti degli altri venisse messo in campo. Questa notizia mi rende felice chiaramente a metà, perché il luogo in cui i ragazzi devono stare è sempre quello della didattica e delle aule. Siamo in una situazione economica particolare: il caro vita è un problema reale che sta colpendo tante famiglie e tanti ragazzi, per cui posso comprendere il grande disagio sociale alla base di tutto ciò».

La sede centrale di via Tasselgardo: «Monumento storico ferito da vandalismi e abbandono»

Entrando nel merito delle rimostranze legate agli edifici di competenza della Provincia BAT, il dirigente scolastico non nasconde le difficoltà incontrate nel dialogo con l'ente territoriale: «L'edilizia scolastica è un problema serio. Da anni abbiamo comunicato, sollecitato e incontrato i referenti provinciali per il miglioramento delle strutture, ma purtroppo notiamo una poca attenzione o perlomeno una scarsità di fondi da parte della Provincia. La maggior parte dei nostri solleciti è finita nel vuoto». Le criticità riguardano anzitutto la sede centrale: «Abbiamo parti della nostra struttura che necessitano di urgenti interventi di messa in sicurezza, a partire dalla parte esterna del Liceo De Sanctis in via Tasselgardo, che rappresenta un monumento storico della città. Ci sono stati atti vandalici sui gradini mai riparati. Situazione analoga per la palestra del De Sanctis, che necessita di un intervento serio, oltre a tante altre piccole opere di manutenzione che attendono risposta».

Il paradosso della succursale presso la LUM: «Mancano palestre e laboratori, si ripensi la sede»

Il quadro si complica ulteriormente per quanto riguarda gli spazi distaccati di via Andria presso la LUM, dove la mancanza di locali adeguati costringe a sacrifici sul piano dell'offerta formativa: «Sulla scia delle richieste avanzate dalla dirigente che mi ha preceduto, ho richiesto le tre aule necessarie per svolgere le attività didattiche. Ad oggi alcune attività si svolgono in ambienti che erano destinati all'aula magna, a spazio palestra o a laboratorio di informatica: strutture che, non essendo nate per le scuole superiori, sono state adattate ad aule ordinarie. La promessa era quella di concedere nuovi spazi alla scuola con il trasferimento di alcuni uffici della Provincia ad Andria, ma per problemi burocratici si sta accumulando un ritardo di oltre due anni». Una situazione che, secondo Valente, impone una riflessione complessiva sulla logistica dell'istituto e sui costi a carico dell'utenza: «A mio avviso bisognerebbe ripensare alla localizzazione della nostra sede succursale. Non si può gravare tutto sulle spalle delle famiglie: quella zona non è raggiungibile pedonalmente, e questo comporta un costo ulteriore per il trasporto, sia che i genitori accompagnino i ragazzi in auto, sia che si utilizzi la circolare urbana».

«La porta della presidenza resta aperta: noi siamo al fianco degli studenti»

In vista del rientro in classe, il preside Valente lancia un messaggio distensivo e costruttivo alla componente studentesca: «Cosa dirò loro? Innanzitutto che ci sono. La mia porta è sempre aperta: abbiamo già dialogato tanto e continueremo a farlo. Proprio nei giorni scorsi ho rinnovato formalmente alla Provincia il sollecito già inviato a settembre per tutte le questioni principali. La dirigenza c'è, le famiglie sono sempre presenti anche nel Consiglio d'Istituto e come collettività continueremo a fare il massimo, intercettando anche fondi progettuali per sostenere gli studenti più fragili e garantire a tutti il diritto allo studio».

La mobilitazione degli studenti del "De Sanctis" non può essere liquidata come l'ennesimo sciopero d'inizio anno scolastico, né derubricata a fisiologica dialettica generazionale.

Dietro i cartelli e i cori di venerdì scorso c'è la fotografia impietosa di un sistema formativo pubblico lasciato scivolare nell'incuria strutturale e nell'inerzia burocratica degli enti preposti. Quando un istituto storico si trova a fare i conti con gradinate danneggiate, palestre inagibili, laboratori sacrificati per ricavare aule di fortuna e sedi distaccate difficili perfino da raggiungere senza gravare sui bilanci già provati delle famiglie, a essere compromesso non è semplicemente il decoro degli ambienti: è il diritto costituzionale allo studio nella sua espressione più elementare e sicura. Le parole del dirigente Nicola Valente testimoniano la frustrazione di una scuola che fa quadrato con i propri ragazzi, ma che da sola non può colmare il vuoto lasciato da solleciti sistematicamente ignorati e da promesse di trasferimento rimaste lettera morta per oltre due anni. L'edilizia scolastica e la dignità degli spazi educativi non sono capitoli di spesa negoziabili o voci accessorie da rinviare a tempi migliori; sono la misura esatta con cui una comunità e le sue istituzioni territoriali decidono di investire sul proprio futuro. Se la Provincia BAT e gli organi competenti continueranno a far cadere nel vuoto questo grido d'allarme, a pagare il prezzo più alto saranno i giovani, lasciati a crescere tra le crepe di edifici che dovrebbero invece rappresentare il presidio primario di cittadinanza, sicurezza e riscatto sociale.

Liceo Trani © Tonino Lacalamita
Liceo Trani © Tonino Lacalamita
Liceo Trani © Tonino Lacalamita
Liceo De Santis Trani JPG © Tonino Lacalamita
Liceo De Santis Trani JPG © Tonino Lacalamita
Liceo De Santis Trani JPG © Tonino Lacalamita
Liceo De Santis Trani JPG © Tonino Lacalamita
Liceo De Santis Trani JPG © Tonino Lacalamita