Discarica di Puro Vecchio, la linea rossa di Europa Verde: «Trani ha già pagato il suo prezzo, colmatura senza rifiuti e mai più inceneritori»

Intervista ad Anna Rossi (AVS): "Il terzo lotto va chiuso definitivamente, conferire biostabilizzato significherebbe riaprire l'impianto . Serve un tavolo tra Comune, Regione e AMIU"

giovedì 5 novembre 2026 8.32
A cura di Tonino Lacalamita
Il dibattito sul destino di contrada Puro Vecchio si trova a un passaggio importante per gli equilibri ambientali e politici di Trani, le recenti scintille in Consiglio comunale attorno alla mozione sul sito del Movimento Guarriello, respinta dalla maggioranza, le dichiarazioni programmatiche del consigliere del Partito Democratico Nicola Ventura, la replica tecnica diffusa dall'Amministratore Unico di AMIU Gaetano Nacci e la ferma levata di scudi dell'associazionismo civico e ambientalista (Oikos), compongono un mosaico complesso in cui la chiarezza diventa un imperativo categorico. Per scandagliare gli orientamenti interni alla maggioranza a sostegno del sindaco Marco Galiano, abbiamo raccolto la testimonianza di Anna Rossi, figura di riferimento di Europa Verde, già candidata e seconda dei non eletti nella lista di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) alle ultime elezioni amministrative di maggio. Il suo intervento si inserisce in una dinamica politica delicata: come convivono, all'interno della stessa coalizione di governo, le spinte verso nuove opzioni tecnologiche (come la termovalorizzazione) o transitorie (l'impiego di inerti stabilizzati) con i pilastri storici dell'ambientalismo tranese? Dalle parole di Anna Rossi emerge una posizione netta, che rivendica la memoria storica delle battaglie sul territorio, fissa paletti invalicabili sulla colmatura dell'invaso e respinge senza esitazioni le scorciatoie industriali.

Dalla rottura del 2014 alla messa in sicurezza: «La riparazione della fessurazione è imprescindibile»

La presenza e l'impegno degli ecologisti sul dossier discarica affondano le radici ben prima del sequestro e della chiusura formale avvenuta nel 2014, nel ricordare la rottura della barriera di impermeabilizzazione che portò alla contaminazione della falda, Anna Rossi traccia lo stato dell'arte e gli obiettivi inderogabili per il sito: «Il nostro interesse per la discarica affonda le sue radici prima ancora della chiusura del 2014. Avevamo sollevato l'attenzione sulle criticità del sito, che poi sono drammaticamente emerse con la rottura della membrana sulla parete del terzo lotto, causa dell'inquinamento della falda acquifera. Da allora abbiamo sempre vigilato sugli interventi di messa in sicurezza. Oggi i primi due lotti sono stati messi in sicurezza ed è in fase di completamento il terzo lotto. La posizione di Europa Verde è chiarissima: l'unico obiettivo da perseguire è la chiusura definitiva della discarica. Non esistono bacchette magiche: occorre seguire passaggi tecnici obbligati, a partire dalla riparazione di quella lacerazione sulla parete del terzo lotto che ha veicolato il percolato, proseguire con la bonifica e procedere alla colmatura fino al piano campagna».

Pozzi spia e discordanze comunicative: «Chiarezza sulle sorgenti, i valori non ci lasciano tranquilli»

Interpellata sui dati emersi dalle ultime campagne di monitoraggio delle acque sotterranee e sulle argomentazioni contenute nella nota di AMIU – che spiegava i superamenti del nichel a monte come possibile indice di contaminazioni esterne alla discarica –, l'esponente di Europa Verde mantiene un approccio fondato sulla massima cautela: «L'ingegner Nacci ha evidenziato che i superamenti oltre le soglie di legge non derivano necessariamente dalla discarica. Da non tecnici non possiamo confutarlo a priori, ma spetta a perizie terze e approfondite verificare la realtà dei fatti. È indispensabile chiarire da dove provengano queste alterazioni: se siano legate a caratteristiche naturali del suolo o a sorgenti inquinanti esterne, bisogna appurarlo senza indugi. Ci rassicura che AMIU stia ottemperando a tutte le prescrizioni tecniche dell'AIA del 2023 per mantenere il sito in sicurezza, ma questi valori non possono farci stare tranquilli. L'alterazione c'è, va individuata e rimossa». Anna Rossi interviene anche sull'apparente divergenza tra la narrazione politica (che ha sempre fatto perno sulla spaccatura strutturale dell'invaso per chiedere fondi regionali) e la replica di AMIU, che ha dichiarato che la copertura non presenta lacerazioni: «Credo si tratti di un equivoco su due elementi differenti. La membrana che riveste la parete del lotto 3 presentava una fessurazione che non risulta essere mai stata riparata. Quando Nacci afferma che non ci sono lacerazioni, si riferisce con ogni probabilità al telo impermeabile utilizzato provvisoriamente per la copertura superficiale del terzo lotto. La discordanza nasce da questo equivoco di fondo».

Il dislivello del lotto 3 e il rischio di riapertura: «Colmare sì, ma non con i rifiuti. Trani ha già dato»

Il passaggio più stringente e politicamente rilevante riguarda le modalità con cui colmare il dislivello del terzo lotto prima del capping definitivo. Di fronte all'ipotesi prospettata dall'esponente dem Nicola Ventura – che ha ventilato la possibilità di impiegare «inerti stabilizzati», ovvero la frazione di rifiuto indifferenziato biotrattato, considerandola una misura tecnica verso la chiusura –, la risposta di Europa Verde è un veto assoluto: «Serve un tavolo congiunto immediato tra Comune, Regione e AMIU che metta insieme il livello politico e quello tecnico. La politica deve dare l'indirizzo vincolante della chiusura definitiva; i tecnici devono definire fattibilità, costi e risorse necessarie. Ma su un punto non arretriamo: i materiali per colmare il terzo lotto non possono essere rifiuti. Se entrano rifiuti, quella è a tutti gli effetti una riapertura dell'impianto. Sappiamo che il Piano Regionale contempla ancora il sito di Trani tra le opzioni per lo smaltimento dei rifiuti pugliesi, ma noi diciamo con fermezza che Trani ha già dato. Abbiamo pagato un tributo pesantissimo in termini ambientali, economici e di ricadute sanitarie sulla salute pubblica. La discarica deve essere chiusa, punto».

Partecipazione, Consulta Ambientale e il no netto agli inceneritori

Sul piano della democrazia partecipativa, Anna Rossi sostiene il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei corpi intermedi, ma richiama la necessità di una maturità istituzionale che eviti le trappole del passato: «La partecipazione attiva dei cittadini è il sale della democrazia. Ho fatto parte della Consulta Ambientale: purtroppo, in passato non è mai stata messa nelle reali condizioni di funzionare ed essere incisiva, sia per mancanze amministrative sia per dinamiche interne. Il mio auspicio è che si superi ogni forma di strumentalizzazione politica. L'ambiente e la salute dei nostri figli non sono terreni di scontro elettorale o di propaganda: devono unire la comunità attorno a soluzioni condivise». Ampia, rigorosa e priva di concessioni la bocciatura dei termovalorizzatori, rilanciati nel dibattito consiliare come possibile sblocco tecnologico per il ciclo indifferenziato: «Chiamiamoli con il loro vero nome: sono inceneritori. Bruciano rifiuti, immettono fumi in atmosfera e producono, per un volume pari al 20-30% del combusto, ceneri pesanti e volatili altamente tossiche che richiedono poi discariche per rifiuti speciali e pericolosi. Non esistono impianti miracolosi a impatto zero. Inoltre, questi forni sono energivori di scarti: per funzionare richiedono flussi costanti ed enormi di rifiuti, finendo per scoraggiare e cannibalizzare la raccolta differenziata e il recupero di materia. La gerarchia europea dei rifiuti è chiarissima: prima viene la riduzione alla fonte, poi il riuso e il riciclo. L'incenerimento si colloca solo a valle e non rappresenta una soluzione sostenibile né ecologicamente né economicamente».

Il rapporto con la maggioranza Galiano: «Condividiamo le intenzioni, ma vigileremo sui fatti»

In chiusura di intervista, Anna Rossi traccia un primo bilancio dell'azione politico-amministrativa a pochi mesi dall'insediamento della giunta Galiano, ribadendo l'impegno costruttivo ma vigile di Europa Verde e AVS: «Sulle intenzioni programmatiche siamo soddisfatti perché la linea di fondo è condivisa. Per quanto riguarda la traduzione pratica degli atti, siamo solo all'inizio del cammino. La strada è complessa e i tempi di gestione di una discarica sono lunghi, ma intendiamo dare il nostro contributo propositivo affinché gli impegni presi con la città vengano rispettati fino in fondo».