Tragedia a Trani, Di Lernia: «Sulla sicurezza i Comuni non possono essere lasciati soli»
L’assessore alla Tutela, Sicurezza Urbana e Polizia Locale interviene dopo la morte del 18enne
giovedì 13 agosto 2026
11.31
La morte del giovane diciottenne avvenuta nella notte a Trani, durante una serata conviviale in strada, riaccende il tema della sicurezza e della prevenzione del disagio giovanile. Sulla vicenda interviene l'assessore alla Tutela, Sicurezza Urbana e Polizia Locale del Comune di Trani, Mino Di Lernia, che sottolinea la necessità di un maggiore impegno da parte dello Stato e di un sostegno concreto ai Comuni, chiamati quotidianamente a operare sul territorio.
"La morte di un giovane avvenuta questa notte a Trani nel corso di una serata conviviale in strada ci colpisce tutti. E fa rabbia.
La cosa migliore sarebbe il silenzio, ma i ruoli impongono delle prese di posizione. Di fronte a fatti così gravi serve dire la verità ai cittadini.
La sicurezza e il contrasto alla criminalità sono competenze esclusive dello Stato. Purtroppo oggi abbiamo un Governo che sceglie la strada della demagogia. Il "decreto Caivano" è l'esempio perfetto: tanto annuncio, zero risorse strutturali per i Comuni.
Nel mentre lo Stato, con provvedimenti come l'interrogatorio preventivo e con l'attacco alle intercettazioni, rende di fatto più difficile prevenire e arrestare.
Uno Stato che vede nemici dappertutto, non vede nella criminalità giovanile un nemico da prevenire e combattere nei fatti. E i fatti sono: investire nelle politiche giovanili, negli spazi pubblici, nel lavoro. Non solo nelle armi e negli slogan.
Chiediamo al Governo di smetterla con la propaganda e di mettere i Comuni, che sono in prima linea, nelle condizioni di fare prevenzione del disagio. Per quanto di nostra competenza: siamo preoccupati, come tutti. Ma la preoccupazione non basta per fare le cose giuste. Gli interventi vanno progettati, finanziati e resi strutturali. Come già detto più volte, il Tavolo politico sulla sicurezza sarà sistematico e non estemporaneo.
"La morte di un giovane avvenuta questa notte a Trani nel corso di una serata conviviale in strada ci colpisce tutti. E fa rabbia.
La cosa migliore sarebbe il silenzio, ma i ruoli impongono delle prese di posizione. Di fronte a fatti così gravi serve dire la verità ai cittadini.
La sicurezza e il contrasto alla criminalità sono competenze esclusive dello Stato. Purtroppo oggi abbiamo un Governo che sceglie la strada della demagogia. Il "decreto Caivano" è l'esempio perfetto: tanto annuncio, zero risorse strutturali per i Comuni.
Nel mentre lo Stato, con provvedimenti come l'interrogatorio preventivo e con l'attacco alle intercettazioni, rende di fatto più difficile prevenire e arrestare.
Uno Stato che vede nemici dappertutto, non vede nella criminalità giovanile un nemico da prevenire e combattere nei fatti. E i fatti sono: investire nelle politiche giovanili, negli spazi pubblici, nel lavoro. Non solo nelle armi e negli slogan.
Chiediamo al Governo di smetterla con la propaganda e di mettere i Comuni, che sono in prima linea, nelle condizioni di fare prevenzione del disagio. Per quanto di nostra competenza: siamo preoccupati, come tutti. Ma la preoccupazione non basta per fare le cose giuste. Gli interventi vanno progettati, finanziati e resi strutturali. Come già detto più volte, il Tavolo politico sulla sicurezza sarà sistematico e non estemporaneo.