Uno scempio dietro l'altro: l'armadio elettrico alle spalle di San Nicola il Pellegrino è vilipendio alla storia di Trani

Il Comitato Sant’Agostino: «Dopo i milioni sprecati in Piazza Gradenigo e le prescrizioni della Soprintendenza ignorate, ecco l’ennesimo oltraggio al nostro Santo Patrono nel silenzio totale dell’amministrazione comunale»

mercoledì 4 novembre 2026 7.47
A cura di LA REDAZIONE
L'indignazione a Trani ha superato il livello di guardia. L'ultima istantanea del degrado e della sconsideratezza amministrativa svetta in cima alla scalinata di via Statuti Marittimi, affacciata sul porto: un ingombrante armadio metallico bianco della pubblica illuminazione piazzato esattamente a ridosso delle spalle della statua del Santo Patrono, San Nicola il Pellegrino. Un pugno nell'occhio, documentato da fotografie impietose, che il Comitato Sant'Agostino definisce senza mezzi termini come un vero e proprio «vilipendio alla statua del Santo Patrono della Città di Trani.
A firmare la denuncia, accompagnata da esposti e trasmessa agli organi di stampa, è il presidente del comitato, dott. Giuseppe Lorusso, che traccia il bilancio fallimentare di una gestione dell'arredo urbano e dei lavori pubblici segnata da improvvisazione, silenzi istituzionali e presunte violazioni dei vincoli monumentali.

La galleria degli orrori: da Piazza Gradenigo a Piazza Plebiscito

L'installazione della cabina elettrica dietro il Santo Patrono è soltanto la punta dell'iceberg di una catena di interventi finiti nel mirino del comitato civico:

«Incentivi pagati ai tecnici, ma la Soprintendenza viene ignorata»

L'atto d'accusa del Comitato Sant'Agostino chiama in causa direttamente i vertici tecnici e politici di Palazzo di Città. Nel documento si evidenzia come i cittadini continuino a finanziare con le proprie tasse «migliaia di euro di stipendi e migliaia di euro per incentivi tecnici ai responsabili della mancata vigilanza che avrebbero dovuto controllare rigorosamente quanto si stava per concretizzare». La denuncia sottolinea inoltre un dato allarmante: diversi interventi sarebbero stati portati a compimento disattendendo «i più elementari criteri e le puntuali e inequivocabili prescrizioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di BAT e Foggia, rimaste incredibilmente disapplicate».

Il muro di gomma del Comune: «Silenzio assordante»

Di fronte agli esposti formali, il comitato lamenta una totale chiusura: una diffida per silenzio-inadempimento ha ricevuto riscontro dopo circa 50 giorni (a metà ottobre), giustificando il ritardo con generiche difficoltà feriali. «Forse nella convinzione che i 35 gradi di agosto si fossero protratti sino a ottobre», ironizza amaramente Lorusso. «L'amministrazione comunale è totalmente assente, impassibile, sorda e indifferente ai nostri esposti: un ingiustificato disinteresse ai beni, all'incolumità e alla storia della nostra città», incalza il comunicato, che punta il dito anche contro l'assuefazione e l'omertà di parte del tessuto cittadino. Il comitato assicura che la mobilitazione non si fermerà: gli atti sono stati trasmessi alle autorità competenti per chiedere la rimozione immediata dell'armadio scempio e l'accertamento di tutte le responsabilità amministrative e contabili.
All Statuti Marittimi
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Divieto di sosta abusivo
Il comunicato stampaIl comunicato stampa