Trani | Veleni e miasmi a via dei Finanzieri? Oggi il sopralluogo ispettivo al Centro di Raccolta Comunale Rifiuti
La ASL impone caldeggia lo spostamento del centro. Il Sindaco Galiano frena: «La chiusura creerebbe un danno maggiore». Ma la polemica è sulle parole dell'Ing. Nacci: «Chi ha comprato casa qui sapeva del rischio»
martedì 30 giugno 2026
21.14
Finestre serrate anche in piena estate, l'ombra tossica del percolato sull'asfalto, blatte e roditori di grosse dimensioni che assediano case e negozi. Non è la descrizione di una discarica abusiva, ma lo scenario quotidiano denunciato dai residenti di via dei Finanzieri a Trani, esasperati dalla vicinanza asfissiante del Centro Comunale di Raccolta gestito da AMIU S.p.A. La protesta, formalizzata in un durissimo esposto-denuncia collettivo indirizzato al Dipartimento di Prevenzione della ASL BT, ha innescato una miccia istituzionale. Stamane, con una mossa d'urgenza, è scattato un sopralluogo congiunto per verificare la salubrità dell'area.
Il blitz ispettivo nel cuore del quartiere
L'ispezione ha visto schierati tutti gli attori della gestione ambientale e sanitaria del territorio: i tecnici dell'ARPA Puglia, gli ispettori dell'Ufficio Igiene della ASL, la Polizia Locale e i funzionari comunali di settore, guidati dal Sindaco in pectore, il Prof. Marco Galiano. Sul fronte della società partecipata erano presenti il responsabile del centro e i rappresentanti di AMIU, ai quali si è aggiunto in seconda battuta l'amministratore unico della S.p.A., l'Ing. Gaetano Nacci. L'inchiesta sul campo ha dovuto fare i conti con un paradosso segnalato dai residenti: alle 5 del mattino, poche ore prima dell'arrivo degli ispettori, il centro è stato oggetto di una "pulizia straordinaria e velocissima". Un intervento tampone che non è bastato a nascondere le criticità strutturali di un impianto che sorge a ridosso di civili abitazioni, violando – secondo l'esposto dei cittadini – il diritto costituzionale alla salute (Art. 32).
Le voci del sopralluogo: prescrizioni, pesi politici e scaricabarile urbanistici.
I tre protagonisti del confronto istituzionale hanno offerto visioni divergenti, oscillanti tra il rigore sanitario, la mediazione politica e la difesa aziendale.
1. La linea della ASL BT: "Massima attenzione e delocalizzazione auspicabile". A guidare l'ispezione con fermezza è stata la Dott.ssa Patrizia Albrizio, Dirigente Responsabile dell'Ufficio Igiene e Sanità Pubblica. Al termine dei rilievi, la posizione della ASL è apparsa netta: il sito è sensibile e non saranno tollerati sconti gestionali.
"Il centro di raccolta di via Finanzieri, attualmente ubicato in prossimità del tessuto abitativo, sarà oggetto di costante attenzione sanitaria da parte del nostro Servizio", ha dichiarato la Dott.ssa Albrizio. "In esito al sopralluogo ci riserviamo di impartire specifiche prescrizioni igienico-sanitarie che dovranno essere puntualmente eseguite dal gestore dell'impianto e dal Comune, ciascuno per le rispettive competenze." Le prescrizioni toccheranno i punti caldi dell'esposto: "Il confinamento dei rifiuti, la prevenzione delle emissioni odorigene, la gestione dei liquidi di percolazione e la pulizia delle superfici". Ma la vera stoccata politica è la conclusione: "Non ultimo, è auspicabile la delocalizzazione del centro di raccolta in altra sede."
2. Il Sindaco Marco Galiano: "Nessuna chiusura, ma l'umido va sigillato. E i cittadini facciano la loro parte".
Il Sindaco in pectore, Prof. Marco Galiano, si trova a gestire una patata bollente ereditata dal passato: un vecchio progetto di trasferimento in via Andria (di fronte al mercato ortofrutticolo) finanziato anni fa con oltre mezzo milione di euro e mai partito. Galiano frena drasticamente sull'ipotesi di una chiusura immediata, paventando il rischio di un collasso del sistema dei rifiuti e di una conseguente stangata fiscale sui cittadini.
"Se chiudessimo l'isola ecologica, produrremmo un danno maggiore a quello che abbiamo già. Il problema non è tenere aperta o chiudere la struttura, ma fare in modo che funzioni nella maniera migliore", ha spiegato il Sindaco, annunciando la convocazione di un tavolo tecnico entro metà luglio.
Sulle cause dei miasmi, Galiano individua il collo di bottiglia nella lentezza della lavorazione della frazione organica: "Abbiamo chiesto che l'umido, laddove viene stoccato, sia inserito immediatamente in contenitori chiusi in maniera ermetica, a tenuta stagna." Il primo cittadino ha poi allargato il campo d'inchiesta, ricordando che i miasmi di Trani non dipendono solo da via dei Finanzieri ma anche dalle criticità del depuratore comunale, su cui è attiva un'interlocuzione con la Regione Puglia. Infine, Galiano ha lanciato un richiamo al dovere civico: "Il 90% dipende da municipalizzata e amministrazione, ma c'è un 10% che dipende dall'educazione dei cittadini. L'isola ecologica è alternativa al porta a porta, non si può portare qui ciò che si può conferire a domicilio. Chiederò ad AMIU di essere particolarmente severa e punire chi non rispetta le regole."
3. L'Amministratore AMIU Gaetano Nacci: "Gestione corretta. Ma chi ha comprato casa qui sapeva che c'era il centro". L'intervento dell'Ing. Gaetano Nacci, Amministratore Unico di AMIU S.p.A., sposta l'asse del dibattito sulla pianificazione urbanistica e difende l'operato dell'azienda, respingendo le accuse di mala gestione. Nacci solleva una questione di "consapevolezza" da parte dei residenti che ha subito riacceso la polemica. "Il sopralluogo ha dato evidenza della corretta gestione da parte di AMIU dei flussi", ha esordito Nacci. "Il centro comunale di raccolta è un presidio di cui la città ha bisogno. Non possiamo comunque fare a meno di notare che ci sono delle abitazioni che sono state realizzate in questa zona successivamente alla nascita del centro, e quindi nella consapevolezza dell'esistenza di un elemento che, per quanto ben mantenuto, è una passività ambientale. Chi ha acquisito all'epoca le case ne aveva consapevolezza. Oggi mi sembra difficile pensare che la collettività debba fare uno sforzo economico importante per rimuovere completamente il presidio."
Più che una chiusura, Nacci propone il raddoppio: "Una città di 55 mila abitanti ha probabilmente bisogno di due sbocchi anziché uno solo. La collocazione di un ulteriore centro in via Andria è una questione che l'amministrazione deve valutare." Sul tema dei conferimenti illeciti fuori orario ("rilasci a cancello"), l'amministratore ha chiarito i limiti di AMIU: "Non abbiamo poteri sanzionatori. Monitoriamo con le telecamere e negli ultimi due anni ho presentato personalmente 12 esposti alle forze dell'ordine. Il ciclo sanzionatorio non ci appartiene." Nacci ha infine concluso rivendicando la solidità normativa del sistema Trani, regolato da ben quattro regolamenti comunali approvati nel 2020: "Un'ottima attività, anche se ora bisognerà aggiornarli ed adeguarli all'evoluzione normativa."
I nodi irrisolti dell'inchiesta
L'ispezione d'urgenza ha cristallizzato una situazione di stallo. Se da un lato l'ASL BT si prepara a calare una scure di prescrizioni tecniche e caldeggia l'addio a via dei Finanzieri, dall'altro l'amministrazione comunale e l'azienda frenano per ragioni di sostenibilità economica e logistica.
Resta l'amarezza dei residenti del quartiere, hanno preannunciato la costituzione di un comitato di scopo, costretti a subire una "passività ambientale" in nome di una pianificazione urbanistica del passato che oggi mostra tutte le sue crepe. Il test decisivo avverrà nei prossimi giorni: con l'avvio di lavori interni al centro, il flusso dei rifiuti sarà ridotto. Sarà la prova del nove per capire se l'aria irrespirabile di Trani sia figlia esclusiva di via dei Finanzieri o se i veleni arrivino da un depuratore che attende, anch'esso, risposte definitive.
Il blitz ispettivo nel cuore del quartiere
L'ispezione ha visto schierati tutti gli attori della gestione ambientale e sanitaria del territorio: i tecnici dell'ARPA Puglia, gli ispettori dell'Ufficio Igiene della ASL, la Polizia Locale e i funzionari comunali di settore, guidati dal Sindaco in pectore, il Prof. Marco Galiano. Sul fronte della società partecipata erano presenti il responsabile del centro e i rappresentanti di AMIU, ai quali si è aggiunto in seconda battuta l'amministratore unico della S.p.A., l'Ing. Gaetano Nacci. L'inchiesta sul campo ha dovuto fare i conti con un paradosso segnalato dai residenti: alle 5 del mattino, poche ore prima dell'arrivo degli ispettori, il centro è stato oggetto di una "pulizia straordinaria e velocissima". Un intervento tampone che non è bastato a nascondere le criticità strutturali di un impianto che sorge a ridosso di civili abitazioni, violando – secondo l'esposto dei cittadini – il diritto costituzionale alla salute (Art. 32).
Le voci del sopralluogo: prescrizioni, pesi politici e scaricabarile urbanistici.
I tre protagonisti del confronto istituzionale hanno offerto visioni divergenti, oscillanti tra il rigore sanitario, la mediazione politica e la difesa aziendale.
1. La linea della ASL BT: "Massima attenzione e delocalizzazione auspicabile". A guidare l'ispezione con fermezza è stata la Dott.ssa Patrizia Albrizio, Dirigente Responsabile dell'Ufficio Igiene e Sanità Pubblica. Al termine dei rilievi, la posizione della ASL è apparsa netta: il sito è sensibile e non saranno tollerati sconti gestionali.
"Il centro di raccolta di via Finanzieri, attualmente ubicato in prossimità del tessuto abitativo, sarà oggetto di costante attenzione sanitaria da parte del nostro Servizio", ha dichiarato la Dott.ssa Albrizio. "In esito al sopralluogo ci riserviamo di impartire specifiche prescrizioni igienico-sanitarie che dovranno essere puntualmente eseguite dal gestore dell'impianto e dal Comune, ciascuno per le rispettive competenze." Le prescrizioni toccheranno i punti caldi dell'esposto: "Il confinamento dei rifiuti, la prevenzione delle emissioni odorigene, la gestione dei liquidi di percolazione e la pulizia delle superfici". Ma la vera stoccata politica è la conclusione: "Non ultimo, è auspicabile la delocalizzazione del centro di raccolta in altra sede."
2. Il Sindaco Marco Galiano: "Nessuna chiusura, ma l'umido va sigillato. E i cittadini facciano la loro parte".
Il Sindaco in pectore, Prof. Marco Galiano, si trova a gestire una patata bollente ereditata dal passato: un vecchio progetto di trasferimento in via Andria (di fronte al mercato ortofrutticolo) finanziato anni fa con oltre mezzo milione di euro e mai partito. Galiano frena drasticamente sull'ipotesi di una chiusura immediata, paventando il rischio di un collasso del sistema dei rifiuti e di una conseguente stangata fiscale sui cittadini.
"Se chiudessimo l'isola ecologica, produrremmo un danno maggiore a quello che abbiamo già. Il problema non è tenere aperta o chiudere la struttura, ma fare in modo che funzioni nella maniera migliore", ha spiegato il Sindaco, annunciando la convocazione di un tavolo tecnico entro metà luglio.
Sulle cause dei miasmi, Galiano individua il collo di bottiglia nella lentezza della lavorazione della frazione organica: "Abbiamo chiesto che l'umido, laddove viene stoccato, sia inserito immediatamente in contenitori chiusi in maniera ermetica, a tenuta stagna." Il primo cittadino ha poi allargato il campo d'inchiesta, ricordando che i miasmi di Trani non dipendono solo da via dei Finanzieri ma anche dalle criticità del depuratore comunale, su cui è attiva un'interlocuzione con la Regione Puglia. Infine, Galiano ha lanciato un richiamo al dovere civico: "Il 90% dipende da municipalizzata e amministrazione, ma c'è un 10% che dipende dall'educazione dei cittadini. L'isola ecologica è alternativa al porta a porta, non si può portare qui ciò che si può conferire a domicilio. Chiederò ad AMIU di essere particolarmente severa e punire chi non rispetta le regole."
3. L'Amministratore AMIU Gaetano Nacci: "Gestione corretta. Ma chi ha comprato casa qui sapeva che c'era il centro". L'intervento dell'Ing. Gaetano Nacci, Amministratore Unico di AMIU S.p.A., sposta l'asse del dibattito sulla pianificazione urbanistica e difende l'operato dell'azienda, respingendo le accuse di mala gestione. Nacci solleva una questione di "consapevolezza" da parte dei residenti che ha subito riacceso la polemica. "Il sopralluogo ha dato evidenza della corretta gestione da parte di AMIU dei flussi", ha esordito Nacci. "Il centro comunale di raccolta è un presidio di cui la città ha bisogno. Non possiamo comunque fare a meno di notare che ci sono delle abitazioni che sono state realizzate in questa zona successivamente alla nascita del centro, e quindi nella consapevolezza dell'esistenza di un elemento che, per quanto ben mantenuto, è una passività ambientale. Chi ha acquisito all'epoca le case ne aveva consapevolezza. Oggi mi sembra difficile pensare che la collettività debba fare uno sforzo economico importante per rimuovere completamente il presidio."
Più che una chiusura, Nacci propone il raddoppio: "Una città di 55 mila abitanti ha probabilmente bisogno di due sbocchi anziché uno solo. La collocazione di un ulteriore centro in via Andria è una questione che l'amministrazione deve valutare." Sul tema dei conferimenti illeciti fuori orario ("rilasci a cancello"), l'amministratore ha chiarito i limiti di AMIU: "Non abbiamo poteri sanzionatori. Monitoriamo con le telecamere e negli ultimi due anni ho presentato personalmente 12 esposti alle forze dell'ordine. Il ciclo sanzionatorio non ci appartiene." Nacci ha infine concluso rivendicando la solidità normativa del sistema Trani, regolato da ben quattro regolamenti comunali approvati nel 2020: "Un'ottima attività, anche se ora bisognerà aggiornarli ed adeguarli all'evoluzione normativa."
I nodi irrisolti dell'inchiesta
L'ispezione d'urgenza ha cristallizzato una situazione di stallo. Se da un lato l'ASL BT si prepara a calare una scure di prescrizioni tecniche e caldeggia l'addio a via dei Finanzieri, dall'altro l'amministrazione comunale e l'azienda frenano per ragioni di sostenibilità economica e logistica.
Resta l'amarezza dei residenti del quartiere, hanno preannunciato la costituzione di un comitato di scopo, costretti a subire una "passività ambientale" in nome di una pianificazione urbanistica del passato che oggi mostra tutte le sue crepe. Il test decisivo avverrà nei prossimi giorni: con l'avvio di lavori interni al centro, il flusso dei rifiuti sarà ridotto. Sarà la prova del nove per capire se l'aria irrespirabile di Trani sia figlia esclusiva di via dei Finanzieri o se i veleni arrivino da un depuratore che attende, anch'esso, risposte definitive.