Videosorveglianza a Trani, corsa contro il tempo per non perdere i fondi: esclusa la ditta uscente, dieci giorni per le offerte

Il Comune approva la graduatoria rideterminata dopo l'annullamento in autotutela: cinque operatori invitati alla gara del 1° lotto, con termine fissato al 13 novembre per rispettare la scadenza ministeriale del 30 dicembre

sabato 7 novembre 2026 12.35
A cura di Tonino Lacalamita
Il tema della sicurezza urbana e del controllo del territorio a Trani non è soltanto una priorità sentita dalla cittadinanza, costretta spesso a fare i conti con microcriminalità, furti e atti vandalici nelle vie periferiche e centrali , ma rappresenta anche un severo banco di prova per l'efficienza della macchina burocratica di Palazzo di Città. Quando in gioco ci sono finanziamenti statali vincolati a scadenze perentorie di rendicontazione, ogni intoppo procedurale o ritardo amministrativo rischia di tramutarsi in una beffa per l'intera comunità. È in questo delicato equilibrio tra rigore normativo e urgenza operativa che si inserisce l'iter per il nuovo apparato di telecamere cittadine.

Una procedura a tappe forzate

La procedura a tappe forzate passata attraverso l'annullamento in autotutela di precedenti atti e l'applicazione del principio di rotazione per estromettere il contraente uscente, con l'obiettivo improrogabile di cantierizzare le opere prima della fine dell'anno. Con la determinazione dirigenziale n. 1597 del 3 novembre 2026, a firma del dirigente della Polizia Locale, Sicurezza e Mobilità Urbana Leonardo Cuocci Martorano, il Comune di Trani ha approvato la graduatoria rideterminata e l'elenco riservato dei cinque operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l'affidamento del primo lotto funzionale del sistema di videosorveglianza urbana (CUP C71B24000420005 - CIG BD3303B886). L'appalto, finanziato con decreto del Ministero dell'Interno del 21 ottobre 2022, ha registrato nelle scorse settimane una complessa vicenda amministrativa.
All'indagine di mercato avviata il 1° ottobre 2026 avevano risposto dodici operatori economici, tuttavia, dopo una prima approvazione della lista degli invitati avvenuta il 23 ottobre, l'ente ha dovuto revocare d'ufficio gli atti con la determinazione n. 1563 del 29 ottobre: nell'elenco figurava infatti la ditta uscente, esclusa in applicazione dell'art. 49 del Codice dei Contratti Pubblici sul divieto di riaffidamento consecutivo, assieme ad altre due candidature prive dei requisiti minimi di partecipazione. Il documento allegato (la determinazione dirigenziale n. 1597 del 3.11.2026) non esplicita direttamente nel testo la cifra esatta, rimandando alla determinazione a contrarre originaria (n. 1417 del 1° ottobre 2026) e agli atti di gara. ma in base ai dati ufficiali della procedura di gara registrata su piattaforma telematica e BDNCP/ANAC con codice CUP C71B24000420005 e CIG BD3303B886:

I tempi ora sono stretti

Verificata e confermata la documentazione probatoria dei primi cinque classificati della graduatoria rimodulata, la stazione appaltante ha impresso un'accelerazione decisiva alla gara, comprimendo a soli dieci giorni il termine per la presentazione delle offerte (fissato alle ore 23:59 del 13 novembre 2026, con apertura delle buste telematiche il 16 novembre alle 9:30). Una riduzione rispetto ai quindici giorni inizialmente stimati che Palazzo di Città ha motivato formalmente con ragioni di oggettiva urgenza: il termine essenziale di ultimazione dell'appalto è fissato al 30 dicembre 2026, pena la perdita del finanziamento ministeriale per la mancata rendicontazione, a fronte di una durata contrattuale stimata in 60 giorni dalla consegna (pur riducibile fino a 15 giorni in sede di offerta). Per espressa previsione di legge (art. 35 del d.lgs. 36/2023), l'elenco delle cinque ditte ammesse e invitate rimane segretato per tutelare la parità di gara e sarà reso noto soltanto all'esito dell'aggiudicazione.

La clessidra, adesso, corre inesorabile. Con la scadenza del 30 dicembre che incombe come una spada di Damocle sul finanziamento del Viminale, l'amministrazione non può permettersi ulteriori passi falsi o contenziosi. La sicurezza della città e la copertura degli "angoli ciechi" del territorio passano attraverso questo primo lotto di videosorveglianza: un banco di prova dove la trasparenza degli atti e la rapidità esecutiva determineranno se Trani potrà finalmente contare sui suoi nuovi «occhi digitali» o se l'occasione sfumerà nelle secche della burocrazia.

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