Soccer Trani, a tutto Di Lauro: tra mercato, aspettative, abbonamenti e il primo incontro con Pace

“L’obiettivo chiaro è portare questa società in Serie D entro il 2029, ma dobbiamo affrontare questo campionato con l’umiltà di una matricola”

giovedì 30 luglio 2026 14.04
A cura di Pietro Di Gregorio
Sono passati poco più di 70 giorni dalla prima e storica trasferta internazionale nella storia calcistica del Trani, ma adesso è già tempo di preparare e prepararsi al prossimo, imminente ed avvincente campionato di Eccellenza. Tra calciomercato, aspettative, campagna abbonamenti e molto altro, è intervenuto ai nostri microfoni Ignazio Di Lauro, vice-presidente della società biancazzurra.

Dopo un campionato di Promozione anonimo, una Promozione stravinta (con Coppa Italia Dilettanti) e dunque una stagione indimenticabile, adesso la Soccer Trani è finalmente tornata in Eccellenza. Tu hai vissuto le ultime due annate: che percorso è stato? Ed immagino sia solo l'inizio…

È stato un percorso costruito passo dopo passo. Sicuramente la scorsa stagione è stata quella della consacrazione, ma per me è stata fondamentale anche quella precedente, anche se all'esterno può sembrare la meno significativa. È stato l'anno in cui mi sono innamorato di questo progetto. Il fatto di avere meno pressioni ci ha permesso di sbagliare con più serenità. Abbiamo imparato tantissimo: ogni errore ci ha aiutato a capire come strutturarci meglio, come organizzare la società e soprattutto dove volevamo arrivare. Quelle fondamenta sono state decisive per tutto quello che è successo dopo. In quel periodo abbiamo anche iniziato a raccontare la nostra visione a imprenditori e professionisti, dentro e fuori Trani. Non parlavamo di una semplice squadra di calcio, ma di un progetto capace di creare valore per la città. È stato proprio quel racconto a permetterci di coinvolgere tante persone che oggi fanno parte di questo percorso. Il ritorno in Eccellenza è un traguardo importante, ma lo viviamo come una tappa. Fin dall'inizio abbiamo immaginato un percorso pluriennale e stiamo cercando di costruirlo un tassello alla volta, senza fare il passo più lungo della gamba.

Tra i vari interlocutori c'è stato Luciano Pace. Raccontaci il primo incontro con lui

Ho conosciuto Luciano nei primi mesi del 2025. È stato uno di quegli incontri in cui, dopo pochi minuti, hai la sensazione di parlare la stessa lingua. Ci siamo trovati subito sui valori, sull'ambizione e soprattutto sull'idea che prima di costruire una squadra bisognasse costruire una società. Poi abbiamo scoperto anche una coincidenza curiosa: siamo nati entrambi il 5 aprile, lui nel 1982 e io nel 1984. Ci scherziamo spesso, ma quella sintonia è stata davvero immediata. In quell'occasione gli presentai quello che avevo chiamato "D29": un progetto con una visione chiara di dove avremmo voluto portare la Soccer Trani nei quattro anni successivi. Non era un piano per vincere un campionato, ma un percorso per costruire una società solida e sostenibile. Oggi siamo ancora all'inizio di quel cammino, ma credo che la direzione sia esattamente quella che avevamo immaginato quel giorno.

È partita la campagna abbonamenti. Come sta andando? Qual è il vostro obiettivo?

La campagna abbonamenti è partita molto bene e siamo quasi a 500 abbonamenti sottoscritti. Adesso, come è normale, il ritmo si è un po' assestato, ma siamo solo all'inizio e mi aspetto ancora una risposta importante da parte della città. Quello che mi auguro è di vedere sempre più tifosi scegliere di abbonarsi, perché per noi l'abbonamento non rappresenta semplicemente uno sconto sul prezzo dei biglietti. L'abbonamento è un gesto di fiducia. È il modo con cui la città ci dice: "Crediamo in quello che state costruendo e vogliamo esserne parte." Per una società è un segnale fondamentale, perché significa sentire la vicinanza dei propri tifosi ancora prima che inizi il campionato.

In società avete deciso di confermare gran parte dell'organigramma, senza inserire figure come il direttore sportivo. Come mai questa scelta?

In realtà quest'anno ci siamo strutturati ancora meglio. Abbiamo definito con maggiore chiarezza gli ambiti di responsabilità e organizzato la società in modo più efficiente. Detto questo, quando si crea un gruppo dirigenziale affiatato, che lavora bene e ottiene risultati, credo abbia poco senso cambiare solo per il gusto di farlo. Abbiamo scelto di dare continuità a un modello che nella scorsa stagione ha dimostrato di funzionare. Dal punto di vista sportivo, questo assetto ci permette di valorizzare al massimo le competenze del nostro mister Fabio Moscelli, del presidente Luciano Pace e del direttore generale Leo Scaringi. Naturalmente il nostro è un progetto in continua crescita. Siamo convinti che, salendo di categoria e aumentando la complessità della società, arriverà anche il momento di inserire nuove figure professionali, come il direttore sportivo. Ma oggi riteniamo che questa sia la struttura più adatta per continuare il nostro percorso.

Si prospetta un campionato di Eccellenza molto competitivo. Quali sono gli obiettivi della Soccer Trani?

Dobbiamo affrontare questo campionato con l'umiltà di una matricola. Sappiamo che l'Eccellenza è una categoria molto competitiva e che il livello sarà completamente diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati nella scorsa stagione. Abbiamo cambiato tanto e costruito una rosa importante, ma sappiamo anche che servirà tempo per trovare i giusti equilibri. Non possiamo aspettarci di rivivere fin da subito i risultati dello scorso anno, perché questo sarà un campionato molto più duro, con tante società che hanno investito molto e costruito organici di grande qualità. Detto questo, il nostro DNA è quello di una società ambiziosa. Entreremo in campo per giocarcela con tutti, senza porci limiti ma anche senza perdere di vista la realtà. L'obiettivo chiaro è portare questa società in Serie D entro il 2029. Se riuscissimo ad anticipare quel percorso, ovviamente saremmo tutti felici. Ma quello che conta davvero è continuare a crescere ogni anno, consolidando la società dentro e fuori dal campo.

Si attendono gli ultimi colpi di mercato. Dobbiamo aspettarci ancora giocatori di alto livello oppure cercate semplicemente gli ultimi tasselli per completare la rosa?

Siamo convinti di aver allestito un'ottima rosa. Nei prossimi giorni si uniranno al gruppo ancora due o tre elementi, ma non stiamo cercando il nome a tutti i costi o il colpo che faccia parlare. Cerchiamo i profili giusti per il nostro progetto tecnico e per l'idea di calcio del mister. Per noi è molto più importante trovare giocatori che si integrino nel gruppo e condividano i nostri valori, piuttosto che inseguire il nome più altisonante. Da questo punto di vista siamo molto orgogliosi di quello che è successo la scorsa stagione. Credo che siano pochissime le squadre, anche a livelli superiori, che riescono a chiudere un'intera stagione senza fare nemmeno un'operazione di mercato a gennaio, né in entrata né in uscita. Per noi quello è stato il segnale che il lavoro fatto in estate era stato di qualità. Significa che avevamo scelto gli uomini giusti, prima ancora che i calciatori giusti. Anche quest'anno cercheremo di seguire la stessa filosofia: costruire una squadra che possa crescere insieme durante tutta la stagione, senza dover rincorrere soluzioni a campionato in corso.