Casa Circondariale di Trani | Oltre le mura: competenze digitali per ricominciare
Quando la tecnologia diventa un varco e la formazione un gesto di fiducia
martedì 1 settembre 2026
7.20
Nella Casa circondariale di Trani, dove le giornate scorrono scandite da routine rigide e silenzi che pesano, è arrivato qualcosa di diverso, non un semplice progetto, ma un varco: un modo nuovo di immaginare il futuro. Si chiama «Oltre le mura: competenze digitali per ricominciare», e porta con sé l'idea – semplice e radicale – che anche dentro un carcere si possa ricostruire. Il programma, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale nell'ambito del Bando Fuoriclasse (389.355,80 euro), nasce con un obiettivo che non ha bisogno di retorica: trasformare la detenzione in un'occasione concreta di crescita personale e professionale. Non un premio, non un privilegio: un investimento sulla persona, sulla comunità, sul domani.
Per diciotto mesi, cento detenuti entreranno in aule che non somigliano a quelle della scuola tradizionale, ma che ne recuperano lo spirito: la possibilità di imparare, di sbagliare, di migliorare, ogni edizione prevede 170 ore di formazione, un tempo lungo abbastanza da lasciare tracce. Le lezioni spaziano dall'alfabetizzazione informatica al cloud computing, dalla sicurezza informatica all'intelligenza artificiale. Accanto alle competenze tecniche, ci sono quelle più difficili da misurare: comunicazione, gestione delle emozioni, lavoro di squadra. Le competenze che servono per vivere, non solo per lavorare. Alla fine del percorso, una certificazione internazionale – ECDL o EIPASS – e un'indennità di 3,50 euro per ogni ora frequentata. Ma il valore vero non è nei numeri: è nella possibilità di sentirsi capaci, riconosciuti, considerati.
Il progetto è uno dei 26 selezionati a livello nazionale, e non si ferma alle mura del carcere. Prevede la creazione di un hub territoriale per il reinserimento, un ponte tra la formazione e il mondo reale. Cooperative, imprese, enti del terzo settore: una rete che si impegna a non lasciare soli coloro che, un giorno, varcheranno di nuovo la soglia verso la città. Il raccordo con l'Ufficio di esecuzione penale esterna garantisce che il percorso non sia solo teorico, ma orientato a opportunità concrete.
Una comunità che si assume la responsabilità
A guidare il progetto è Ifor PMI Prometeo Puglia ETS, insieme a Node, Confcooperative Bari-BAT, Terre Solidali e alla stessa Casa circondariale di Trani. Una squadra che dimostra che il reinserimento non è un compito delegato, ma una responsabilità condivisa. In un tempo in cui il carcere viene spesso raccontato solo attraverso cronache e numeri, questo progetto restituisce una narrazione diversa: quella di una comunità che sceglie di credere nella possibilità del cambiamento. Non è un'illusione. È un lavoro. È un investimento. È la convinzione che, per ricominciare, servono strumenti. E qualcuno disposto a offrirli.
Per diciotto mesi, cento detenuti entreranno in aule che non somigliano a quelle della scuola tradizionale, ma che ne recuperano lo spirito: la possibilità di imparare, di sbagliare, di migliorare, ogni edizione prevede 170 ore di formazione, un tempo lungo abbastanza da lasciare tracce. Le lezioni spaziano dall'alfabetizzazione informatica al cloud computing, dalla sicurezza informatica all'intelligenza artificiale. Accanto alle competenze tecniche, ci sono quelle più difficili da misurare: comunicazione, gestione delle emozioni, lavoro di squadra. Le competenze che servono per vivere, non solo per lavorare. Alla fine del percorso, una certificazione internazionale – ECDL o EIPASS – e un'indennità di 3,50 euro per ogni ora frequentata. Ma il valore vero non è nei numeri: è nella possibilità di sentirsi capaci, riconosciuti, considerati.
Il progetto è uno dei 26 selezionati a livello nazionale, e non si ferma alle mura del carcere. Prevede la creazione di un hub territoriale per il reinserimento, un ponte tra la formazione e il mondo reale. Cooperative, imprese, enti del terzo settore: una rete che si impegna a non lasciare soli coloro che, un giorno, varcheranno di nuovo la soglia verso la città. Il raccordo con l'Ufficio di esecuzione penale esterna garantisce che il percorso non sia solo teorico, ma orientato a opportunità concrete.
Una comunità che si assume la responsabilità
A guidare il progetto è Ifor PMI Prometeo Puglia ETS, insieme a Node, Confcooperative Bari-BAT, Terre Solidali e alla stessa Casa circondariale di Trani. Una squadra che dimostra che il reinserimento non è un compito delegato, ma una responsabilità condivisa. In un tempo in cui il carcere viene spesso raccontato solo attraverso cronache e numeri, questo progetto restituisce una narrazione diversa: quella di una comunità che sceglie di credere nella possibilità del cambiamento. Non è un'illusione. È un lavoro. È un investimento. È la convinzione che, per ricominciare, servono strumenti. E qualcuno disposto a offrirli.