«In Giunta Comunale ci siamo assunti una responsabilità enorme per non bloccare Trani» lo dichiara Nico Di Pinto

L’assessore difende la raffica di atti d'urgenza presieduta dal V.Tommaso Laurora, mentre il sindaco resta dimissionario fino al 15 ottobre

domenica 11 ottobre 2026 0.22
A cura di Tonino Lacalamita
L'assessore Nicola Di Pinto difende la raffica di atti d'urgenza: verde in sicurezza, 3 milioni salvati per il secondo Palazzetto e adeguamenti contrattuali: «Pronti a difenderci alla Corte dei Conti».
In uno dei passaggi più incandescenti e complessi della storia amministrativa tranese, con le dimissioni del sindaco Marco Galiano ancora pienamente efficaci e pendenti verso il termine ultimo di legge del 15 ottobre, la Giunta comunale sceglie di tirare dritto per scongiurare il collasso gestionale dell'ente. A rivendicare con determinazione la raffica di delibere d'urgenza approvate nell'ultima tumultuosa seduta dell'esecutivo è l'assessore Nico Di Pinto, che traccia un bilancio politico e programmatico delle decisioni assunte, spazzando via ogni dubbio su legittimità e operatività degli atti. Un passaggio istituzionale avvenuto in un contesto politico a dir poco surreale: alla riunione di Giunta, infatti, non ha preso parte il primo cittadino Marco Galiano, che ha formalizzato la propria assenza per impedimento delegando la presidenza dei lavori al vicesindaco Tommaso Laurora, una mossa che ha consentito all'esecutivo di operare formalmente nel rispetto delle procedure, ma che rifletteva già plasticamente la distanza tra il sindaco dimissionario e il resto della compagine municipale.

Lo scudo della responsabilità: «Pronti alla Corte dei Conti»

A blindare la legittimità delle decisioni assunte sono stati i pareri preventivi della Ragioneria e il presidio del Segretario Generale. Tuttavia, sul piano politico, nelle dichiarazioni rilasciate Di Pinto definisce l'operazione senza mezzi termini una «mostruosa presa in carico di responsabilità»: «Non siamo tecnici catapultati per caso, siamo politici eletti che ci mettono la faccia e la firma. Se domani un eventuale commissario prefettizio dovesse ritenere di non ratificare questi atti, noi assessori siamo pronti ad andare alla Corte dei Conti a difendere ciò che abbiamo fatto. Perché qui non si è speso un solo euro per feste o passerelle: abbiamo messo in sicurezza servizi essenziali per i cittadini e salvato investimenti milionari che altrimenti Trani avrebbe perso per sempre».

I provvedimenti: verde pubblico e 3 milioni salvati per il Palazzetto

Nel merito dei dossier licenziati, l'esecutivo ha dato priorità alle urgenze indifferibili:

La faglia politica: dopo la seduta arriva l'addio di Puglia Popolare

Se dal punto di vista burocratico la Giunta guidata dal vicesindaco Tommaso Laurora ha provato a mettere in sicurezza la città, il quadro politico è andato definitivamente in frantumi pochi istanti dopo la chiusura del verbale deliberativo. A sancire il corto circuito è stato il movimento Puglia Popolare: a margine dei lavori, il leader Carlo Laurora e l'assessora Donata Di Meo hanno annunciato ufficialmente il passaggio all'opposizione e la contestuale restituzione di tutte le deleghe assessorili nelle mani del sindaco Galiano. L'attivismo della Giunta si trova così stretto tra due fuochi: da un lato la corsa contro il tempo del sindaco, che ha ancora a disposizione i giorni fino al 15 ottobre per decidere se confermare o revocare le dimissioni del 25 settembre; dall'altro, lo sgretolamento numerico e politico di una maggioranza che, proprio mentre rivendica di aver salvato milioni di euro per Trani, perde pezzi determinanti per strada ed entra ufficialmente in una crisi senza ritorno.
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