Frantoi in crisi, l'allarme delle associazioni: «A rischio il ritiro delle olive della nuova campagna»
Depositi saturi, giacenze invendute e mancanza di liquidità mettono in difficoltà il comparto
sabato 1 agosto 2026
Il rischio concreto che numerosi frantoi non siano nelle condizioni di ritirare le olive e l'olio della prossima campagna olearia. È l'allarme lanciato dalle principali associazioni nazionali e territoriali dei frantoiani, che hanno sottoscritto e inviato alle istituzioni un documento unitario sulla grave crisi del comparto olivicolo-oleario.
La saturazione dei depositi, ancora occupati dalle giacenze invendute della scorsa stagione, e la mancanza di liquidità stanno mettendo in difficoltà le imprese di trasformazione. L'immobilizzo dei capitali nel prodotto stoccato rischia, infatti, di impedire ai frantoi di acquistare e pagare la nuova produzione nei termini previsti dalla normativa.
La crisi nasce anche dal forte squilibrio registrato durante l'ultima campagna: i frantoiani hanno acquistato la materia prima a prezzi particolarmente elevati, mentre le successive quotazioni di mercato sono scese al di sotto dei costi sostenuti. Le imprese si trovano così costrette a scegliere tra mantenere l'olio nei depositi o venderlo subendo rilevanti perdite economiche.
La crisi nasce anche dal forte squilibrio registrato durante l'ultima campagna: i frantoiani hanno acquistato la materia prima a prezzi particolarmente elevati, mentre le successive quotazioni di mercato sono scese al di sotto dei costi sostenuti. Le imprese si trovano così costrette a scegliere tra mantenere l'olio nei depositi o venderlo subendo rilevanti perdite economiche.
A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono l'aumento dei costi dell'energia, della logistica e dei trasporti, oltre agli oneri legati alla movimentazione e alla gestione delle sanse e delle acque di vegetazione.
"Il rischio è concreto: senza spazio nei depositi e senza liquidità, molti frantoi potrebbero non essere nelle condizioni di ritirare e pagare le olive della prossima campagna", dichiara Alberto Amoroso, presidente di AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari - Non è una crisi che riguarda soltanto le imprese di trasformazione. Se i frantoi si fermano, gli olivicoltori restano senza uno sbocco per il raccolto e viene messa in pericolo la tenuta dell'intera filiera olivicola italiana. Per questo è necessario intervenire adesso, prima dell'avvio della nuova campagna".
Le associazioni denunciano inoltre il mancato coinvolgimento dei frantoiani nei principali momenti di confronto istituzionale, a partire dal Tavolo Olio convocato dal Ministero dell'Agricoltura il 14 luglio scorso, al quale non hanno partecipato le rappresentanze delle imprese, cooperative e industriali di trasformazione. Una situazione riscontrata anche a livello regionale, nei tavoli dedicati ai prossimi interventi e bandi per il settore.
Le associazioni denunciano inoltre il mancato coinvolgimento dei frantoiani nei principali momenti di confronto istituzionale, a partire dal Tavolo Olio convocato dal Ministero dell'Agricoltura il 14 luglio scorso, al quale non hanno partecipato le rappresentanze delle imprese, cooperative e industriali di trasformazione. Una situazione riscontrata anche a livello regionale, nei tavoli dedicati ai prossimi interventi e bandi per il settore.
Le organizzazioni firmatarie chiedono pertanto la convocazione immediata di un tavolo di crisi alla presenza del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e degli assessori regionali competenti, per individuare soluzioni capaci di scongiurare il blocco dei ritiri e tutelare la stabilità economica delle imprese.