Intervista esclusiva a Marco Galiano | La lezione di responsabilità del Sindaco sulla tragedia di Trani: «Nessun alibi, lo so che servono fatti e risorse, mi impegno per questo»
Oltre la retorica dell'emergenza e lo sciacallaggio politico: il primo cittadino rifiuta le risposte di facciata, esige investimenti sulla sanità e chiama gli adulti a una presa di coscienza sul dramma giovanile
venerdì 14 agosto 2026
18.21
Ci sono momenti in cui un'amministrazione cittadina è chiamata a scegliere tra due strade: imboccare la via comoda delle rassicurazioni formali, sventolando ordinanze di facciata e scaricando colpe nel mucchio, oppure guardare in faccia la realtà con il rigore, la franchezza e la dignità che una vita spezzata impone. All'indomani dell'omicidio del diciottenne Cosimo Quagliarella nella pinetina di via Andria, il minorenne da oggi è in carcere al "Fornelli" di Bari, le dichiarazioni rilasciate, in esclusiva a TraniViva, dal Sindaco Marco Galiano tracciano una linea netta. Nessun cedimento alle risposte d'impatto pensate per la pancia della piazza, nessuna concessione alla demagogia di chi invoca una camionetta dei militari ad ogni angolo di strada, la posizione del primo cittadino è forte, lucida e priva di alibi: Trani non ha bisogno di psicoterapie di gruppo o di militarizzazioni impossibili, ma di investimenti seri, servizi all'altezza e una profonda inversione di rotta culturale.
La verità sulle Forze dell'Ordine: smontato il bluff della «città abbandonata». L'analisi di Galiano va dritta al punto e sgombra il campo dalla propaganda: sostenere che la tragedia sia figlia di una totale assenza di presidi nella notte del delitto è una falsità smentita dai fatti. Il territorio era fortemente presidiato da Carabinieri e Polizia, ma la violenza estemporanea, alimentata da futili motivi e ruggini personali, non si arresta trasformando una città in una caserma a cielo aperto : «Io sono fortemente convinto che quanto accaduto due notti fa nella nostra città non solo ci abbia scosso, ma ci abbia riportato a delle riflessioni che io ritengo debbano essere pesanti per ognuno di noi», evidenzia il Sindaco. «Io in questo momento non sono più un educatore, sono il sindaco di una città e devo dare delle risposte che siano istituzionali e amministrative». « E' improponibile, ma soprattutto non è possibile immaginare un territorio totalmente presidiato h24. Non abbiamo proprio le forze per poter fare una cosa di questo genere. Io ho dichiarato, dopo averne avuto contezza da chi svolge questo servizio, che il territorio nella nottata dell'altro ieri era fortemente presidiato».
Chiedere di più allo Stato non significa fare lo scaricabarile, ma pretendere che un co-capoluogo di provincia sia dotato degli organici che gli spettano di diritto, da qui l'annuncio di un imminente vertice operativo con la Prefettura per riorganizzare la presenza della Polizia Locale e delle forze territoriali dimostra che l'Amministrazione non si tira indietro: «Avremo delle prime importantissime interlocuzioni nel tentativo di modificare l'assetto della presenza delle forze dell'ordine e della Polizia Locale sul territorio. È qualcosa che avevamo già in cantiere: l'emergenza non la crea, ma la rende sempre più urgente».
Il nodo Sanità e Soccorsi: Trani esige rispetto come capoluogo. C'è un passaggio dell'intervento del primo cittadino che pesa come un macigno e che tocca la ferita più aperta della comunità: il sistema dei soccorsi e della sanità territoriale. Il tragico calvario del giovane Quagliarella — trasportato dapprima alla postazione fissa locale e poi d'urgenza a Bisceglie, mentre la viabilità ordinaria sconta i rallentamenti dei cantieri di Ponte Lama — ha riproposto l'inaccettabile carenza di un vero presidio d'emergenza a Trani. Galiano lo dice senza mezzi termini: Trani è capoluogo di provincia e non può più tollerare deficit strutturali: «Bisogna sottolineare che ci sia bisogno in questa città di servizi all'altezza. Siamo una città capoluogo di provincia e abbiamo bisogno di investimenti seri. Penso alla sanità, e su questo ci siamo già attivati, non ieri ma da giorni. È importante comunicare questo alla città».
La responsabilità degli adulti e la sfida educativa. Il punto di maggiore forza dell'analisi di Galiano risiede tuttavia nell'affondo etico e pedagogico rivolto alla comunità. È facile puntare il dito contro i giovani e la loro aggressività; è drammaticamente più difficile riconoscere che quella violenza è il riflesso speculare del linguaggio che gli adulti usano ogni giorno nei dibattiti, sui social, nella vita pubblica: «Il presidio di sicurezza è formato dalle persone che si impadroniscono dei propri territori e lo fanno nel rispetto delle leggi, delle regole del buon senso e del bene comune. Ma c'è anche da supportare le famiglie nella gestione dei rapporti con i loro figli: dobbiamo creare occasioni per imparare a interpretare i linguaggi. I ragazzi parlano un linguaggio completamente differente dal nostro, anche se i bisogni restano i medesimi». «Ancora ieri io continuavo a riscontrare comportamenti, atteggiamenti e un linguaggio aggressivo e violento da parte degli adulti, non da parte dei ragazzi. Se neanche questo ci mette in discussione, significa che siamo in una situazione davvero di difficoltà. Non è dal presidio del territorio:, ma dalle coscienze delle persone che bisogna cominciare a intervenire».
Una chiamata al riscatto: oltre la paura, la maturità di una comunità. Di fronte a un dramma che segna la storia recente della città, Trani si trova davanti a un bivio morale e politico. Si può cedere alla tentazione della scorciatoia populista — invocando ronde, militarizzazioni impossibili e alimentando quella spirale di rancore che vive di speculazione elettorale — oppure si può avere il coraggio di seguire la rotta tracciata dal Sindaco Marco Galiano. La sua, crediamo, non è una resa, ma l'atto d'accusa più lucido e intransigente verso un mondo adulto che pretende di giudicare i giovani senza saperli ascoltare e verso un sistema che nega a un capoluogo di provincia le risorse sanitarie e di sicurezza che le spettano: «Non credo che il lavoro di un sindaco sia quello di fare lo psicoterapeuta di una città. Il mio compito è creare le condizioni: lavoreremo in maniera complessa e sinergica tra i vari aspetti con i Servizi Sociali e la Pubblica Sicurezza. Dobbiamo dirci finalmente che non siamo capaci tutti di rispondere alle esigenze delle giovani generazioni. Il problema non sono soltanto loro: siamo anche noi , lo voglio ribadire, che non padroneggiamo il linguaggio per parlare con loro».
La sicurezza reale non è uno slogan da urlare sui social per raccogliere consenso facile, né si edifica con la sterile illusione di una camionetta a ogni incrocio. Si costruisce pretendendo con forza servizi sanitari ed d'emergenza dignitosi, garantendo un presidio coordinato del territorio e, soprattutto, restituendo agli adulti il dovere morale di essere un modello. Il messaggio di Galiano va dritto al cuore della città: «...è tempo di fermare la caccia al colpevole di comodo e di assumersi, insieme e senza alibi, la responsabilità del futuro». Le parole del Sindaco tracciano la strada da percorrere insieme.
La verità sulle Forze dell'Ordine: smontato il bluff della «città abbandonata». L'analisi di Galiano va dritta al punto e sgombra il campo dalla propaganda: sostenere che la tragedia sia figlia di una totale assenza di presidi nella notte del delitto è una falsità smentita dai fatti. Il territorio era fortemente presidiato da Carabinieri e Polizia, ma la violenza estemporanea, alimentata da futili motivi e ruggini personali, non si arresta trasformando una città in una caserma a cielo aperto : «Io sono fortemente convinto che quanto accaduto due notti fa nella nostra città non solo ci abbia scosso, ma ci abbia riportato a delle riflessioni che io ritengo debbano essere pesanti per ognuno di noi», evidenzia il Sindaco. «Io in questo momento non sono più un educatore, sono il sindaco di una città e devo dare delle risposte che siano istituzionali e amministrative». « E' improponibile, ma soprattutto non è possibile immaginare un territorio totalmente presidiato h24. Non abbiamo proprio le forze per poter fare una cosa di questo genere. Io ho dichiarato, dopo averne avuto contezza da chi svolge questo servizio, che il territorio nella nottata dell'altro ieri era fortemente presidiato».
Chiedere di più allo Stato non significa fare lo scaricabarile, ma pretendere che un co-capoluogo di provincia sia dotato degli organici che gli spettano di diritto, da qui l'annuncio di un imminente vertice operativo con la Prefettura per riorganizzare la presenza della Polizia Locale e delle forze territoriali dimostra che l'Amministrazione non si tira indietro: «Avremo delle prime importantissime interlocuzioni nel tentativo di modificare l'assetto della presenza delle forze dell'ordine e della Polizia Locale sul territorio. È qualcosa che avevamo già in cantiere: l'emergenza non la crea, ma la rende sempre più urgente».
Il nodo Sanità e Soccorsi: Trani esige rispetto come capoluogo. C'è un passaggio dell'intervento del primo cittadino che pesa come un macigno e che tocca la ferita più aperta della comunità: il sistema dei soccorsi e della sanità territoriale. Il tragico calvario del giovane Quagliarella — trasportato dapprima alla postazione fissa locale e poi d'urgenza a Bisceglie, mentre la viabilità ordinaria sconta i rallentamenti dei cantieri di Ponte Lama — ha riproposto l'inaccettabile carenza di un vero presidio d'emergenza a Trani. Galiano lo dice senza mezzi termini: Trani è capoluogo di provincia e non può più tollerare deficit strutturali: «Bisogna sottolineare che ci sia bisogno in questa città di servizi all'altezza. Siamo una città capoluogo di provincia e abbiamo bisogno di investimenti seri. Penso alla sanità, e su questo ci siamo già attivati, non ieri ma da giorni. È importante comunicare questo alla città».
La responsabilità degli adulti e la sfida educativa. Il punto di maggiore forza dell'analisi di Galiano risiede tuttavia nell'affondo etico e pedagogico rivolto alla comunità. È facile puntare il dito contro i giovani e la loro aggressività; è drammaticamente più difficile riconoscere che quella violenza è il riflesso speculare del linguaggio che gli adulti usano ogni giorno nei dibattiti, sui social, nella vita pubblica: «Il presidio di sicurezza è formato dalle persone che si impadroniscono dei propri territori e lo fanno nel rispetto delle leggi, delle regole del buon senso e del bene comune. Ma c'è anche da supportare le famiglie nella gestione dei rapporti con i loro figli: dobbiamo creare occasioni per imparare a interpretare i linguaggi. I ragazzi parlano un linguaggio completamente differente dal nostro, anche se i bisogni restano i medesimi». «Ancora ieri io continuavo a riscontrare comportamenti, atteggiamenti e un linguaggio aggressivo e violento da parte degli adulti, non da parte dei ragazzi. Se neanche questo ci mette in discussione, significa che siamo in una situazione davvero di difficoltà. Non è dal presidio del territorio:, ma dalle coscienze delle persone che bisogna cominciare a intervenire».
Una chiamata al riscatto: oltre la paura, la maturità di una comunità. Di fronte a un dramma che segna la storia recente della città, Trani si trova davanti a un bivio morale e politico. Si può cedere alla tentazione della scorciatoia populista — invocando ronde, militarizzazioni impossibili e alimentando quella spirale di rancore che vive di speculazione elettorale — oppure si può avere il coraggio di seguire la rotta tracciata dal Sindaco Marco Galiano. La sua, crediamo, non è una resa, ma l'atto d'accusa più lucido e intransigente verso un mondo adulto che pretende di giudicare i giovani senza saperli ascoltare e verso un sistema che nega a un capoluogo di provincia le risorse sanitarie e di sicurezza che le spettano: «Non credo che il lavoro di un sindaco sia quello di fare lo psicoterapeuta di una città. Il mio compito è creare le condizioni: lavoreremo in maniera complessa e sinergica tra i vari aspetti con i Servizi Sociali e la Pubblica Sicurezza. Dobbiamo dirci finalmente che non siamo capaci tutti di rispondere alle esigenze delle giovani generazioni. Il problema non sono soltanto loro: siamo anche noi , lo voglio ribadire, che non padroneggiamo il linguaggio per parlare con loro».
La sicurezza reale non è uno slogan da urlare sui social per raccogliere consenso facile, né si edifica con la sterile illusione di una camionetta a ogni incrocio. Si costruisce pretendendo con forza servizi sanitari ed d'emergenza dignitosi, garantendo un presidio coordinato del territorio e, soprattutto, restituendo agli adulti il dovere morale di essere un modello. Il messaggio di Galiano va dritto al cuore della città: «...è tempo di fermare la caccia al colpevole di comodo e di assumersi, insieme e senza alibi, la responsabilità del futuro». Le parole del Sindaco tracciano la strada da percorrere insieme.