
Cronaca
Omicidio a Trani, il 17enne trasferito al carcere minorile Fornelli di Bari
Il giovane è accusato dell'omicidio di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto dopo essere stato raggiunto da tre fendenti
Trani - venerdì 14 agosto 2026
12.00
È stato trasferito nel carcere minorile Fornelli di Bari il 17enne di Trani accusato dell'omicidio di Cosimo Quagliarella, il 18enne originario di Andria morto dopo essere stato accoltellato nella notte tra il 12 e il 13 agosto, al culmine di una violenta lite tra giovani a Trani.
Il minorenne, che si era presentato spontaneamente in caserma accompagnato dal proprio legale, Enrico Alvisi, ha ammesso di aver colpito il 18enne, sostenendo tuttavia di non aver avuto intenzione di ucciderlo e di aver reagito a un'aggressione. La sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria minorile e l'accusa contestata è quella di omicidio volontario.
Secondo quanto finora ricostruito, lo scontro sarebbe avvenuto in piazza Papa Giovanni XXIII, dove si trovavano due gruppi di ragazzi. Nel corso della colluttazione Quagliarella sarebbe stato raggiunto da tre fendenti alla schiena. Soccorso e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Bisceglie, il giovane è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate.
Restano ancora diversi aspetti della dinamica da chiarire. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione le fasi dello scontro e il ruolo avuto dai diversi giovani presenti, anche attraverso le testimonianze e gli elementi raccolti nelle ore successive al delitto.
Nel frattempo, la famiglia della vittima si è affidata all'avvocato Francesco Di Marzio, che ne curerà gli interessi nell'ambito del procedimento.
Un passaggio importante per l'inchiesta sarà rappresentato dall'esame autoptico, che sarà eseguito dal dottor Biagio Solarino e che potrà fornire ulteriori elementi sulle cause e sulle modalità del decesso, oltre a contribuire alla ricostruzione medico-legale dell'aggressione.
Sono ancora numerosi gli interrogativi sulla violenza esplosa quella notte e sulle circostanze che hanno trasformato una lite tra giovani in una tragedia.
Il minorenne, che si era presentato spontaneamente in caserma accompagnato dal proprio legale, Enrico Alvisi, ha ammesso di aver colpito il 18enne, sostenendo tuttavia di non aver avuto intenzione di ucciderlo e di aver reagito a un'aggressione. La sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria minorile e l'accusa contestata è quella di omicidio volontario.
Secondo quanto finora ricostruito, lo scontro sarebbe avvenuto in piazza Papa Giovanni XXIII, dove si trovavano due gruppi di ragazzi. Nel corso della colluttazione Quagliarella sarebbe stato raggiunto da tre fendenti alla schiena. Soccorso e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Bisceglie, il giovane è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate.
Restano ancora diversi aspetti della dinamica da chiarire. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione le fasi dello scontro e il ruolo avuto dai diversi giovani presenti, anche attraverso le testimonianze e gli elementi raccolti nelle ore successive al delitto.
Nel frattempo, la famiglia della vittima si è affidata all'avvocato Francesco Di Marzio, che ne curerà gli interessi nell'ambito del procedimento.
Un passaggio importante per l'inchiesta sarà rappresentato dall'esame autoptico, che sarà eseguito dal dottor Biagio Solarino e che potrà fornire ulteriori elementi sulle cause e sulle modalità del decesso, oltre a contribuire alla ricostruzione medico-legale dell'aggressione.
Sono ancora numerosi gli interrogativi sulla violenza esplosa quella notte e sulle circostanze che hanno trasformato una lite tra giovani in una tragedia.

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