Quando il sacro si scontra con il profano: in vico San Martino cartelli contro la spazzatura abbandonata sotto il quadro della Madonna
Due cartelli di protesta sono apparsi sotto al quadro della Madonna posto sotto l’arco di via san Martino a Trani dopo il ritrovamento di sacchi della spazzatura
domenica 30 agosto 2026
0.18
Non è passata inosservata la presenza di rifiuti abbandonati nei pressi di un piccolo luogo di devozione nel centro storico di Trani, in particolare in vico san Martino, sotto l'arco che precede il museo sinagoga Sant'Anna, che ospita un quadro raffigurante una Madonna. A denunciare pubblicamente quanto accaduto sono comparsi due cartelli scritti a mano, affissi proprio nelle vicinanze del quadro della Madonna, con parole che esprimono tutta l'indignazione di chi considera quello spazio non soltanto un angolo del paese, ma un luogo sacro da rispettare.
Il messaggio più diretto campeggia su un cartello bianco, scritto a caratteri grandi: «Vergogna a depositare l'immondizia dove c'è il quadro della Madonna». Una frase breve e inequivocabile, che richiama al rispetto del luogo e alla sensibilità religiosa della comunità.
Ancora più articolato è il secondo messaggio, nel quale l'autore invita chiunque abbia lasciato i propri rifiuti a riflettere sul significato del luogo: «sei in un luogo sacro, non lasciare qui il tuo sporco», si legge nelle prime righe. Un richiamo che poi si allarga dal rispetto per il luogo a quello, più generale, per l'ambiente: «Il pianeta Terra non ci appartiene, è stato dato in prestito, rispettalo». Alla fine del cartello vi è anche la firma di un fantomatico "Capo indiano" ad ammonire l'incivile di turno.
Queste semplici ma incisive parole trasformano una protesta per l'abbandono dell'immondizia in una riflessione più ampia sul senso di responsabilità individuale. Il messaggio, infatti, sembra rivolgersi direttamente a chi ha scelto di depositare i propri rifiuti proprio lì, ricordando come il rispetto degli spazi comuni debba andare di pari passo con quello per i luoghi considerati sacri dalla comunità.
La vicenda riporta così l'attenzione su un problema purtroppo ricorrente nella città e, in particolare, nel centro storico: l'abbandono indiscriminato dei rifiuti.
Quei due semplici fogli di carta, con la loro scrittura a mano e il tono accorato, sono diventati dunque una sorta di denuncia pubblica, affidata non alle istituzioni ma direttamente alla coscienza di chi attraversa quella strada. Il termine scelto per aprire il secondo cartello – «Vergogna» – restituisce con immediatezza il sentimento di chi ha voluto prendere posizione.
Una richiesta, in fondo, semplice: rispettare il luogo, la città e non trasformare uno spazio dedicato alla devozione in una discarica improvvisata.
Il messaggio più diretto campeggia su un cartello bianco, scritto a caratteri grandi: «Vergogna a depositare l'immondizia dove c'è il quadro della Madonna». Una frase breve e inequivocabile, che richiama al rispetto del luogo e alla sensibilità religiosa della comunità.
Ancora più articolato è il secondo messaggio, nel quale l'autore invita chiunque abbia lasciato i propri rifiuti a riflettere sul significato del luogo: «sei in un luogo sacro, non lasciare qui il tuo sporco», si legge nelle prime righe. Un richiamo che poi si allarga dal rispetto per il luogo a quello, più generale, per l'ambiente: «Il pianeta Terra non ci appartiene, è stato dato in prestito, rispettalo». Alla fine del cartello vi è anche la firma di un fantomatico "Capo indiano" ad ammonire l'incivile di turno.
Queste semplici ma incisive parole trasformano una protesta per l'abbandono dell'immondizia in una riflessione più ampia sul senso di responsabilità individuale. Il messaggio, infatti, sembra rivolgersi direttamente a chi ha scelto di depositare i propri rifiuti proprio lì, ricordando come il rispetto degli spazi comuni debba andare di pari passo con quello per i luoghi considerati sacri dalla comunità.
La vicenda riporta così l'attenzione su un problema purtroppo ricorrente nella città e, in particolare, nel centro storico: l'abbandono indiscriminato dei rifiuti.
Quei due semplici fogli di carta, con la loro scrittura a mano e il tono accorato, sono diventati dunque una sorta di denuncia pubblica, affidata non alle istituzioni ma direttamente alla coscienza di chi attraversa quella strada. Il termine scelto per aprire il secondo cartello – «Vergogna» – restituisce con immediatezza il sentimento di chi ha voluto prendere posizione.
Una richiesta, in fondo, semplice: rispettare il luogo, la città e non trasformare uno spazio dedicato alla devozione in una discarica improvvisata.