Sanità nella BAT, Galiano c’è: il Sindaco riprende in mano il dossier di Trani nel primo vertice con il DG Di Bello
Il Primo Cittadino riprende in mano il dossier sanità: la presenza strategica al tavolo con i vertici Asl per blindare i servizi della comunità prima della pausa estiva
giovedì 23 luglio 2026
Nessuna novità eclatante, o quantomeno alcune già ampiamente note, ma le dichiarazioni del nuovo Direttore Generale dell'Asl Bt, Alessandro Di Bello, sul futuro dell'ospedale "Vittorio Emanuele II" di Bisceglie non chiudono alcuna ipotesi, lasciando aperti scenari che tengono con il fiato sospeso l'intero territorio. Nella mattinata di mercoledì 22 luglio, ad Andria, si è tenuto il primo incontro ufficiale tra i sindaci della Bat e il neo-manager Di Bello, su convocazione della "padrona di casa" Giovanna Bruno.
Un appuntamento importante per fare il punto sui nuovi presidi ospedalieri previsti e sulle strutture attuali, ma che ha registrato un dato politico clamoroso: lo spaccamento del fronte dei primi cittadini, con l'assenza di ben 5 sindaci su 10. A guidare la delegazione dei sindaci presenti, accanto ad Angelantonio Angarano (Bisceglie), Giovanna Bruno (Andria), Michele Lamacchia (San Ferdinando) e Massimiliano Bevilacqua (Minervino), c'era il Sindaco di Trani, Marco Galiano, una presenza pesante e strategica: il capo della giunta tranese ha infatti deciso di riprendere in mano personalmente il dossier sanità della Città di Trani, presenziando al tavolo per marcare il territorio e blindare i servizi essenziali a tutela della propria comunità prima della pausa estiva.
L'ombra dei tagli e le preoccupazioni per la comunità tranese
Mentre per il "Bonomo" di Andria il DG Di Bello ha confermato la tesi della futura sostituzione con il nosocomio che sorgerà in contrada Macchia di Rose, per il "Vittorio Emanuele II" di Bisceglie il manager ha frenato: «Ad oggi, non ci sono notizie in tal senso. Quando ci sarà l'ospedale del nord barese si penserà». Tuttavia, Di Bello non ha nascosto le nubi che si addensano sui bilanci, lanciando un avvertimento che gela i territori: «Immagino, ovviamente, che non potremo sostenere i costi di tenere aperte strutture doppie». È proprio davanti a questa prospettiva di futuri accorpamenti o ridimensionamenti strutturali che il passo di Galiano assume una forte valenza politica. La comunità di Trani, che ha già subito in passato una profonda riorganizzazione della propria rete assistenziale, dipende strettamente dal vicino ospedale di Bisceglie per la gestione delle emergenze e delle acuzie. Con un Ospedale del Nord Barese (al confine con Molfetta) ancora sulla carta e con tempi di gara non noti, indebolire Bisceglie significherebbe esporre i cittadini tranesi a un gravissimo deficit di prossimità sanitaria. Di qui la scelta del Sindaco di riaprire con forza il tavolo delle trattative istituzionali.
Il fronte dei Sindaci si spacca, ma Trani presidia il tavolo
Se Trani ha risposto "presente" per difendere il diritto alla salute della cittadinanza, a fare notizia è il vuoto lasciato da metà dei sindaci della provincia. Mancavano all'appello Canosa, Spinazzola, Trinitapoli e Margherita di Savoia (rappresentata dal presidente della Provincia Bernardo Lodispoto). Assente eccellente anche Barletta con Mino Cannito, sempre più in contrasto con la sindaca andriese Bruno; Cannito ha preferito non presentarsi, rimandando il confronto alla prossima Conferenza dei Sindaci ufficiale, che spetta proprio a lui convocare.
Dal canto suo, Giovanna Bruno ha difeso la scelta di anticipare i tempi prima della pausa estiva, considerando che il DG Di Bello si è insediato già da un mese: «Era giusto darci delle coordinate cooperative di lavoro. Con la nuova direzione generale è giusto che i sindaci prendano anche la misura comportamentale. Il direttore generale ha manifestato immediatamente disponibilità, ben consapevole di quanto i sindaci siano davvero i destinatari delle istanze che passano poi dalle scelte della direzione generale». Per Trani, la mossa di Galiano segna un cambio di passo: il dossier sanità è ufficialmente riaperto e la guardia resterà altissima nei prossimi mesi: PTA, casa di Comunità e presidio 118 le priorità.
Un appuntamento importante per fare il punto sui nuovi presidi ospedalieri previsti e sulle strutture attuali, ma che ha registrato un dato politico clamoroso: lo spaccamento del fronte dei primi cittadini, con l'assenza di ben 5 sindaci su 10. A guidare la delegazione dei sindaci presenti, accanto ad Angelantonio Angarano (Bisceglie), Giovanna Bruno (Andria), Michele Lamacchia (San Ferdinando) e Massimiliano Bevilacqua (Minervino), c'era il Sindaco di Trani, Marco Galiano, una presenza pesante e strategica: il capo della giunta tranese ha infatti deciso di riprendere in mano personalmente il dossier sanità della Città di Trani, presenziando al tavolo per marcare il territorio e blindare i servizi essenziali a tutela della propria comunità prima della pausa estiva.
L'ombra dei tagli e le preoccupazioni per la comunità tranese
Mentre per il "Bonomo" di Andria il DG Di Bello ha confermato la tesi della futura sostituzione con il nosocomio che sorgerà in contrada Macchia di Rose, per il "Vittorio Emanuele II" di Bisceglie il manager ha frenato: «Ad oggi, non ci sono notizie in tal senso. Quando ci sarà l'ospedale del nord barese si penserà». Tuttavia, Di Bello non ha nascosto le nubi che si addensano sui bilanci, lanciando un avvertimento che gela i territori: «Immagino, ovviamente, che non potremo sostenere i costi di tenere aperte strutture doppie». È proprio davanti a questa prospettiva di futuri accorpamenti o ridimensionamenti strutturali che il passo di Galiano assume una forte valenza politica. La comunità di Trani, che ha già subito in passato una profonda riorganizzazione della propria rete assistenziale, dipende strettamente dal vicino ospedale di Bisceglie per la gestione delle emergenze e delle acuzie. Con un Ospedale del Nord Barese (al confine con Molfetta) ancora sulla carta e con tempi di gara non noti, indebolire Bisceglie significherebbe esporre i cittadini tranesi a un gravissimo deficit di prossimità sanitaria. Di qui la scelta del Sindaco di riaprire con forza il tavolo delle trattative istituzionali.
Il fronte dei Sindaci si spacca, ma Trani presidia il tavolo
Se Trani ha risposto "presente" per difendere il diritto alla salute della cittadinanza, a fare notizia è il vuoto lasciato da metà dei sindaci della provincia. Mancavano all'appello Canosa, Spinazzola, Trinitapoli e Margherita di Savoia (rappresentata dal presidente della Provincia Bernardo Lodispoto). Assente eccellente anche Barletta con Mino Cannito, sempre più in contrasto con la sindaca andriese Bruno; Cannito ha preferito non presentarsi, rimandando il confronto alla prossima Conferenza dei Sindaci ufficiale, che spetta proprio a lui convocare.
Dal canto suo, Giovanna Bruno ha difeso la scelta di anticipare i tempi prima della pausa estiva, considerando che il DG Di Bello si è insediato già da un mese: «Era giusto darci delle coordinate cooperative di lavoro. Con la nuova direzione generale è giusto che i sindaci prendano anche la misura comportamentale. Il direttore generale ha manifestato immediatamente disponibilità, ben consapevole di quanto i sindaci siano davvero i destinatari delle istanze che passano poi dalle scelte della direzione generale». Per Trani, la mossa di Galiano segna un cambio di passo: il dossier sanità è ufficialmente riaperto e la guardia resterà altissima nei prossimi mesi: PTA, casa di Comunità e presidio 118 le priorità.