Scuola Trani, dimensionamento e polemiche sui numeri. La dirigente del «De Amicis»: "Basta sterili guerre sulle iscrizioni"

"I dati del sovradimensionamento non sono reali: il piano tutela la città e libera mezzo milione per le nostre strutture"

sabato 12 settembre 2026 17.33
A cura di Tonino Lacalamita
La riorganizzazione della rete scolastica a Trani è tornata al centro di un confronto acceso che coinvolge l'Amministrazione comunale, i dirigenti scolastici, le famiglie e le rappresentanze sindacali. Sullo sfondo c'è il piano di dimensionamento per l'anno scolastico 2027/2028, redatto in conformità alle direttive della Regione Puglia (DGR n. 1108 del 4 agosto 2026), chiamate a salvaguardare gli organici (dirigenti, docenti e personale ATA) a fronte della costante denatalità che interessa l'intero Paese. Il nodo focale dell'intervento proposto dal Comune riguarda la transizione dai tradizionali circoli didattici e scuole medie a un assetto basato su Istituti Comprensivi distribuiti nei quartieri. Nel dettaglio, il piano prevede:

Per chiarire i dettagli della riunione istituzionale tenuta dal Sindaco Marco Galiano lo 4 settembre 2026 e replicare punto su punto alle perplessità sollevate sui dati numerici e sull'offerta didattica, la dirigente scolastica del 1° Circolo "De Amicis", Prof.ssa Paola Valeria Gasbarro ha voluto rilasciare na intervista


L'INTERVISTA

  1. Il tema caldo del momento è l'istituzione del nuovo istituto comprensivo attraverso l'unione tra il «De Amicis» e il plesso «Rocca». Nonostante le riunioni promosse dal sindaco abbiano registrato una convergenza tecnica e politica quasi unanime tra i dirigenti, il percorso ha subito dei rallentamenti a causa delle recenti contestazioni. Cosa è accaduto esattamente «Lo scorso 4 settembre il sindaco e l'assessore hanno convocato un tavolo a cui hanno preso parte le rappresentanze sindacali e il provveditore dell'Ambito Territoriale BAT. In quell'occasione tutti i presenti si sono detti sostanzialmente d'accordo con la linea illustrata. Successivamente ci siamo riuniti noi dirigenti scolastici: dopo l'esposizione del piano di razionalizzazione, quattro istituti su cinque hanno espresso un parere nettamente positivo. I referenti della scuola media "Baldassarre", osservando la mappa cittadina mostrata dall'assessore, hanno fatto notare come i diversi plessi apparissero finora distribuiti a "macchia di leopardo" e hanno concordato sull'urgenza di superare tale frammentazione. La dirigente del 2° Circolo "Petronelli" e il collega del 4° Circolo "Beltrani" hanno definito il piano "razionale" e "positivo". Io stessa ho espresso piena condivisione, supportata da dati tecnici sull'andamento demografico e sulle iscrizioni. Era presente anche il collega Farina, dirigente del CPIA (Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti), il quale ha sottolineato un fatto eloquente: operando in tutti e dieci i comuni della BAT, ha rilevato come soltanto a Trani sopravviva una suddivisione così caotica, con plessi di istituti diversi incastrati nello stesso quartiere. In tutte le altre città vicine il modello dei comprensivi su base territoriale è già una realtà collaudata».
  2. Qual è l'obiettivo urbanistico e pedagogico di questo nuovo assetto? «Questo piano ridisegna la presenza scolastica garantendo a ogni singolo quartiere un'offerta formativa completa, che accoglie il bambino dall'asilo nido o dall'infanzia, lo accompagna alla primaria e lo porta fino al compimento della secondaria di primo grado, senza sradicarlo dal proprio contesto di vita. Avremo un polo a sud, un istituto comprensivo nel centro cittadino (il De Amicis-Rocca), l'I.C. Bovio-Palumbo-D'Annunzio nell'area nord verso via Andria e il circolo Petronelli verso via Barletta. Non è un'operazione ritagliata su misura per una singola scuola, ma un disegno organico per tutta Trani».
  3. La memoria tecnico-politica presentata dall'I.C. «Rocca-Bovio-Palumbo - D'Annunzio» e ripresa dalla CISL Scuola contesta con fermezza i numeri: si sostiene che l'accorpamento violerebbe le linee guida regionali creando un maxi-istituto da 1.269 alunni, ben oltre la soglia limite dei 1.200 iscritti. Come risponde a questo rilievo? «Rispondo dicendo che i numeri diffusi a mezzo stampa e inseriti in quel documento semplicemente non corrispondono alla realtà odierna, e ancor meno corrisponderanno a quella del futuro prossimo. Oggi il Circolo "De Amicis" non conta le cifre dichiarate, bensì 969 iscritti. Ma soprattutto, questo istituto comprensivo vedrà la luce a settembre 2027: da qui a dodici mesi i dati saranno sensibilmente inferiori a causa dell'uscita di numerose classi quinte che non saranno rimpiazzate da altrettanti ingressi nelle prime. L'assessore ci ha mostrato statistiche sulla natalità cittadina che definire allarmanti è poco: quest'anno sono nati appena 186 bambini; se consideriamo che nelle sezioni d'infanzia cittadine ci siamo divisi circa 330-340 iscritti su quattro scuole, significa che fra tre anni il bacino sarà dimezzato».
  4. E per quanto riguarda la consistenza numerica del plesso «Rocca»? «Anche su quel dato regna un'evidente discrepanza. Nella riunione del 4 settembre, alla domanda diretta posta dalla dirigenza della "Petronelli" su quanti fossero gli alunni della Rocca, è stato risposto testualmente: "duecento". Ho chiesto che venisse verbalizzato. Già tre anni fa si parlava prima di 350 alunni, poi di 300 deliberati dal Consiglio d'Istituto, mentre dai nostri riscontri erano 219. Se la questione sono i numeri, facciamo una cosa molto semplice all'insegna della trasparenza: invito il dirigente del comprensivo, la presidente del consiglio d'istituto, il sindaco, l'assessore, i consiglieri comunali e la segretaria della CISL a venire al De Amicis il giorno di inizio delle lezioni. Stampiamo i registri elettronici, entriamo nelle classi e contiamo i bambini seduti ai banchi. Poi andiamo insieme alla Rocca e facciamo la medesima operazione. La verità è che sommando 200 alunni della Rocca ai 969 del De Amicis si ottiene un totale di 1.169, ampiamente al di sotto del tetto di 1.200. Agitare lo spettro del sovradimensionamento per il 2027 è sollevare un falso problema: tra calo demografico e trend reale, nessuna scuola supererà quel limite».
  5. C'è però chi teme che, privando l'attuale I.C. «Rocca-Bovio-Palumbo - D'Annunzio» di 200 alunni, quell'istituto rischi a medio termine il sottodimensionamento. «I fatti dicono esattamente il contrario. L'unica realtà scolastica cittadina che in questo anno scolastico è cresciuta in controtendenza, guadagnando 55 iscrizioni e aprendo di colpo due nuove sezioni a tempo prolungato con mensa alla scuola media, è proprio il plesso "Bovio". Con il nuovo piano, il plesso di via Stendardi confluirà nella Bovio, dando vita a una struttura completa comprensiva di asilo nido comunale interno, infanzia, primaria e secondaria di primo grado con mensa. È un polo formativo che attrae sempre più utenza in un quartiere popoloso e vitale. Non rischia affatto di svuotarsi».
  6. Un altro punto focale della contestazione riguarda l'indirizzo musicale: l'I.C. «Rocca-Bovio» sostiene che separare la Rocca significherebbe compromettere la continuità didattica di un corso regolato dal D.M. 176/2022, la cui attività è distribuita in modo trasversale su entrambi i plessi. «Sul piano normativo le regole ministeriali sono chiare: i percorsi a indirizzo musicale prevedono classi o sezioni dedicate, dove gli allievi svolgono la didattica ordinaria al mattino e lo studio dello strumento nelle ore pomeridiane. Se la normativa viene applicata rigorosamente nell'ambito della sezione specifica, non vi è alcuna compromissione. Se poi all'interno di quell'istituto si sono adottate scelte organizzative differenti distribuendo gli allievi tra plessi distinti, appartiene alla loro gestione interna; ma non si può addurre la presenza dell'indirizzo musicale come impedimento a una razionalizzazione urbanistica dell'intera rete cittadina».
  7. Il sindaco Marco Gagliano vanta una lunga carriera nella scuola, prima da docente, poi da sindacalista di rilievo e dirigente scolastico. Ritiene che questo bagaglio professionale stia incidendo sull'impostazione della delibera? «Certamente. Il sindaco conosce a fondo le dinamiche scolastiche, le questioni contrattuali e la gestione degli uffici. Si può dissentire politicamente su una scelta sanitaria o urbanistica, ma contestare con superficialità un piano scolastico elaborato da chi ha dedicato l'intera vita alla scuola è ingeneroso. Mi ha sorpreso, peraltro, la posizione della CISL: sorge il dubbio se si stia tutelando l'interesse generale della comunità scolastica tranese o la posizione di un singolo. A fine riunione il sindaco ci ha illustrato la sua visione: istituire incontri periodici bimestrali tra tutti i presidi per elaborare, per la prima volta a Trani, un curricolo verticale cittadino condiviso, ad esempio sull'insegnamento della storia locale. Questo dimostra una visione culturale, non burocratica».
  8. Nel piano si fa riferimento anche a un cospicuo risvolto economico: il superamento dei fitti passivi. «È un aspetto determinante che non può essere ignorato. Con questa manovra il Comune smetterà di pagare gli affitti passivi per gli immobili privati o religiosi, a partire dai locali di via Stendardi e dal plesso San Paolo. Si tratta di un risparmio quantificato in circa 150.000 euro all'anno, che in un triennio equivale a quasi mezzo milione di euro. Il sindaco e l'amministrazione hanno assunto l'impegno formale di vincolare per intero queste risorse alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri plessi scolastici. Come dirigenti, di fronte all'opportunità di investire 500 mila euro per la messa in sicurezza e l'ammodernamento delle nostre aule, dovremmo accogliere questa svolta con favore, anziché alimentare contese di campanile».
  9. Qual è il suo auspicio per la conclusione di questa vicenda? «L'auspicio è che prevalga la razionalità e si superi una volta per tutte la deleteria "guerra delle iscrizioni" che ha logorato i rapporti tra le scuole negli ultimi quindici anni. In questa riorganizzazione nessuno perde la propria titolarità, nessuno subisce decurtazioni stipendiali o tagli di cattedra. Io stessa, con dispiacere sul piano affettivo, cedo il plesso San Paolo per il bene della razionalizzazione.Guardiamo in faccia la realtà: la natalità è ai minimi storici. Se questo piano dovesse saltare per logiche corporative, torneremo a contenderci i singoli bambini quartiere per quartiere. Istituire comprensivi territoriali stabili è l'unica via per garantire serenità alle famiglie, continuità pedagogica agli alunni e sostenibilità a lungo termine alla scuola tranese».

Attorno a questo schema, fino ad ora, il fronte delle posizioni critiche o contrarie all'iter in corso si è così sviluppato:

1. Posizioni favorevoli 2. Posizioni contrarie, critiche o propense a differire la decisione: Il destino della rete scolastica tranese si gioca ora su un doppio binario: da un lato l'urgenza dell'Amministrazione comunale di chiudere l'iter per intercettare i risparmi sui canoni di locazione e dare stabilità agli organici, dall'altro il pressing delle opposizioni e di una parte del fronte sindacale decisi a portare lo scontro nell'aula consiliare e sui tavoli della Regione Puglia. Tra cifre demografiche contestate, vincoli regionali sui tetti massimi di iscritti e la richiesta di salvaguardare l'identità didattica dei singoli plessi, la discussione sul futuro istituto comprensivo «De Amicis-Rocca» va ben oltre una mera questione di campanile scolastico. La posta in gioco riguarda la capacità della città di ripensare i propri servizi educativi in risposta al progressivo calo delle nascite, garantendo al contempo a studenti e famiglie continuità pedagogica, aule sicure e certezze organizzative per gli anni a venire.