Panzerotti
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Salute d'asporto

Prodotti da forno e rischio cardiovascolare nel Sud Italia

Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca

Nelle nostre terre, il profumo del pane appena sfornato, la fragranza di una focaccia calda o il rito dei taralli a metà giornata fanno parte delle tradizioni del territorio. Negli ultimi anni, tuttavia, il dibattito sulla salute cardiovascolare ha spesso riacceso i riflettori sui consumi alimentari delle regioni meridionali.
È stato ampiamente dimostrato come il consumo di prodotti da forno e di farine raffinate comporti un incremento del rischio di patologie cardiache e vascolari, oltre all'obesità, diabete e tutte le malattie legate all'eccesso calorico.
Le indagini nazionali sui consumi alimentari condotte dal CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) confermano da tempo un dato storico, cioè che nelle regioni del Mezzogiorno il consumo pro-capite di pane, pasta e derivati del grano è tradizionalmente più alto rispetto al Nord Italia.
Questo dato, di per sé, non costituisce una nota negativa, infatti da Dieta Mediterranea classica, vedeva nei cereali la fonte primaria di energia, affiancati da olio extravergine d'oliva, legumi, ortaggi e un moderato apporto di proteine animali. Il punto critico, tuttavia, risiede nelle trasformazioni che questi prodotti hanno subito negli ultimi decenni.
Lo studio epidemiologico "Moli-sani", che ha valutato più di 24.000 cittadini del Sud Italia per oltre quindici anni, ha evidenziato il legame tra consumo dei prodotti da forno e salute del cuore.
Gli studi condotti nell'ambito di questo progetto e pubblicati su riviste internazionali come Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases hanno evidenziato sfumature fondamentali:
Il ruolo dell'indice glicemico: I soggetti la cui alimentazione è sbilanciata verso un consumo eccessivo di carboidrati ad alto indice glicemico (farine fortemente raffinate, pane bianco di fattura industriale, dolci e prodotti da forno ricchi di zuccheri) mostrano livelli ematici più elevati di proteina C-reattiva (CRP), un noto marcatore di infiammazione sistemica, e un punteggio di rischio cardiovascolare complessivo superiore.
L'impatto degli alimenti ultra-processati (UPF): La ricerca Moli-sani ha dedicato ampia attenzione ai cosiddetti cibi ultra-processati. Molti prodotti da forno confezionati (merendine, snack salati industriali, cracker ricchi di additivi e grassi saturi o idrogenati) rientrano in questa categoria. I dati dimostrano che un elevato apporto di alimenti ultra-processati si associa in modo significativo a un maggior rischio di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari.
Oltre alla quantità di prodotti da forno e dei cosiddetti "carboidrati", il fattore determinante è la qualità della materia prima e il grado di trasformazione industriale.
Siamo di fronte a un vero e proprio "paradosso", infatti mentre celebriamo la Dieta Mediterranea come patrimonio dell'umanità, assistiamo a una transizione nutrizionale in cui il pane tradizionale a lievitazione naturale e farine meno abburattate è stato affiancato o sostituito da preparazioni industriali o ad alto tenore di sale, zuccheri e grassi di scarsa qualità. Il risultato è un aumento del carico glicemico giornaliero e un apporto di sale superiore alle soglie raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, due fattori direttamente correlati all'ipertensione e alla sindrome metabolica.
I dati scientifici non invitano a demonizzare la tradizione della panificazione, ma piuttosto a recuperarne il valore originario attraverso scelte consapevoli, legate alla scelta di farine meno raffinate (integrali, Tipo 1 e Tipo 2), ricche di fibra insolubile e solubile che riducono l'impatto glicemico e favoriscono il microbiota intestinale; a privilegiare la lievitazione naturale, infatti la fermentazione con pasta madre riduce l'indice glicemico del pane e migliora la digeribilità e la disponibilità dei micronutrienti; a moderare il consumo di prodotti confezionati e a valorizzare l'equilibrio complessivo: Inserire i prodotti da forno, senza eccedere nelle quantità, all'interno di un pasto bilanciato, accompagnati da verdure di stagione, legumi e grassi buoni come l'olio extravergine d'oliva.
La salute del cuore non richiede rinunce punitive, ma una profonda rieducazione al gusto e alla qualità.
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