Stenotipisti della Giustizia, adesione quasi totale allo sciopero al Tribunale di Trani

Il 99% dei lavoratori ha incrociato le braccia. La Filcams Cgil Bat a Roma: «Anche i fantasmi manifestano e chiedono dignità»

martedì 30 giugno 2026 8.06
Si è svolta a Roma la manifestazione nazionale di protesta indetta dai sindacati di categoria, che vede coinvolte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell'appalto del Ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali. Tra i partecipanti, una delegazione dalla Bat, composta dalla segretaria generale della Filcams Cgil Bat, Anna Caputi, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori – stenotipisti forensi – in servizio presso il Tribunale di Trani.

Lo sciopero, che interessa le giornate del 24 e 25 giugno, ha fatto registrare nella provincia Bat un dato di adesione straordinario, pari al 99%, a testimonianza del forte disagio e della determinazione della categoria nel rivendicare dignità e stabilità. Un solo addetto è rimasto a lavoro rispettando la legge per la garanzia del servizio.
La vertenza riguarda circa 1.500 fonici, trascrittori e stenotipisti forensi che, nonostante garantiscano quotidianamente il corretto funzionamento della Giustizia penale, continuano a operare in condizioni di estrema precarietà.

Dopo l'ampia mobilitazione già espressa lo scorso 29 maggio, il Ministero della Giustizia ha smesso di sottrarsi al confronto definendo la questione "estranea alle proprie competenze" e ha incontrato le organizzazioni sindacali nazionali che hanno illustrato tutte le problematiche alla base dello sciopero strappando un impegno: la normativa sulla clausola sociale sarà rispettata al momento della pubblicazione del nuovo appalto. Al momento si andrà in proroga.

"Siamo a Roma per far sentire la voce di chi garantisce un servizio fondamentale per il nostro Paese – dichiara Anna Caputi, segretaria generale della Filcams Cgil Bat –. Il 99% di adesione allo sciopero nella nostra provincia, che poi sarebbe totale perché chi è rimasto al lavoro lo ha fatto perché precettato, non è solo un numero, è un autentico grido di allarme, insieme a quello di tutti gli altri territori giunti oggi nella Capitale. Visto quanto emerso dall'incontro, non possiamo che attendere la pubblicazione della nuova gara d'appalto tenendo alta la guardia".