Editoriale | Trani - Food truck a Colonna. Fratelli d’Italia ha due posizioni diverse sulla stessa vicenda: sul caso di emerge una frattura nella linea del partito

Gargiuolo invoca controlli, decoro e regole uguali per tutti. Gelso chiede invece tutela del lavoro e accusa l’Amministrazione di non aver programmato la scadenza del bando

sabato 15 agosto 2026 19.41
A cura di Tonino Lacalamita
Non vogliamo entrare, in questa sede, nel merito della vicenda dei food truck di Piazza Marinai d'Italia, oggetto nelle ultime ore di un comunicato stampa-denuncia pubblicato anche dalla nostra redazione e sottoscritto dai quattro esercenti Burgò, Saraghina, Big Red e Randagio. Per una ricostruzione più approfondita della loro posizione, rimandiamo al comunicato integrale, disponibile al link riportato in fondo all'articolo. La vicenda, tuttavia, presenta un indubbio interesse politico, e non soltanto sotto il profilo amministrativo. Dopo il blocco dell'attività nella serata del 14 agosto, infatti, due esponenti dello stesso partito, Fratelli d'Italia, hanno espresso oggi, a distanza di circa un'ora l'uno dall'altra, due posizioni politiche che appaiono differenti sulla medesima questione.
La prima a intervenire è stata Ornella Gelso, consigliera comunale e vicepresidente della III Commissione Consiliare, commissione che si occupa, tra le altre materie, anche di attività economiche e finanziarie. A seguire è intervenuto sui social Roberto Gargiuolo, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, con un post che ripropone, sostanzialmente, lo stesso testo già diffuso lo scorso mese di luglio sul tema del decoro urbano e della regolamentazione dello street food.
Partiamo però da un punto: gli operatori, nel loro comunicato, contestano l'intervento della Polizia Locale. Su questo, permetteteci una considerazione: la Polizia Locale ha fatto ciò che è chiamata a fare, cioè svolgere attività di controllo sul territorio e verificare il rispetto delle disposizioni vigenti. Un'attività che, in generale, riguarda anche il contrasto all'abusivismo commerciale, fenomeno della cui presenza in città molti cittadini lamentano da tempo.
Nel caso specifico, naturalmente, saranno gli atti amministrativi a chiarire con precisione quali fossero le condizioni autorizzative dei singoli operatori e sulla base di quali disposizioni sia stato effettuato l'intervento. Non è questo, però, il terreno sul quale intendiamo addentrarci in questa fase: si tratta di aspetti amministrativi che meritano un approfondimento specifico e documentato e che, eventualmente, torneremo ad affrontare.

Ci interessa invece il risvolto politico della vicenda, perché, proprio mentre gli esercenti chiedono chiarezza, dialogo e una soluzione che consenta loro di continuare a lavorare nel rispetto delle regole, emergono all'interno dello stesso partito due letture che, almeno a una prima analisi, sembrano difficilmente sovrapponibili. Da una parte Gelso pone l'accento sulla tutela del lavoro, sulla programmazione amministrativa e sulla responsabilità dell'Amministrazione nel non aver previsto per tempo una soluzione alla scadenza del bando. Dall'altra Gargiuolo concentra l'attenzione su decoro urbano, controlli, rispetto delle regole e gestione degli spazi pubblici, proponendo anche una diversa organizzazione dello street food. Due interventi che, per carità, non necessariamente rappresentano una rottura politica, ma che, proprio perché provengono da due consiglieri comunali dello stesso partito e sulla stessa vicenda, pongono inevitabilmente una domanda sulla linea che Fratelli d'Italia intende assumere. È soltanto una differenza di sensibilità tra due consiglieri oppure siamo davanti al primo vero banco di prova della compattezza del partito nella nuova opposizione consiliare? Proviamo ad approfondire le due posizioni.

Gargiuolo: il problema sono le regole e il decoro. Roberto Gargiuolo affronta la questione partendo dal tema del decoro urbano. Nel suo intervento chiarisce che il problema non è essere contro i food truck, ma garantire "regole uguali per tutti". Il consigliere richiama le responsabilità degli operatori nella gestione dei rifiuti e nel ripristino degli spazi occupati e chiede all'Amministrazione di intensificare i controlli sul rispetto delle norme igienico-sanitarie, sulla gestione dei rifiuti e sull'occupazione del suolo pubblico. La sua proposta è anche quella di superare la situazione attuale attraverso un'area dedicata o un vero mercato dello street food, organizzato e dotato dei servizi necessari. Una posizione che mette dunque al centro controllo, regole, decoro e programmazione dello spazio pubblico.
Gelso: il problema è la mancata programmazione. Di segno sensibilmente diverso è l'intervento di Ornella Gelso. La consigliera non contesta la necessità di rispettare le regole, ma pone la questione da un'altra prospettiva: perché l'Amministrazione non ha previsto per tempo una proroga, una nuova procedura o una fase transitoria, sapendo che il bando sarebbe scaduto nel pieno della stagione turistica? Gelso ricorda che i food truck avevano partecipato e vinto un bando e che gli operatori avevano investito sulla base di quella possibilità. Ma soprattutto sposta l'attenzione sulle responsabilità pubbliche: se esistevano problemi di decoro, manutenzione, servizi o condizioni igienico-sanitarie, si chiede, chi avrebbe dovuto controllare e intervenire? È una lettura che mette quindi in primo piano il lavoro degli operatori e le responsabilità dell'Amministrazione, più che il comportamento degli esercenti.

Il punto non è più soltanto Colonna. Il dato politico interessante è che entrambi i consiglieri appartengono allo stesso gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. Il gruppo, composto da Roberto Gargiuolo, Emanuele Cozzoli e Ornella Gelso, aveva recentemente espresso una posizione unitaria sulle linee programmatiche dell'Amministrazione Galiano, criticandole per la genericità e chiedendo maggiore concretezza. Questa volta, però, di fronte a una vicenda molto concreta, la sintesi non sembra esserci. Da una parte c'è chi dice, in sostanza: prima di tutto bisogna garantire il decoro e il rispetto delle regole. Dall'altra chi replica: le regole vanno rispettate, ma l'Amministrazione deve tutelare chi lavora e programmare per tempo le proprie decisioni. Non è una differenza marginale. Significa attribuire priorità diverse e, soprattutto, individuare responsabilità diverse.

Una frattura politica ancora da verificare. Parlare già oggi di una vera e propria crisi interna a Fratelli d'Italia sarebbe probabilmente prematuro. I due consiglieri non hanno dichiarato una rottura, non hanno messo in discussione il gruppo consiliare e condividono formalmente il principio del rispetto delle regole. Ma sarebbe altrettanto difficile ignorare il segnale politico che arriva da questa vicenda. Perché quando due esponenti dello stesso partito intervengono sulla stessa questione e uno mette in primo piano controlli, rifiuti e decoro, mentre l'altra sottolinea lavoro, proroga e responsabilità amministrative, la distanza tra le due impostazioni diventa evidente. E il caso assume un significato ancora maggiore perché arriva a poche settimane dall'insediamento della nuova Amministrazione verso la quale, Fratelli d'Italia, ha assunto a Trani il ruolo di opposizione e, a fine luglio, il gruppo consiliare aveva firmato unitariamente una dura critica alle linee programmatiche del sindaco Marco Galiano.

La domanda politica. Il vero interrogativo, dunque, non è soltanto che cosa accadrà ai food truck di Colonna, ma quale sarà la posizione definitiva che Fratelli d'Italia intenderà assumere sulla vicenda: il partito chiederà soprattutto più controlli e più rigore sul decoro, come emerge dall'intervento di Gargiuolo? Oppure insisterà sulla necessità di tutelare gli operatori e contestare la mancata programmazione dell'Amministrazione, come sostiene Gelso? Certo che le due impostazioni possono certamente trovare una sintesi: regole certe, controlli uguali per tutti, servizi adeguati e tutela di chi lavora, ma non era meglio parlarsi prima? Al momento, la sintesi non emerge dai due interventi. Ed è proprio questa distanza, più che la vicenda dei singoli food truck, di per sè importante che va chiarita, a rendere politicamente interessante il caso di Colonna: il primo vero banco di prova della capacità di Fratelli d'Italia Trani di presentarsi come opposizione compatta oppure come un gruppo nel quale cominciano ad emergere sensibilità diverse. La vicenda, insomma, resta aperta. Gli operatori chiedono certezze, l'Amministrazione dovrà fornire risposte e Fratelli d'Italia dovrà forse chiarire quale sia la propria ricetta. Perché a Colonna, per ora, l'unica cosa che sembra mancare non è il cibo, ma un menù politico condiviso. Scusate il disturbo.