Editoriale | Passaggio a Livello di Via De Robertis a Trani fra il silenzio della politica, il ruolo del parroco e il diritto dei Cittadini all'informazione ufficiale
Mentre il 31 agosto si avvicina, le novità sulla viabilità arrivano dalle indiscrezioni del parroco di S.Magno Don Dino Cimadomo. La comunità si chiede: perché le Istituzioni tacciono?
martedì 18 agosto 2026
11.19
Con l'incalzare del 31 agosto, data in cui il passaggio a livello di via De Robertis sbarrerà definitivamente le porte anche ai pedoni, il clima nel quartiere Stadio si fa di giorno in giorno più rovente. In questo contesto di profonda incertezza, un articolo di stampa di oggi ha riportato in virgolettato le rassicurazioni ufficiose rilasciate dal Sindaco Marco Galiano a Don Dino Cimadomo, parroco della Chiesa di San Magno. Mentre l'Amministrazione comunale — come si legge testualmente sulle pagine dei giornali — «non ha ancora ufficializzato le misure che intenderà adottare per alleviare i disagi dei residenti del quartiere, Don Dino, a guida di una comunità di 7.000 anime, si è fatto portavoce delle loro perplessità».
Alla luce di questo va premesso che a Don Dino va riconosciuto un doveroso e sentito ringraziamento perchè agendo con grande senso di responsabilità personale e civica, si è speso in prima persona per portare all'attenzione della città la reale drammaticità della situazione, colmando un vuoto comunicativo preoccupante. Tuttavia, al di là dei retroscena emersi da questo colloquio informale, la questione solleva un interrogativo democratico fondamentale: è ammissibile che notizie di tale portata per la vita quotidiana di migliaia di persone debbano essere apprese per vie traverse e non attraverso i canali ufficiali di Palazzo di Città?
Il silenzio dell' Amministrazione Comunale
Man mano, quindi, che la lancetta dei giorni si avvicina inesorabilmente alla scadenza del 31 agosto, il tema della soppressione del passaggio a livello di via De Robertis si conferma il nodo più critico della viabilità e della coesione cittadina. Ma se da un lato si registra l'attivismo di chi, come Don Dino Cimadomo, lo abbiamo detto in premessa, si fa carico delle legittime preoccupazioni di una comunità di 7.000 fedeli per evitare l'isolamento, dall'altro emerge con sconcertante evidenza l'assenza della politica istituzionale. Al netto del Primo Cittadino la domanda che s'impone con forza verso tutti gli altri attori di Palazzo di Città è: dove sono e cosa fanno gli eletti dal popolo? Ci riferiamo a tutti i Consiglieri Comunali, chiamati dai cittadini a rappresentarne le istanze, e agli Assessori che ricoprono ruoli amministrativi apicali con il compito di operare nell'interesse dell'intera collettività, possibile che nessuno di loro avverta il dovere politico e morale di pretendere e fornire un'informazione trasparente, capillare e tempestiva?
Un disagio che spacca la città in due (e non solo il quartiere Stadio)
L'errore di valutazione che la politica locale sta commettendo è ritenere che il problema della chiusura di via De Robertis riguardi esclusivamente chi risiede "dopo" i binari. La realtà è ben diversa: la barriera impatterà con uguale violenza anche su chi vive "prima" del passaggio a livello. Sono tantissimi i tranesi che dal centro o da altre zone della città hanno la necessità quotidiana di varcare quel confine per raggiungere il quartiere Stadio: per far visita a parenti ed anziani che rischiano la solitudine, per fruire dei servizi di zona o semplicemente per fare la spesa nei commerci di vicinato. L'interruzione del transito pedonale spezza un legame sociale ed economico bidirezionale, rendendo il deficit informativo un danno per tutta Trani.
Le domande senza risposta: l'Albo Pretorio è l'unica via?
Come organo di informazione locale, il nostro compito non è rincorrere i virgolettati ufficiosi o le indiscrezioni trapelate da incontri privati, ma pretendere la certezza del diritto di informare. Le domande che rivolgiamo direttamente all'Esecutivo e al Consiglio sono semplici, dirette e, non se ne dispiacciano, non sono più rinviabili:
Alla luce di questo va premesso che a Don Dino va riconosciuto un doveroso e sentito ringraziamento perchè agendo con grande senso di responsabilità personale e civica, si è speso in prima persona per portare all'attenzione della città la reale drammaticità della situazione, colmando un vuoto comunicativo preoccupante. Tuttavia, al di là dei retroscena emersi da questo colloquio informale, la questione solleva un interrogativo democratico fondamentale: è ammissibile che notizie di tale portata per la vita quotidiana di migliaia di persone debbano essere apprese per vie traverse e non attraverso i canali ufficiali di Palazzo di Città?
Il silenzio dell' Amministrazione Comunale
Man mano, quindi, che la lancetta dei giorni si avvicina inesorabilmente alla scadenza del 31 agosto, il tema della soppressione del passaggio a livello di via De Robertis si conferma il nodo più critico della viabilità e della coesione cittadina. Ma se da un lato si registra l'attivismo di chi, come Don Dino Cimadomo, lo abbiamo detto in premessa, si fa carico delle legittime preoccupazioni di una comunità di 7.000 fedeli per evitare l'isolamento, dall'altro emerge con sconcertante evidenza l'assenza della politica istituzionale. Al netto del Primo Cittadino la domanda che s'impone con forza verso tutti gli altri attori di Palazzo di Città è: dove sono e cosa fanno gli eletti dal popolo? Ci riferiamo a tutti i Consiglieri Comunali, chiamati dai cittadini a rappresentarne le istanze, e agli Assessori che ricoprono ruoli amministrativi apicali con il compito di operare nell'interesse dell'intera collettività, possibile che nessuno di loro avverta il dovere politico e morale di pretendere e fornire un'informazione trasparente, capillare e tempestiva?
Un disagio che spacca la città in due (e non solo il quartiere Stadio)
L'errore di valutazione che la politica locale sta commettendo è ritenere che il problema della chiusura di via De Robertis riguardi esclusivamente chi risiede "dopo" i binari. La realtà è ben diversa: la barriera impatterà con uguale violenza anche su chi vive "prima" del passaggio a livello. Sono tantissimi i tranesi che dal centro o da altre zone della città hanno la necessità quotidiana di varcare quel confine per raggiungere il quartiere Stadio: per far visita a parenti ed anziani che rischiano la solitudine, per fruire dei servizi di zona o semplicemente per fare la spesa nei commerci di vicinato. L'interruzione del transito pedonale spezza un legame sociale ed economico bidirezionale, rendendo il deficit informativo un danno per tutta Trani.
Le domande senza risposta: l'Albo Pretorio è l'unica via?
Come organo di informazione locale, il nostro compito non è rincorrere i virgolettati ufficiosi o le indiscrezioni trapelate da incontri privati, ma pretendere la certezza del diritto di informare. Le domande che rivolgiamo direttamente all'Esecutivo e al Consiglio sono semplici, dirette e, non se ne dispiacciano, non sono più rinviabili:
- I cittadini hanno il diritto di sapere come si muoveranno dal 1° settembre attraverso comunicati ufficiali, conferenze stampa ed evidenze pubbliche, anziché dover decifrare le notizie dai giornali?
- Quello che abbiamo letto sulla stampa corrisponde alla verità dei fatti? Le ipotesi sulle navette, sui varchi e sui percorsi alternativi sono decisioni già prese o mere suggestioni?
- Se la risposta è sì, perché queste misure non vengono proclamate dalla viva voce degli amministratori o attraverso atti ufficiali dell'Amministrazione?