Carabinieri, squadra antimafia
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Cronaca

Base terroristica islamica a 10 chilometri da noi

I Carabinieri del Ros arrestano 6 persone. Quartier generale ad Andria. L'obiettivo: compiere atti di violenza con finalità di terrorismo internazionale in Italia ed all'estero

E' stata disarticolata una cellula terroristica di matrice islamista con base logistica e operativa a 10 chilometri da casa nostra. In Belgio, Puglia, Lombardia e Sicilia è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti indagati per associazione sovversiva finalizzata al terrorismo internazionale e istigazione all'odio razziale.

Al centro delle indagini della procura della Repubblica di Bari e dei Carabinieri del Ros una cellula terroristica di matrice islamista con base logistica ad Andria all'interno di un call center, gestito dal capo del gruppo. L'attività investigativa, convenzionalmente denominata "Masrah" (teatro), ha consentito di documentare come, dal 2008, gli indagati si fossero associati tra loro allo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo internazionale in Italia ed all'estero, secondo i dettami di un'organizzazione transnazionale, operante sulla base di un complessivo programma criminoso politico-militare, caratterizzato da sentimenti di acceso antisemitismo e antioccidentalismo e dall'aspirazione alla preparazione ed esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini civili ed altri obiettivi – ovunque collocati – riconducibili agli Stati ritenuti infedeli e nemici. Il tutto nel quadro di un progetto di guerra santa (jihad).

L'indagine ha consentito di documentare il ruolo apicale all'interno della cellula del tunisino Hosni Hachemi Ben Hassen, già imam della moschea di Andria e gestore di un call center in città, non solo riguardo alla sua costante e continua opera di proselitismo e indottrinamento finalizzata a formare nuovi adepti e consentire loro di raggiungere i territori della jihad, con una preparazione, anche psicologica e ideologica, tale da permetterne l'immissione nel circuito terrorista, ma anche per i suoi collegamenti e rapporti con personaggi di rilievo del terrorismo internazionale di matrice confessionale quali Essid Sami Ben Khemais, Ben Yahia Mouldi Ber Rachid e Ben Alì Mohamed, già condannati in via definitiva per reati di terrorismo.

In tale quadro è emersa l'attività di raccolta di fondi e di finanziamento operato dal capo della cellula indagata in favore dei congiunti di alcuni terroristi, effettuato attraverso canali alternativi rispetto a quelli classici, e compiuto sulla spinta dell'ideale jihadista, in relazione al quale anteporre sempre la causa comune rispetto alla soddisfazione dei bisogni personali.

All'interno del call center andriese si cercavano sul web e visionavano, i video pubblicati nei forum jihadisti, al fine di acquisire le necessarie cognizioni delle procedure per il confezionamento di ordigni esplosivi, per l'uso delle armi da fuoco e per il reclutamento di volontari mujaheddin da avviare ai campi di battaglia in Afghanistan, Yemen, Iraq, e Cecenia. I membri del gruppo formavano una micro-comunità isolata e al riparo da qualsiasi richiamo o condizionamento esterno, in cui potere praticare la propria versione dell'Islam secondo i dettami imposti da Al Qaeda.

Le attività investigative hanno, altresì, evidenziato l'assoluta avversione della cellula nei confronti non solo delle religioni diverse dall'Islam, ma anche verso l'Occidente, e, in particolare, gli Usa, Israele e l'Italia. Il capo della cellula, inoltre, nutriva e manifestava radicati e incondizionati sentimenti antisionisti che, sulla base di detti sentimenti, diffondeva a livello ideologico non solo ai suoi sodali, istigandoli, in particolare, alla violenza contro gli ebrei, ma anche ad altri individui che per motivi culturali, sociali o religiosi si relazionavano con lui.
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