
Politica
Crisi al Comune di Trani, il Pd fa quadrato nella notte: «Ricucire con Galiano per evitare i Commissariamento»
Vertice fiume del circolo dem fino a oltre mezzanotte. Focus sul ritiro delle dimissioni entro il 15 ottobre: piena autonomia al sindaco sui manager pubblici e metodo condiviso sul dimensionamento scolastico
Trani - martedì 29 settembre 2026
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È terminata ben oltre la mezzanotte una lunga e complessa assemblea del circolo cittadino del Partito Democratico di Trani, un vertice politico allargato che ha visto la partecipazione non solo dei consiglieri comunali e degli assessori in carica, ma anche dei candidati dell'ultima tornata amministrativa e dell'assessora regionale Debora Ciliento. Grande assente, ma inevitabile convitato di pietra al centro dell'intero confronto, il sindaco dimissionario Marco Galiano. L'incontro è servito a ripercorrere analiticamente le tappe che hanno condotto all'improvvisa rottura dell'amministrazione comunale a soli cento giorni dal voto, una frattura che diversi osservatori della politica locale consideravano tuttavia latente già nelle prime settimane di consiliatura. Dalle indiscrezioni filtrate da ambienti interni, il dibattito si è sviluppato attraverso toni vivaci e un'ampia dose di autocritica, mantenendo però un profilo definito costruttivo: l'intento unanime emerso dal tavolo è quello di fare quadrato attorno alla figura del primo cittadino e scongiurare lo scioglimento anticipato del Consiglio.
La scadenza spartiacque resta quella del 15 ottobre, termine ultimo per l'efficacia delle dimissioni secondo i dettami del Testo Unico sugli Enti Locali, uno scenario che, in assenza di una ricucitura, spalancherebbe le porte a una gestione commissariale prefettizia limitata alla sola ordinaria amministrazione fino alla prima finestra utile per il voto, stimabile tra aprile e giugno del 2027: una prospettiva che dalla sede dem viene unanimemente descritta come un danno che la città non meriterebbe in questa delicata fase di attuazione dei progetti pubblici.
Sul piano programmatico e di metodo, la base indicata dal Partito Democratico per superare lo stallo e chiedere formalmente il ritiro delle dimissioni poggia sui capisaldi già formalizzati dalla segreteria provinciale e cittadina in un recente comunicato:
La scadenza spartiacque resta quella del 15 ottobre, termine ultimo per l'efficacia delle dimissioni secondo i dettami del Testo Unico sugli Enti Locali, uno scenario che, in assenza di una ricucitura, spalancherebbe le porte a una gestione commissariale prefettizia limitata alla sola ordinaria amministrazione fino alla prima finestra utile per il voto, stimabile tra aprile e giugno del 2027: una prospettiva che dalla sede dem viene unanimemente descritta come un danno che la città non meriterebbe in questa delicata fase di attuazione dei progetti pubblici.
Sul piano programmatico e di metodo, la base indicata dal Partito Democratico per superare lo stallo e chiedere formalmente il ritiro delle dimissioni poggia sui capisaldi già formalizzati dalla segreteria provinciale e cittadina in un recente comunicato:
- Piena autonomia sulle partecipate: viene ribadita con nettezza la totale libertà di scelta in capo al sindaco per le nomine nelle società municipalizzate, da compiersi in via esclusiva sulla base dei curricula, della competenza e della qualità tecnica, escludendo tali incarichi da qualsivoglia spartizione correntizia o tavolo di partito e prendendo le distanze da eventuali pressioni di singoli esponenti.
- Ascolto e partecipazione sul riordino scolastico: pur nel rispetto del ruolo di indirizzo, sulla riorganizzazione della rete didattica viene rivendicato il metodo del dialogo aperto con dirigenti, docenti, personale, famiglie e studenti, affinché decisioni a forte impatto sociale non siano assunte in solitudine ma garantiscano continuità didattica, inclusione e pari opportunità educative.

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