
Turismo
Quale futuro per il turismo a Trani? Riflessioni con Gabriele Pace e Andrea Moselli
Una vocazione turistica ormai assodata ma tanti interrogativi su ciò che serve per far decollare davvero il turismo tranese
Trani - venerdì 16 ottobre 2026
07.00
La vocazione turistica di Trani è ormai indiscussa. Se fino a dieci anni fa ancora in pochi conoscevano la città, oggi quella che viene descritta come la perla dell'Adriatico è una meta sempre più conosciuta, una tappa nel programma di chi sceglie di visitare la Puglia, guadagnandosi un posto privilegiato nel panorama delle mete turistiche. Una figura centrale per la crescita del turismo a Trani è quella della guida turistica, una professione a cui, ancora oggi, non viene riconosciuto il giusto peso, ma che rappresenta quel collante tra i cittadini, la città e i turisti, fondamentale perché il turismo possa crescere sempre di più e in modo sano, contemperando le esigenze di vita dei cittadini e il desiderio di scoperta di chi viene in visita nella nostra bellissima città.
Ma cosa manca a Trani perché possa davvero fare quel salto di qualità per diventare quel punto di riferimento centrale dal Gargano fino al Salento? Ne parlano le due guide turistiche Andrea Moselli e Gabriele Pace.
D: Quali sono le sfide che Trani pone a una guida turistica?
R: (A. Moselli) Una delle principali criticità per Trani resta il parcheggio per i bus turistici. Oggi manca un'area attrezzata: gli autobus vengono indirizzati in via dei Finanzieri, ma quando ne arrivano diversi contemporaneamente le manovre diventano difficili. Manca, inoltre, un'area servizi adeguata agli autisti, con bagni e spazi di accoglienza. Una città che vuole definirsi turistica deve necessariamente garantire questi servizi di base.
La vera sfida, però, è attrarre il turista individuale, soprattutto quello che sceglie di pernottare: è questa la tipologia di visitatore che ha più tempo per conoscere realmente la città e il territorio. Rispetto a quindici anni fa, Trani è diventata una vera destinazione turistica, non più soltanto una tappa suggerita a chi attraversava la Puglia.
Resta però da superare il legame quasi esclusivo con l'immagine della Cattedrale. La sfida è raccontare una Trani più ampia e sorprendente, facendo conoscere al visitatore tutto ciò che la città può offrire oltre il suo monumento simbolo.
(G. Pace) La guida turistica dovrebbe essere un perno fondamentale per la crescita culturale ed economica di Trani, contribuendo alla valorizzazione del territorio e delle sue attività. Condivido anche la necessità di intervenire sul problema dei parcheggi.
Un'altra sfida riguarda il riconoscimento della guida turistica come vera e propria professione, e non come un semplice hobby. Per questo è fondamentale l'aggiornamento continuo: una guida che cresce professionalmente e umanamente contribuisce alla crescita dell'intero territorio, intercettando le esigenze di visitatori sempre più informati e abituati a viaggiare attraverso Internet, applicazioni e nuove tecnologie. Bisogna quindi saper seguire l'evoluzione del mercato turistico globale e adattarsi ai suoi continui cambiamenti.
D: A proposito di autisti: quanto sono diffusi gli NCC (Noleggio con conducente) qui al sud?
R: (A. Moselli) Per gli NCC stiamo aspettando il bando. La vicenda risale a dieci anni fa, quando fu fatto durante la prima amministrazione Bottaro e poi fu ritirato. Lo hanno completato negli ultimi tempi e dovrebbe essere bandita una gara.
D: Quali sono i siti più apprezzati e quelli meno conosciuti a Trani?
R: (A. Moselli): La cattedrale, il porto, il castello Svevo, la chiesa di Ognissanti e la Giudecca sono i punti fondamentali.
La chiesa di San Martino, risalente al periodo longobardo, rappresenta un interessante esempio della stratificazione storica della città. La sua atmosfera è resa ancor più suggestiva e coinvolgente dalla presenza della comunità ortodossa rumena, che vi officia le proprie celebrazioni.
Sicuramente, tra i siti meno conosciuti della città, annoveriamo le chiese di San Francesco e di Sant'Andrea. San Francesco appartiene alla particolare tipologia delle chiese a cupole in asse, una vera chicca nel panorama del romanico pugliese. Sant'Andrea, l'antica chiesa di San Basilio, con la sua caratteristica pianta a croce greca, rappresenta invece una testimonianza di grande interesse storico e architettonico, la cui importanza non è immediatamente percepibile osservandola soltanto dall'esterno. Per gli accadimenti legati al miracolo eucaristico, la chiesa è altresì conosciuta ed è meta di una nicchia del turismo religioso, anche grazie alla presenza e all'attività del Gruppo di Preghiera di Padre Pio. La gente si aspetta di vedere il monastero di Colonna, che non è pervenuto.
D: Cosa si potrebbe fare per valorizzare il turismo che non sia "mordi e fuggi" ma che attiri presenze che rimangano in città?
R: (A. Moselli) Bisogna lavorare su più fronti, anche se sono temi di cui si parla ormai da anni. Trani ha bisogno di grandi eventi capaci di portare persone in città e, soprattutto, di farle pernottare. Oggi manifestazioni come il Festival Internazionale del Tango e, in parte, i Dialoghi di Trani rappresentano esempi di eventi in grado di richiamare pubblico. Ma per destagionalizzare servono appuntamenti di rilievo, pochi ma fortemente identitari, possibilmente fuori dall'alta stagione.
È importante distinguere le iniziative rivolte agli escursionisti e ai cittadini, come sagre e manifestazioni locali, dai grandi eventi che hanno la capacità di generare presenze turistiche. Anche la festa patronale, che negli ultimi anni sta recuperando forza e partecipazione, potrebbe rappresentare un'opportunità in questa direzione.
Trani, inoltre, deve andare oltre il tradizionale binomio «cattedrale-porto» negli anni non siamo mai riusciti a rendere il Porto turistico competitivi e attrattivo. Ma
attenzione a non dimenticare uno degli elementi che più caratterizzano e affascinano il porto di Trani: la flotta dei pescatori. La pesca rappresenta una parte importante della storia e della società tranese, ma anche uno degli aspetti più autentici e suggestivi del nostro porto. Vedere i pescherecci entrare e uscire, assistere al loro rientro e alle attività legate alla pesca è qualcosa che diamo per scontato, ma che in molti altri luoghi è ormai scomparso. Proprio per questo dobbiamo prestare attenzione a preservarlo e a riconoscerne il valore.
Trani potrebbe infatti diventare il punto di riferimento per un'area molto più ampia, mettendo in rete il proprio patrimonio con quello di Bisceglie, Canosa, Castel del Monte, Canne della Battaglia e degli altri comuni del territorio. Per farlo serve una regia unica, un soggetto che coordini e promuova l'offerta complessiva, invece di una frammentazione di competenze. Lo stesso discorso vale per il turismo congressuale: senza un'adeguata capacità ricettiva e strutture in grado di ospitare congressi e grandi eventi, è difficile intercettare questo segmento e trasformarlo in uno strumento concreto di destagionalizzazione.
(G. Pace) La BAT resta, in Puglia, fanalino di coda per numero di posti letto alberghieri. In città sono presenti numerosi B&B, che rappresentano una soluzione particolarmente adatta alle famiglie e al turismo individuale, ma non sono sufficienti a intercettare un'altra importante fascia di mercato. Un singolo operatore turistico può movimentare anche 2.000 persone all'anno e, per questo, ha bisogno di poter contare su un numero consistente di camere disponibili contemporaneamente.
Un'altra grande opportunità è rappresentata dal porto di Trani, che potrebbe diventare un vero polo di attrazione per il turismo nautico. Negli ultimi anni non sono mancati gli arrivi di mega yacht, a dimostrazione del potenziale della città. Il porto, quindi, non dovrebbe essere concepito esclusivamente come luogo di ristorazione e intrattenimento, ma valorizzato anche come porta d'accesso a un turismo nautico di fascia alta, capace di generare importanti ricadute economiche sul territorio.
C'è poi una questione legata agli orari di apertura. Il turista che arriva a Trani continua a vivere e visitare la città anche durante l'ora di pranzo e nel primo pomeriggio, ma proprio in questa fascia oraria trova spesso chiusi negozi, esercizi commerciali e monumenti. È invece necessario intercettare questa presenza e trasformarla in un'opportunità, garantendo una maggiore continuità nell'offerta dei servizi e rendendo la città realmente accessibile ai visitatori durante tutto l'arco della giornata.
D: Dal punto di vista internazionale è cresciuto il turismo a Trani?
R: (G. Pace) Per questa risposta vorrei fare riferimento a dei dati oggettivi, dei numeri che ci danno la rappresentazione del turismo internazionale a Trani. Stando a quanto ha affermato il Presidente Decaro qualche settimana fa, commentando i dati forniti dalla Regione Puglia nel primo semestre 2026, l'anno scorso è stato un anno record per tutta la Puglia e anche per Trani; il turismo internazionale è cresciuto tantissimo: sia nel 2025 che nel 2026 abbiamo avuto un primo semestre che è stato molto positivo, infatti abbiamo circa un +9% in più per quanto riguarda gli arrivi turistici internazionali e un +11% per quel che riguarda le presenze turistiche internazionali. Noi ci dobbiamo focalizzare di più sulle presenze turistiche, perché ci interessa il numero di notti che vengono trascorse in strutture ricettive; questo è un fattore economico importantissimo per capire in che direzione stiamo andando. Purtroppo, la BAT, nella Regione Puglia, è rimasta un po' indietro per quanto riguarda le presenze turistiche. Tuttavia, nell'ambito del turismo europeo abbiamo una massiccia presenza di francesi, seguiti dai tedeschi. Poi, sono cresciuti gli statunitensi, che rappresentano il primo mercato extraeuropeo; questo, sicuramente, grazie al fatto che è cresciuto anche l'aeroporto internazionale di Bari, visto che quest'anno è stato introdotto il volo Bari - New York quattro volte alla settimana. Poi è cresciuto tantissimo anche il turismo argentino; questo per due fattori: innanzitutto, per via del Festival Internazionale del Tango e poi, ricollegandomi a quello che ha detto anche il Ministro del Turismo, un grande impulso l'ha dato il turismo delle radici. In Argentina ci sono tanti italo - argentini e tanti argentini di origine italiana che sono di Trani e della Puglia: vorrebbero ritornare a Trani per visitare i luoghi abitati dai genitori. Inoltre, dalle direttive che provengono dal Ministero del Turismo, abbiamo bisogno di promuovere l'arte, la cultura, il paesaggio e l'enogastronomia; dunque, dobbiamo puntare su un turismo di tipo esperienziale, lento, fatto di riscoperta delle origini e delle tradizioni del luogo che si visita.
D: Cosa richiedono i turisti stranieri che oggi Trani ancora non ha?
R: (G. Pace) Trani ha bisogno di più servizi e di una rete di accoglienza diffusa e integrata. Manca, innanzitutto, un infopoint turistico, ma si potrebbe affiancare a una rete composta da operatori commerciali, B&B e ristoranti, adeguatamente formati e supportati dalla tecnologia, affinché diventino veri punti di informazione e accoglienza.
Fondamentale è anche creare un collegamento più efficace tra Trani e l'aeroporto internazionale di Bari, che dista appena 20-25 minuti dalla città ma che spesso risulta difficilmente raggiungibile per i turisti.
Occorre poi favorire gli investimenti nelle strutture ricettive alberghiere, indispensabili per incrementare le presenze e, soprattutto, per destagionalizzare il turismo. Trani deve valorizzare il proprio clima mite e puntare su un'offerta diversificata: turismo enogastronomico, attraverso prodotti come il Moscato e l'olio extravergine di oliva; turismo religioso; turismo culturale e congressuale.
Per farlo servono anche infrastrutture adeguate: un polo capace di ospitare cinema, teatro, musica, danza, eventi e congressi potrebbe rappresentare un importante motore di sviluppo.
La prospettiva, però, non deve essere quella del turismo di massa, ma di un turismo lento e di qualità, capace di aumentare la permanenza media e di offrire esperienze autentiche. Un modello più sostenibile, che incentivi gli spostamenti a piedi e in bicicletta e che sia rispettoso dell'ambiente, ma soprattutto dei cittadini.
Puntare esclusivamente sui grandi numeri rischia infatti di alimentare l'overtourism, con traffico, parcheggi congestionati, inquinamento, sovraccarico dei trasporti e dei servizi e possibili ricadute sulla sicurezza e sulla vivibilità urbana. La sfida, quindi, non è portare a Trani più turisti possibile, ma costruire un turismo di qualità, sostenibile e capace di generare benessere economico senza compromettere la qualità della vita di chi la città la vive ogni giorno.
D: Quanto è importante il turismo religioso e in particolare quello legato a San Nicola e come potrebbe essere valorizzato?
R: (G. Pace) Il turismo religioso può rappresentare una risorsa importante per Trani, una città che, pur avendo un centro storico raccolto, custodisce una straordinaria pluralità di culture e confessioni. Dalla storia millenaria della comunità ebraica alla chiesa di San Martino, importante per la comunità ortodossa, fino alla presenza musulmana e alla Cattedrale, che l'UNESCO ha definito, nei primi anni Duemila, «messaggera di una cultura di pace e di fratellanza».
Questa pluralità potrebbe diventare anche uno strumento di dialogo e di convivenza, particolarmente significativo in un momento storico segnato da conflitti internazionali. Trani potrebbe proporsi come luogo di incontro tra culture e religioni diverse.
La città potrebbe inoltre essere inserita nei grandi percorsi di pellegrinaggio che attraversano l'Italia, valorizzando la figura di San Nicola Pellegrino e creando itinerari tematici capaci di collegare Trani ad altri importanti luoghi di culto pugliesi, dalla Basilica di San Nicola di Bari alla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria di Galatina, la cosiddetta "Assisi salentina".
La costruzione di una rete di percorsi religiosi, che potrebbe estendersi anche oltre i confini regionali e creare collegamenti con la Grecia, rappresenterebbe un'ulteriore opportunità per valorizzare il patrimonio spirituale e culturale di Trani e, soprattutto, per contribuire alla destagionalizzazione del turismo pugliese.
Ma cosa manca a Trani perché possa davvero fare quel salto di qualità per diventare quel punto di riferimento centrale dal Gargano fino al Salento? Ne parlano le due guide turistiche Andrea Moselli e Gabriele Pace.
D: Quali sono le sfide che Trani pone a una guida turistica?
R: (A. Moselli) Una delle principali criticità per Trani resta il parcheggio per i bus turistici. Oggi manca un'area attrezzata: gli autobus vengono indirizzati in via dei Finanzieri, ma quando ne arrivano diversi contemporaneamente le manovre diventano difficili. Manca, inoltre, un'area servizi adeguata agli autisti, con bagni e spazi di accoglienza. Una città che vuole definirsi turistica deve necessariamente garantire questi servizi di base.
La vera sfida, però, è attrarre il turista individuale, soprattutto quello che sceglie di pernottare: è questa la tipologia di visitatore che ha più tempo per conoscere realmente la città e il territorio. Rispetto a quindici anni fa, Trani è diventata una vera destinazione turistica, non più soltanto una tappa suggerita a chi attraversava la Puglia.
Resta però da superare il legame quasi esclusivo con l'immagine della Cattedrale. La sfida è raccontare una Trani più ampia e sorprendente, facendo conoscere al visitatore tutto ciò che la città può offrire oltre il suo monumento simbolo.
(G. Pace) La guida turistica dovrebbe essere un perno fondamentale per la crescita culturale ed economica di Trani, contribuendo alla valorizzazione del territorio e delle sue attività. Condivido anche la necessità di intervenire sul problema dei parcheggi.
Un'altra sfida riguarda il riconoscimento della guida turistica come vera e propria professione, e non come un semplice hobby. Per questo è fondamentale l'aggiornamento continuo: una guida che cresce professionalmente e umanamente contribuisce alla crescita dell'intero territorio, intercettando le esigenze di visitatori sempre più informati e abituati a viaggiare attraverso Internet, applicazioni e nuove tecnologie. Bisogna quindi saper seguire l'evoluzione del mercato turistico globale e adattarsi ai suoi continui cambiamenti.
D: A proposito di autisti: quanto sono diffusi gli NCC (Noleggio con conducente) qui al sud?
R: (A. Moselli) Per gli NCC stiamo aspettando il bando. La vicenda risale a dieci anni fa, quando fu fatto durante la prima amministrazione Bottaro e poi fu ritirato. Lo hanno completato negli ultimi tempi e dovrebbe essere bandita una gara.
D: Quali sono i siti più apprezzati e quelli meno conosciuti a Trani?
R: (A. Moselli): La cattedrale, il porto, il castello Svevo, la chiesa di Ognissanti e la Giudecca sono i punti fondamentali.
La chiesa di San Martino, risalente al periodo longobardo, rappresenta un interessante esempio della stratificazione storica della città. La sua atmosfera è resa ancor più suggestiva e coinvolgente dalla presenza della comunità ortodossa rumena, che vi officia le proprie celebrazioni.
Sicuramente, tra i siti meno conosciuti della città, annoveriamo le chiese di San Francesco e di Sant'Andrea. San Francesco appartiene alla particolare tipologia delle chiese a cupole in asse, una vera chicca nel panorama del romanico pugliese. Sant'Andrea, l'antica chiesa di San Basilio, con la sua caratteristica pianta a croce greca, rappresenta invece una testimonianza di grande interesse storico e architettonico, la cui importanza non è immediatamente percepibile osservandola soltanto dall'esterno. Per gli accadimenti legati al miracolo eucaristico, la chiesa è altresì conosciuta ed è meta di una nicchia del turismo religioso, anche grazie alla presenza e all'attività del Gruppo di Preghiera di Padre Pio. La gente si aspetta di vedere il monastero di Colonna, che non è pervenuto.
D: Cosa si potrebbe fare per valorizzare il turismo che non sia "mordi e fuggi" ma che attiri presenze che rimangano in città?
R: (A. Moselli) Bisogna lavorare su più fronti, anche se sono temi di cui si parla ormai da anni. Trani ha bisogno di grandi eventi capaci di portare persone in città e, soprattutto, di farle pernottare. Oggi manifestazioni come il Festival Internazionale del Tango e, in parte, i Dialoghi di Trani rappresentano esempi di eventi in grado di richiamare pubblico. Ma per destagionalizzare servono appuntamenti di rilievo, pochi ma fortemente identitari, possibilmente fuori dall'alta stagione.
È importante distinguere le iniziative rivolte agli escursionisti e ai cittadini, come sagre e manifestazioni locali, dai grandi eventi che hanno la capacità di generare presenze turistiche. Anche la festa patronale, che negli ultimi anni sta recuperando forza e partecipazione, potrebbe rappresentare un'opportunità in questa direzione.
Trani, inoltre, deve andare oltre il tradizionale binomio «cattedrale-porto» negli anni non siamo mai riusciti a rendere il Porto turistico competitivi e attrattivo. Ma
attenzione a non dimenticare uno degli elementi che più caratterizzano e affascinano il porto di Trani: la flotta dei pescatori. La pesca rappresenta una parte importante della storia e della società tranese, ma anche uno degli aspetti più autentici e suggestivi del nostro porto. Vedere i pescherecci entrare e uscire, assistere al loro rientro e alle attività legate alla pesca è qualcosa che diamo per scontato, ma che in molti altri luoghi è ormai scomparso. Proprio per questo dobbiamo prestare attenzione a preservarlo e a riconoscerne il valore.
Trani potrebbe infatti diventare il punto di riferimento per un'area molto più ampia, mettendo in rete il proprio patrimonio con quello di Bisceglie, Canosa, Castel del Monte, Canne della Battaglia e degli altri comuni del territorio. Per farlo serve una regia unica, un soggetto che coordini e promuova l'offerta complessiva, invece di una frammentazione di competenze. Lo stesso discorso vale per il turismo congressuale: senza un'adeguata capacità ricettiva e strutture in grado di ospitare congressi e grandi eventi, è difficile intercettare questo segmento e trasformarlo in uno strumento concreto di destagionalizzazione.
(G. Pace) La BAT resta, in Puglia, fanalino di coda per numero di posti letto alberghieri. In città sono presenti numerosi B&B, che rappresentano una soluzione particolarmente adatta alle famiglie e al turismo individuale, ma non sono sufficienti a intercettare un'altra importante fascia di mercato. Un singolo operatore turistico può movimentare anche 2.000 persone all'anno e, per questo, ha bisogno di poter contare su un numero consistente di camere disponibili contemporaneamente.
Un'altra grande opportunità è rappresentata dal porto di Trani, che potrebbe diventare un vero polo di attrazione per il turismo nautico. Negli ultimi anni non sono mancati gli arrivi di mega yacht, a dimostrazione del potenziale della città. Il porto, quindi, non dovrebbe essere concepito esclusivamente come luogo di ristorazione e intrattenimento, ma valorizzato anche come porta d'accesso a un turismo nautico di fascia alta, capace di generare importanti ricadute economiche sul territorio.
C'è poi una questione legata agli orari di apertura. Il turista che arriva a Trani continua a vivere e visitare la città anche durante l'ora di pranzo e nel primo pomeriggio, ma proprio in questa fascia oraria trova spesso chiusi negozi, esercizi commerciali e monumenti. È invece necessario intercettare questa presenza e trasformarla in un'opportunità, garantendo una maggiore continuità nell'offerta dei servizi e rendendo la città realmente accessibile ai visitatori durante tutto l'arco della giornata.
D: Dal punto di vista internazionale è cresciuto il turismo a Trani?
R: (G. Pace) Per questa risposta vorrei fare riferimento a dei dati oggettivi, dei numeri che ci danno la rappresentazione del turismo internazionale a Trani. Stando a quanto ha affermato il Presidente Decaro qualche settimana fa, commentando i dati forniti dalla Regione Puglia nel primo semestre 2026, l'anno scorso è stato un anno record per tutta la Puglia e anche per Trani; il turismo internazionale è cresciuto tantissimo: sia nel 2025 che nel 2026 abbiamo avuto un primo semestre che è stato molto positivo, infatti abbiamo circa un +9% in più per quanto riguarda gli arrivi turistici internazionali e un +11% per quel che riguarda le presenze turistiche internazionali. Noi ci dobbiamo focalizzare di più sulle presenze turistiche, perché ci interessa il numero di notti che vengono trascorse in strutture ricettive; questo è un fattore economico importantissimo per capire in che direzione stiamo andando. Purtroppo, la BAT, nella Regione Puglia, è rimasta un po' indietro per quanto riguarda le presenze turistiche. Tuttavia, nell'ambito del turismo europeo abbiamo una massiccia presenza di francesi, seguiti dai tedeschi. Poi, sono cresciuti gli statunitensi, che rappresentano il primo mercato extraeuropeo; questo, sicuramente, grazie al fatto che è cresciuto anche l'aeroporto internazionale di Bari, visto che quest'anno è stato introdotto il volo Bari - New York quattro volte alla settimana. Poi è cresciuto tantissimo anche il turismo argentino; questo per due fattori: innanzitutto, per via del Festival Internazionale del Tango e poi, ricollegandomi a quello che ha detto anche il Ministro del Turismo, un grande impulso l'ha dato il turismo delle radici. In Argentina ci sono tanti italo - argentini e tanti argentini di origine italiana che sono di Trani e della Puglia: vorrebbero ritornare a Trani per visitare i luoghi abitati dai genitori. Inoltre, dalle direttive che provengono dal Ministero del Turismo, abbiamo bisogno di promuovere l'arte, la cultura, il paesaggio e l'enogastronomia; dunque, dobbiamo puntare su un turismo di tipo esperienziale, lento, fatto di riscoperta delle origini e delle tradizioni del luogo che si visita.
D: Cosa richiedono i turisti stranieri che oggi Trani ancora non ha?
R: (G. Pace) Trani ha bisogno di più servizi e di una rete di accoglienza diffusa e integrata. Manca, innanzitutto, un infopoint turistico, ma si potrebbe affiancare a una rete composta da operatori commerciali, B&B e ristoranti, adeguatamente formati e supportati dalla tecnologia, affinché diventino veri punti di informazione e accoglienza.
Fondamentale è anche creare un collegamento più efficace tra Trani e l'aeroporto internazionale di Bari, che dista appena 20-25 minuti dalla città ma che spesso risulta difficilmente raggiungibile per i turisti.
Occorre poi favorire gli investimenti nelle strutture ricettive alberghiere, indispensabili per incrementare le presenze e, soprattutto, per destagionalizzare il turismo. Trani deve valorizzare il proprio clima mite e puntare su un'offerta diversificata: turismo enogastronomico, attraverso prodotti come il Moscato e l'olio extravergine di oliva; turismo religioso; turismo culturale e congressuale.
Per farlo servono anche infrastrutture adeguate: un polo capace di ospitare cinema, teatro, musica, danza, eventi e congressi potrebbe rappresentare un importante motore di sviluppo.
La prospettiva, però, non deve essere quella del turismo di massa, ma di un turismo lento e di qualità, capace di aumentare la permanenza media e di offrire esperienze autentiche. Un modello più sostenibile, che incentivi gli spostamenti a piedi e in bicicletta e che sia rispettoso dell'ambiente, ma soprattutto dei cittadini.
Puntare esclusivamente sui grandi numeri rischia infatti di alimentare l'overtourism, con traffico, parcheggi congestionati, inquinamento, sovraccarico dei trasporti e dei servizi e possibili ricadute sulla sicurezza e sulla vivibilità urbana. La sfida, quindi, non è portare a Trani più turisti possibile, ma costruire un turismo di qualità, sostenibile e capace di generare benessere economico senza compromettere la qualità della vita di chi la città la vive ogni giorno.
D: Quanto è importante il turismo religioso e in particolare quello legato a San Nicola e come potrebbe essere valorizzato?
R: (G. Pace) Il turismo religioso può rappresentare una risorsa importante per Trani, una città che, pur avendo un centro storico raccolto, custodisce una straordinaria pluralità di culture e confessioni. Dalla storia millenaria della comunità ebraica alla chiesa di San Martino, importante per la comunità ortodossa, fino alla presenza musulmana e alla Cattedrale, che l'UNESCO ha definito, nei primi anni Duemila, «messaggera di una cultura di pace e di fratellanza».
Questa pluralità potrebbe diventare anche uno strumento di dialogo e di convivenza, particolarmente significativo in un momento storico segnato da conflitti internazionali. Trani potrebbe proporsi come luogo di incontro tra culture e religioni diverse.
La città potrebbe inoltre essere inserita nei grandi percorsi di pellegrinaggio che attraversano l'Italia, valorizzando la figura di San Nicola Pellegrino e creando itinerari tematici capaci di collegare Trani ad altri importanti luoghi di culto pugliesi, dalla Basilica di San Nicola di Bari alla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria di Galatina, la cosiddetta "Assisi salentina".
La costruzione di una rete di percorsi religiosi, che potrebbe estendersi anche oltre i confini regionali e creare collegamenti con la Grecia, rappresenterebbe un'ulteriore opportunità per valorizzare il patrimonio spirituale e culturale di Trani e, soprattutto, per contribuire alla destagionalizzazione del turismo pugliese.

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