
Politica
Trani, Befano attacca la nuova vecchia giunta Galiano: «La pelle del capitone»
Il consigliere di maggioranza della lista PER Trani critica la riconferma degli assessori, ma assicura: «Continuerò a sostenere la maggioranza»
Trani - martedì 27 ottobre 2026
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La nuova composizione della giunta comunale di Trani incassa la prima dura ed ironica reazione politica, a firmarla è Antonio Befano, esponente della lista PER Trani e consigliere di maggioranza, che affida ai social una lunga e pungente riflessione dopo il decreto con cui il sindaco Marco Galiano ha ricomposto l'esecutivo cittadino, confermando gli assessori già in carica e ridefinendone le deleghe.
Il titolo scelto da Befano per il suo intervento social è emblematico: «La pelle del capitone», un'immagine ripetuta più volte nel post, utilizzata come metafora di una situazione politica che, a suo giudizio, continua a sfuggire a ogni tentativo di interpretazione. Nel mirino c'è soprattutto la decisione del primo cittadino di riproporre sostanzialmente la stessa squadra dopo le dimissioni annunciate il 25 settembre e successivamente ritirate il 15 ottobre. Una scelta che, secondo Befano, contraddice le ragioni che avevano accompagnato quella decisione: «Siccome abbiamo fatto ridere poco in questi quattro mesi, oggi il sindaco Galiano rinomina la giunta pari ed identica a quella che le aveva messo, a suo dire, pressioni», scrive il consigliere, che aggiunge: «Dopo essersi dimesso perché voleva cambiare il mondo, si è dimesso, ma è ritornato sul palco con gli stessi attori e le stesse poltrone».
Il messaggio politico è netto: Befano, pur confermando il sostegno alla maggioranza, mette in discussione la coerenza delle scelte compiute e chiede che la nuova fase amministrativa sia giudicata sui risultati. Dopo settimane di tensioni, dimissioni e ricomposizioni, la giunta Galiano è chiamata ora a dimostrare sul campo la propria capacità di governo.
Il titolo scelto da Befano per il suo intervento social è emblematico: «La pelle del capitone», un'immagine ripetuta più volte nel post, utilizzata come metafora di una situazione politica che, a suo giudizio, continua a sfuggire a ogni tentativo di interpretazione. Nel mirino c'è soprattutto la decisione del primo cittadino di riproporre sostanzialmente la stessa squadra dopo le dimissioni annunciate il 25 settembre e successivamente ritirate il 15 ottobre. Una scelta che, secondo Befano, contraddice le ragioni che avevano accompagnato quella decisione: «Siccome abbiamo fatto ridere poco in questi quattro mesi, oggi il sindaco Galiano rinomina la giunta pari ed identica a quella che le aveva messo, a suo dire, pressioni», scrive il consigliere, che aggiunge: «Dopo essersi dimesso perché voleva cambiare il mondo, si è dimesso, ma è ritornato sul palco con gli stessi attori e le stesse poltrone».
Befano racconta di aver inizialmente interpretato le difficoltà dell'amministrazione come una conseguenza dell'inesperienza e della complessità del nuovo incarico. Ma, alla luce degli ultimi sviluppi, esprime dubbi più profondi sulla direzione politica intrapresa: «Il risultato di tutto questo è uno: oggi in quattro mesi abbiamo prodotto zero. Se non un valzer senza senso: zero! E chi capisce più niente…», afferma. Il consigliere torna quindi sul significato delle dimissioni del sindaco e sulla richiesta di maggiore autonomia politica che le avrebbe accompagnate. La riconferma degli stessi assessori, osserva, solleva interrogativi sulla reale portata di quella rottura: «È la prova che le mani libere che ha chiesto le ha ottenute? Non credo», scrive Befano, evocando con toni sarcastici una situazione nella quale il primo cittadino si sarebbe liberato da presunti vincoli per poi ripristinare il precedente assetto. La critica si allarga quindi all'intera maggioranza, accusata di muoversi secondo logiche poco comprensibili e di privilegiare la conservazione degli equilibri politici rispetto all'attività amministrativa: «In questa maggioranza vale tutto. In questa maggioranza si può fare tutto e il contrario di tutto, l'unica cosa che conta è conservare», scrive, lasciando intendere che la distribuzione degli incarichi e il mantenimento delle posizioni di potere abbiano finito per prevalere sulle esigenze della città.«In quattro mesi abbiamo prodotto zero»
Nonostante le parole particolarmente dure, Befano esclude una rottura con l'amministrazione. Il suo intervento, precisa, non è un annuncio di uscita dalla maggioranza, ma una presa di posizione critica dall'interno: «Io che non sono uno statista come "quelli che sanno e che capiscono tutto" trovo difficoltà a comprendere oggi tante cose di questa amministrazione, della mia amministrazione», scrive. E chiarisce: «Non farò, però, come chi esce e ritorna in maggioranza solo a patto che Galiano dia gli assessorati. Continuerò a sostenere la maggioranza». Una scelta che il consigliere motiva con una punta di ironia, affermando di non voler dare per scontato che chi oggi è rientrato nell'area di governo sia improvvisamente diventato competente nella gestione della macchina amministrativa.«Continuerò a sostenere la maggioranza»
La conclusione del post è anche un messaggio rivolto direttamente al sindaco e alla nuova giunta. Archiviata la fase delle dimissioni, dei ripensamenti e delle trattative politiche, per Befano è arrivato il momento di passare ai fatti. «Finita la barzelletta della giunta e del salvastipendi, da oggi si riparte. Da consigliere di maggioranza della lista PER Trani, voglio vedere l'azione di governo», afferma. Il consigliere rivendica inoltre che, a suo giudizio, le opere che l'attuale amministrazione potrà presentare come risultati concreti siano soprattutto quelle realizzate durante il precedente mandato del sindaco Amedeo Bottaro. Infine, definisce il proprio intervento «una chirurgica fotografia dei fatti», respingendo l'idea che si tratti semplicemente di un attacco politico. La chiusura riprende la metafora iniziale, con un augurio ironico rivolto alla «nuova vecchia dimissionaria a metà rinominata giunta» della città, ribattezzata provocatoriamente «Strani».«Ora voglio vedere l'azione di governo»
Il messaggio politico è netto: Befano, pur confermando il sostegno alla maggioranza, mette in discussione la coerenza delle scelte compiute e chiede che la nuova fase amministrativa sia giudicata sui risultati. Dopo settimane di tensioni, dimissioni e ricomposizioni, la giunta Galiano è chiamata ora a dimostrare sul campo la propria capacità di governo.

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